(AGENPARL) - Roma, 29 Novembre 2024 - (AGENPARL) – ven 29 novembre 2024 *Tumore al cervello, Amati e Piemontese: “Consiglio finanzia dispositivo
Optune per modificare storia della malattia, pensando a malati e loro cari.
Esecuzione immediata affidata ad ASL Bari”*
Una nota degli assessori regionali al Bilancio e alla Salute Fabiano Amati
e Raffaele Piemontese.
“Il Consiglio regionale ha accolto all’unanimità la proposta del Governo
regionale di finanziare l’utilizzo di una nuova tecnologia, Optune, per
fronteggiare un grave tumore cerebrale, il glioblastoma. Con questo
dispositivo si spera di modificare la storia naturale della malattia,
allungando l’aspettativa di vita e nella consapevolezza che anche un solo
giorno è da considerarsi guadagnato.
Il finanziamento per euro 200 mila, appostato per un primo progetto di
sperimentazione, assegna alla ASL di Bari il coordinamento della
contrattualizzazione e della gestione interaziendale. E il tutto da
eseguirsi, ovviamente, in pochissimi giorni.
Il dispositivo non risulta di particolare ingombro o incidente sulle
migliori condizioni di vita dei pazienti, perché, a parte la scatola di
produzione del campo elettromagnetico, si traduce in cerotti adesivi che
permettono l’aderenza sul cranio di matrici con materiali moderni che
fungono, detto per semplificazione, da elettrodi.
Allo stato, una serie di dati scientifici dimostrerebbe l’utilità del
dispositivo, in grado di aumentare la prognosi di vita di quasi 5 mesi
(passando quindi da 15-16 mesi a 20-21 mesi), anche se ci sono casi che
hanno fatto registrare una speranza di vita molto più ampia.
Nelle scorse settimane abbiamo esaminato tutti i dati in possesso e
valutato l’esperienza delle altre regioni italiane, con l’aiuto dei clinici
dell’IRCCS Giovanni Paolo II di Bari.
È chiaro che questa attività di verifica, meticolosa e rapida, è risultata
funzionale a comprendere se sulla base di un protocollo terapeutico, sempre
indispensabile in questo come in tutti i casi in cui si prescrive una
terapia, l’assunzione degli oneri da parte della Regioni risulti congrua,
nel cui concetto sono ricondotte – ovviamente – anche questioni
etico-morali, da gestire guardando al paziente e alla sua irripetibilità
piuttosto che alla cassa.
Ciò lo specifichiamo poiché il dispositivo ha un costo di noleggio mensile
di euro 21 mila oltre IVA, nella speranza che all’atto dell’acquisto la ASL
di Bari e l’azienda produttrice sappiano negoziare un prezzo inferiore,
così da garantire l’utilizzo a una platea di pazienti più ampia.
La questione economica, in ogni caso, non può e non deve mai rappresentare
una limitazione, qualora i clinici dovessero concludere per la sua utilità
e, rispetto a ogni singolo caso concreto, per l’esistenza di un ampio
apparato normativo, in grado di superare le limitazioni incombenti sulla
Puglia, in materia di extra LEA non finanziabili con il bilancio autonomo,
perché la Puglia è in piano di rientro.
Avevamo promesso il 21 ottobre scorso, all’esito di una riunione
sull’argomento della Commissione bilancio, di fare in fretta nell’assumere
una decisione. E abbiamo fatto in fretta, consapevoli che gli
approfondimenti devono sempre avere breve durata, poiché mentre noi
approfondiamo ci sono pazienti che lottano per la vita o per un po’ di vita
in più da donare, attraverso la nostra attività, ai loro cari”.
Una nota degli assessori regionali al Bilancio e alla Salute Fabiano Amati
e Raffaele Piemontese.
“Il Consiglio regionale ha accolto all’unanimità la proposta del Governo
regionale di finanziare l’utilizzo di una nuova tecnologia, Optune, per
fronteggiare un grave tumore cerebrale, il glioblastoma. Con questo
dispositivo si spera di modificare la storia naturale della malattia,
allungando l’aspettativa di vita e nella consapevolezza che anche un solo
giorno è da considerarsi guadagnato.
Il finanziamento per euro 200 mila, appostato per un primo progetto di
sperimentazione, assegna alla ASL di Bari il coordinamento della
contrattualizzazione e della gestione interaziendale. E il tutto da
eseguirsi, ovviamente, in pochissimi giorni.
Il dispositivo non risulta di particolare ingombro o incidente sulle
migliori condizioni di vita dei pazienti, perché, a parte la scatola di
produzione del campo elettromagnetico, si traduce in cerotti adesivi che
permettono l’aderenza sul cranio di matrici con materiali moderni che
fungono, detto per semplificazione, da elettrodi.
Allo stato, una serie di dati scientifici dimostrerebbe l’utilità del
dispositivo, in grado di aumentare la prognosi di vita di quasi 5 mesi
(passando quindi da 15-16 mesi a 20-21 mesi), anche se ci sono casi che
hanno fatto registrare una speranza di vita molto più ampia.
Nelle scorse settimane abbiamo esaminato tutti i dati in possesso e
valutato l’esperienza delle altre regioni italiane, con l’aiuto dei clinici
dell’IRCCS Giovanni Paolo II di Bari.
È chiaro che questa attività di verifica, meticolosa e rapida, è risultata
funzionale a comprendere se sulla base di un protocollo terapeutico, sempre
indispensabile in questo come in tutti i casi in cui si prescrive una
terapia, l’assunzione degli oneri da parte della Regioni risulti congrua,
nel cui concetto sono ricondotte – ovviamente – anche questioni
etico-morali, da gestire guardando al paziente e alla sua irripetibilità
piuttosto che alla cassa.
Ciò lo specifichiamo poiché il dispositivo ha un costo di noleggio mensile
di euro 21 mila oltre IVA, nella speranza che all’atto dell’acquisto la ASL
di Bari e l’azienda produttrice sappiano negoziare un prezzo inferiore,
così da garantire l’utilizzo a una platea di pazienti più ampia.
La questione economica, in ogni caso, non può e non deve mai rappresentare
una limitazione, qualora i clinici dovessero concludere per la sua utilità
e, rispetto a ogni singolo caso concreto, per l’esistenza di un ampio
apparato normativo, in grado di superare le limitazioni incombenti sulla
Puglia, in materia di extra LEA non finanziabili con il bilancio autonomo,
perché la Puglia è in piano di rientro.
Avevamo promesso il 21 ottobre scorso, all’esito di una riunione
sull’argomento della Commissione bilancio, di fare in fretta nell’assumere
una decisione. E abbiamo fatto in fretta, consapevoli che gli
approfondimenti devono sempre avere breve durata, poiché mentre noi
approfondiamo ci sono pazienti che lottano per la vita o per un po’ di vita
in più da donare, attraverso la nostra attività, ai loro cari”.
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