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COMUNICATO STAMPA del 5 novembre 2024
ALLERGIE ALIMENTARI: CON UN FARMACO TORNA NEL PIATTO IL CIBO “INCRIMINATO”
Uno studio osservazionale del Bambino Gesù conferma la sicurezza dell’anticorpo monoclonale che riduce il
rischio di reazioni. Il 60% dei bambini può mangiare liberamente.
Di allergia alimentare si può morire. Ma per i bambini che ne soffrono oggi c’è una nuova possibilità di cura,
un farmaco che riduce il rischio di reazioni al contatto con l’alimento “incriminato” consentendo di
recuperare una dieta meno severa e, quindi, una migliore qualità di vita.
Il grado di sicurezza del farmaco per le allergie alimentari – un anticorpo monoclonale già utilizzato per l’asma
– è stato verificato e confermato da uno studio osservazionale condotto da clinici e ricercatori dell’unità di
Allergologia dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù: dopo 12 mesi di trattamento, oltre il 60% dei piccoli
pazienti coinvolti nella ricerca ha potuto adottare un’alimentazione completamente libera, senza restrizioni.
LE ALLERGIE ALIMENTARI: TRE VIE DI CURA
I bambini suscettibili ad alcune categorie di alimenti, generalmente innocui, possono andare incontro a
reazioni anche molto gravi: spesso affetti da malattie allergiche come dermatite atopica, rinite allergica e
asma, quando entrano in contatto con un alimento per il quale hanno sviluppato anticorpi specifici (IgE)
vedono scatenarsi una reazione che coinvolge la via respiratoria (soffocamento e asma), la pelle (gonfiori,
orticaria e edema diffuso), la via digestiva (vomito e diarrea) e a volte il sistema soffocamento ed asma
cardiovascolare, con ipotensione e shock. Per questi bambini fino a qualche tempo fa le principali strategie
di cura erano evitare gli alimenti responsabili o la desensibilizzazione, processo di introduzione pilotata
dell’alimento, tramite specifici preparati, per innalzare la soglia di tolleranza. La terza via di trattamento oggi
è anche farmacologica.
IL FARMACO CHE PROTEGGE DALLE REAZIONI ALLERGICHE
La terapia farmacologica per gli allergici agli alimenti consiste nella somministrazione dell’Omalizumab, un
anticorpo monoclonale che mantiene innocue le IgE circolanti nell’organismo. Già in uso per l’asma, all’inizio
del 2024 è stato approvato dall’FDA americano come primo farmaco per l’allergia alimentare con
l’indicazione, tuttavia, di continuare a evitare l’alimento che scatena le reazioni. Un recente studio USA,
pubblicato sul New England Journal of Medicine, aveva documentato la capacità del farmaco di innalzare la
soglia di reazione agli alimenti, rappresentando una sorta di scudo protettivo.
Altre esperienze cliniche hanno attestato nel tempo l’efficacia dell’anticorpo monoclonale per le allergie
alimentari: all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù l’Omalizumab viene utilizzato già da 10 anni come strategia
di riduzione del rischio nei bambini con asma grave e allergia agli alimenti.
I RISULTATI DELLO STUDIO: DIETA LIBERA PER IL 60% DEI BAMBINI
Lo studio osservazionale condotto da clinici e ricercatori dell’unità di Allergologia del Bambino Gesù, appena
pubblicato sulla rivista scientifica Allergy, ha indagato il grado di sicurezza della terapia farmacologica in
———————————————————————————————————————————-Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – IRCCS
Ufficio stampa
Responsabile: Alessandro Iapino
Funzione Comunicazione e raccolta fondi
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Piazza Sant’Onofrio, 4 – 00165 Roma
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caso di reintroduzione dell’alimento nella dieta del bambino allergico, confermando che gran parte dei
piccoli allergici può tornare a mangiare cibi che prima gli erano preclusi.
Nella ricerca sono stati coinvolti 65 bambini con asma ed allergia alimentare trattati con Omalizumab per un
periodo di 12 mesi. Dall’osservazione del gruppo di pazienti seguiti al Bambino Gesù è emerso che con il
trattamento farmacologico le soglie di reazione all’alimento vengono moltiplicate (per il latte 250 volte, per
l’uovo 170 volte, per la nocciola 250 volte, per l’arachide 55 volte) e il numero delle reazioni anafilattiche
viene drasticamente ridotto (dai 98 casi registrati nei 12 mesi precedenti il trattamento farmacologico alle
8 reazioni durante il periodo di cura con l’anticorpo monoclonale).
Tra i dati più rilevanti dello studio, quello riguardante l’introduzione nella dieta, in sicurezza e senza manovre
di desensibilizzazione, degli alimenti precedentemente evitati: una possibilità per l’88% della popolazione
studiata. Poiché molti bambini coinvolti nella ricerca erano allergici a più alimenti, la percentuale di quelli
che hanno ottenuto una dieta completamente libera, senza restrizioni, è del 61,5%.
«Con il trattamento farmacologico tutti i bambini del gruppo hanno potuto smettere di osservare
l’etichettatura precauzionale degli alimenti alla ricerca della dicitura “potrebbe contenere…”, pratica che
limita di molto le scelte dei pazienti allergici alimentari» spiegano la dott.ssa Stefania Arasi, allergologa,
prima autrice dello studio e il prof. Alessandro Fiocchi, responsabile di Allergologia del Bambino Gesù e
coordinatore della ricerca. «Oltre a ciò, lo studio documenta che i genitori e i pazienti si rilassano, il loro indice
di qualità della vita viene normalizzato non dovendo più essere condizionati in maniera incombente dal
mangiare per errore qualcosa di sbagliato. I dati osservazionali del nostro studio dovranno essere replicati in
maniera prospettica, ma la terza via per una vita migliore per i bambini allergici alimentari è aperta».
———————————————————————————————————————————-Ospedale Pediatrico Bambino Gesù – IRCCS
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