(AGENPARL) - Roma, 14 Novembre 2024 - (AGENPARL) – gio 14 novembre 2024 **Cassa di espansione a Beccarello (Gr) fra il Bruna e il Fossa, Monni:
“Intervento strategico”**
/Scritto da Lorenza Berengo, giovedì 14 novembre 2024 alle 13:52/
Un’opera idraulica strategica. E’ la nuova cassa di espansione
(finanziamento complessivo di 6,5 milioni di euro) che il Consorzio di
Bonifica 6 Toscana Sud sta realizzando alla confluenza del fiume Bruna e
del torrente Fossa. Sorgerà in località Beccarello, non lontano dall’area
del Madonnino, e permetterà di ridurre il rischio di alluvioni lungo il
percorso del fiume Bruna nei comuni di Castiglione della Pescaia,
Roccastrada e Grosseto.
E stamani a Grosseto nella sede del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud
sono stati illustrati gli interventi in corso. Era presente l’assessora
all’ambiente e difesa del suolo Monia Monni, il presidente del Consorzio di
Bonifica 6 Toscana Sud, Fabio Bellacchi. La sindaca di Castiglione della
Pescaia Elena Nappi e l’assessore alla protezione civile del comune di
Grosseto Riccardo Megale.
“Un intervento importante e strategico – ha detto l’assessora
all’ambiente e difesa del suolo Monia Monni – in grado di aumentare la
sicurezza idraulica delle aree intorno Grosseto, Castiglione della Pescaia,
Roccastrada, fra le più colpite dalle alluvioni. E’ un opera idraulica a
monte del torrente Sovata, il più importante affluente in destra, che per
sua conformazione tende a esondare in occasione di piene eccezionali che
interessano contemporaneamente il Bruna e il Fossa. Le opere sono
fondamentali per la mitigazione del rischio, ma non bastano più a
difendere la popolazione. La crisi ambientale in corso determina una
condizione meteorologica estrema, ma non più rara. Accanto alle opere
dunque è necessario il coinvolgere i territori e i cittadini. In nuova
visione della gestione del territorio, ci devono stare i piani urbanistici,
il sistema fognario, per rendere sempre di più le città resilienti a
questi nuovi fenomeni”.
Per il presidente Fabio Bellacchi arriva a compimento un percorso durato
vent’anni. “La pianificazione di quest’opera così strategica – ricorda
il presidente di Cb6 – affonda le sue radici già nel 2004, con il Progetto
di piano di assetto idrogeologico (Pai) del bacino regionale Ombrone. In
quell’anno, con gli eventi alluvionali che interessarono il bacino
idrografico del Bruna, fu chiara l’esigenza di un intervento di questo tipo
e il Consorzio ha sempre mantenuto alta l’attenzione”.
L’iter, come spesso accade per un’opera pubblica, non è stato semplice.
“Grazie alla convenzione con la Provincia di Grosseto e a ulteriori
finanziamenti regionali – ricorda Bellacchi – fu possibile realizzare
l’impianto idrovoro del fosso Beccarello, collaudato nel dicembre 2011. Ma
il completamento del progetto di messa in sicurezza nel bacino del fiume
Bruna è sempre rimasta una nostra priorità. La progettazione e l’iter
autorizzativo sono andati avanti e finalmente, con risorse statali, sono
arrivati i fondi necessari”. E’ con il piano nazionale degli interventi
per la mitigazione del rischio idrogeologico 2021 e 2023, infatti, che è
stato stanziato un finanziamento complessivo da 6,5 milioni necessario per
realizzare la cassa di espansione.
“I lavori – prosegue Bellacchi – sono stati affidati a novembre 2023 e
sono subito iniziati. Da maggio 2024 il cantiere procede a pieno ritmo
anche se nell’ultimo periodo, a causa delle intense precipitazioni, la
direzione lavori ha concordato con la ditta Massai la sospensione parziale
dei lavori di movimento terra per il compimento dell’argine”. In questa
fase si stanno realizzando le opere strutturali e la parte impiantistica:
l’auspicio è di concludere l’intervento entro la fine del 2025.
“L’obiettivo – spiega Roberto Tasselli, dirigente area progettazione di
Cb6 – è di laminare le portate alla confluenza Bruna-Fossa e consentire
allo stesso Bruna di ricevere in condizioni migliori poco più a valle il
torrente Sovata. Il più importante affluente in destra, infatti, tende a
esondare di frequente a causa del rigurgito che si genera alla confluenza
con il Bruna in occasione di piene eccezionali e contemporanee”. Sono
numeri importanti, quelli garantiti da questa opera: “Il volume d’acqua
invasato – aggiunge Tasselli – sarà di 2,5 milioni di metri cubi, con una
quota massima in cassa di 15,3 metri per garantire il franco di sicurezza
di un metro e mezzo del nuovo rilevato arginale di chiusura della cassa”.
“Le manifestazioni estreme di maltempo alle quali sempre più di
frequente ci troviamo a far fronte – riflette Fabio Zappalorti, direttore
generale del Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud – impongono interventi
strutturali per garantire una maggiore sicurezza al territorio. Le casse di
espansione oggi rappresentano lo strumento più efficace a disposizione per
contrastare le conseguenze di eventi tanto violenti e improvvisi”. “Con
questo progetto – prosegue il dg – diamo una risposta concreta e attesa da
tempo a una parte importante del nostro comprensorio”.
Tra i progetti in corso per il Consorzio di Bonifica 6 Toscana Sud c’è
anche la realizzazione della nuova sede, che sorgerà accanto allo storico
palazzo di via Ximenes 3, rappresentandone il più logico completamento. Il
cantiere è già attivo da qualche settimana e prevede la realizzazione di
un edificio di tre piani, con 45 postazioni di lavoro e una sala riunioni.
L’investimento di Cb6 è di 1,2 milioni.
“Le risorse dell’ente – afferma il presidente Bellacchi – saranno
reintegrate con la vendita della nostra sede di via Tintoretto, che oggi
ospita l’area progettazione. La realizzazione della nuova sede risponde
alle mutate esigenze operative con l’ente che oggi necessita di maggiori
spazi per il crescente numero di dipendenti”. “Unire in un’unica sede
gli uffici – conclude Bellacchi – con la possibilità di avere nello stesso
immobile le attività di manutenzione e progettazione migliorerà il
coordinamento dei lavori per dare risposte ancora più efficaci al
territorio”. La conclusione dei lavori è prevista entro l’estate del
2025.
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