(AGENPARL) - Roma, 3 Marzo 2025 - (AGENPARL) – lun 03 marzo 2025 TRE MALVIVENTI TENTANO DI COMMETTERE FURTI IN UN ALBERGO E IN UN RESORT AD AVELENGO (BZ). CARABINIERI ARRESTANO UN ALBANESE DI 26 ANNI, SEGUENDO LE TRACCE DEI LADRI LASCIATE SULLA NEVE FRESCA.
La notte dello scorso 1° marzo, tre malviventi hanno forzato la finestra di un albergo di Avelengo (BZ), nel tentativo di impossessati di beni di valore. Immediato l’allarme ai Carabinieri, che sono intervenuti in breve tempo con una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Merano.
I militari, nel corso del sopralluogo, hanno notato alcune tracce di passi sulla neve fresca e hanno ritenuto fossero quelle dei malviventi. I Carabinieri hanno seguito quelle tracce, che li hanno condotti in altro albergo posto nelle vicinanze. In tale luogo, i militari hanno notato la presenza di tre persone, subito individuate per i malfattori che quella notte stavano depredando l’ennesima struttura alberghiera. Gli operanti si sono avventati contro di essi, ingaggiando una violenta colluttazione nel tentativo di bloccarli. Due malviventi si sono dati alla fuga, mentre il terzo, un uomo di origine albanese di 26 anni, è stato bloccato e tratto in arresto per i tentati furti commessi quella notte e per resistenza a pubblico ufficiale. Gli altri due malviventi in fuga sono ancora attivamente ricercati.
Solo il pronto intervento dei Carabinieri ha consentito che non venisse sottratto alcun bene dalle due strutture ricettive.
A seguito del violento scontro fisico, i due Carabinieri hanno riportate varie lesioni, per le quali sono dovuti ricorrere alle cure del Pronto Soccorso.
L’arrestato è stato ristretto presso la Casa Circondariale di Bolzano, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.
Gli albergatori di Avelengo (BZ) si sono complimentati con i Carabinieri, ringraziandoli per la veemente azione risolutiva contro i predoni della notte, che sempre di più stanno colpendo, negli ultimi tempi, alberghi in tutto l’Alto Adige.
Ai sensi delle vigenti normative, all’indagato è riconosciuta la presunzione d’innocenza fino a quando non ne sia stata legalmente provata la colpevolezza con una sentenza irrevocabile (Direttiva 2016/343/UE).
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