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Roma, 14 febbraio 2025
COMUNICATO
RIFIUTI – OPERAZIONE DELLA DDA DI ROMA TRA LA CAPITALE E LATINA
Questa mattina è stata data esecuzione ad un?ordinanza di applicazione di
misure personali e reali, emessa dal GIP del Tribunale di Roma su richiesta
della Procura di Roma ? Direzione Distrettuale Antimafia ? all?esito di
un?attività di indagine che ha riguardato un ingente traffico illecito di
rifiuti speciali e non, che, raccolti in violazione della normativa di
settore da una serie di soggetti nei territori delle province di Roma e
Latina, venivano poi conferiti senza alcun titolo e in maniera non tracciata
presso dei centri raccolta del capoluogo pontino. I reati contestati sono
quelli di associazione organizzata per il traffico illecito di rifiuti (art.
452 quaterdecies CP), di gestione di rifiuti non autorizzata (art. 256 comma
1 lett. a e b del d.lgs 152/2006), di violazione degli obblighi di
comunicazione, di tenuta dei registri obbligatori e dei formulari (art. 258
comma 4 del d.lgs 152/2006), di riciclaggio (648 bis CP).
Sulla scorta dei gravi indizi di colpevolezza raccolti, il Giudice ha
disposto gli arresti domiciliari nei confronti di quattro soggetti, il
sequestro preventivo delle quote societarie e dei complessi aziendali di tre
distinte società che gestivano centri raccolta a Latina ? affidati ad un
amministratore giudiziario ? nonché il sequestro preventivo di una
cinquantina di automezzi impiegati per la raccolta, il trasporto e
l?illecito conferimento dei rifiuti.
L?indagine, avviata nel 2021, è stata condotta in collaborazione dai
Carabinieri del Comando Provinciale di Roma e dei Gruppi Forestali di Roma e
Latina, nonché dagli agenti della Polizia Locale e Metropolitana di Roma
Capitale. Il traffico di rifiuti accertato e ricostruito, contestato a vario
titolo complessivamente a 73 persone, ha riguardato oltre 540 tonnellate di
rifiuti speciali pericolosi ? in particolare batterie al piombo – e 5.500
tonnellate di rifiuti ferrosi e metallici.
Si precisa che considerato lo stato del procedimento, in fase di indagini
preliminari, gli indagati devono ritenersi innocenti fino a un eventuale
definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile.
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