(AGENPARL) - Roma, 25 Ottobre 2024 - (AGENPARL) – ven 25 ottobre 2024 BARI INTERNATIONAL GENDER FESTIVAL
DECIMA EDIZIONE
31 ottobre – 30 novembre 2024
www.bigff.itTutto è pronto per il ritorno, nel capoluogo pugliese, del Bari International Gender festival (BIG), festival multidisciplinare e transfemminista incentrato sulle differenze di genere, identità e orientamenti sessuali. La manifestazione, dal 31 ottobre al 30 novembre, porterà grandi nomi internazionali e nazionali nel campo delle arti performative, del cinema, della danza e del teatro, ma soprattutto creerà momenti importanti di incontro e confronto tra le realtà locali e la scena internazionale, da cui scaturiscono riflessioni sulla contemporaneità, sulle relazioni sociali e sul rapporto dell’essere umano con l’ambiente circostante. Il BIG continua così ad ampliare il proprio nucleo concettuale ed estende la rilevanza dei temi sulle diversità oltre l’umano, sorpassando la prospettiva privilegiata prevalentemente occidentale, suprematista e bianca, e abbracciando l’urgenza di decolonizzare la storia, le geografie e i saperi per rivolgersi all’intera biodiversità (umana, animale e ambientale) con un orizzonte ecologico, intersezionale, anti-coloniale e anti-specista.
Quest’anno il festival festeggia la decima edizione, grazie all’instancabile lavoro del BIG team e della direzione artistica di Miki Gorizia e Tita Tummillo De Palo, che negli anni hanno portato sulle scene dei teatri e dei luoghi di Bari numerosi artisti, performer, musicisti, studiosi e cineasti provenienti da tutto il mondo, creando così un ponte importante tra la Puglia e le realtà artistiche contemporanee più innovative per offrire al pubblico anteprime nazionali e regionali a tema queer.
«10 anni di BIG! Di visioni differenti – spiegano i direttori artistici -, immaginari insoliti, generi indefiniti, formati scomposti, mutazioni di sguardo, transizioni disciplinari. Di resistenza, culturale, irriverente, nella città di Bari, che comincia a delinearsi e farsi storia, allargare reti, aprire partecipazioni, consolidare posture. Pensavamo di aver fatto esperienza di tutto e invece X. Gli eventi muovono verso x scenari apocalittici, disastrosi, brutali, e noi prontamente rispondiamo con X danze rituali e catartiche, azioni di posizionamento chiaramente X, storie di margine e confine XXX, scosse d’attenzione. Aprite le orecchie, spalancate gli occhi! Il BIG X compone un programma xxx la cui somma delle singole parti non può che dare come risultato una gigantesca X. Magma, organismo, blob informe. Schegge impazzite, traiettorie fenomenali, attrazioni fatali. Nell’incognita come condizione dell’esistenza, il BIG, esperimento costante, ritrova l’equazione stessa del godimento. Buon compleanno!».
L’approccio del BIGX sarà sempre all’insegna della trasversalità dei linguaggi e della ricerca di comunicazione tra le differenti comunità, un cross road in cui esplorarsi e scoprirsi attraverso una pluralità di storie e identità, creando così una comunità aperta alla sperimentazione e al dialogo con cui ridefinire ciò che è contemporaneo. L’elemento principale da cui si diramano le riflessioni di artisti e performer che animano il BIG, è il corpo: segno che muta sotto gli stimoli della contemporaneità, uno spazio trasformativo individuale e collettivo, azione politica e poetica.
Anche quest’anno il BIGX, promosso e organizzato dalla Cooperativa sociale AL.I.C.E., presenta un ricco programma di appuntamenti dedicati alle performance artistiche, alla danza, al teatro, alle arti visive e alla musica, come lo straordinario set che aprirà questa decima edizione: il 31 ottobre a mezzanotte il Teatro Kismet ospiterà la produttrice, artista sonora sperimentale e techno DJ, Dasha Rush, figura poliedrica nell’attuale panorama musicale e nota per i suoi progetti sperimentali, eseguiti nei luoghi più importanti e lungimiranti per la musica elettronica e digitale come il Montreal’s Mutek, l’Ars Electronica di Linz, L.E.V. Festival a Gijón, MIRA a Barcellona e ADE Amsterdam Dance Event. L’artista di origini russe, ma di base tra Berlino e Parigi, partendo dagli elementi della natura e dai desideri più profondi della psiche umana, crea dei percorsi sonori densi e multistrato, in cui unisce musica elettronica, techno ed elementi visivi da cui emerge un flusso armonico in continua trasformazione, contraddistinto da impulsi ed espressioni profonde che toccano le corde più emotive dell’essere umano.
Dal 3 novembre in poi, nei luoghi più importanti per la vita culturale e artistica della città di Bari, scelti tra spazi espositivi, indipendenti, teatri e sale cinematografiche, saranno presentati più di venti appuntamenti con ospiti nazionali e internazionali tra i più importanti nel panorama dell’arte e della performance contemporanea. Tra questi, il coreografo libanese Omar Rajeh, il performer e coreografo giamaicano/norvegese Harald Beharie, la compagnia Dewey Dell, la produttrice musicale e rapper Catherine Atim conosciuta con il nome d’arte Catu Diosis, artista del network afro Nyege Nyege, la coreografa e danzatrice Nadia Beugré, la storica compagnia teatrale Fanny & Alexander, il collettivo artistico DEMOCRACIA, la performer e coreografa portoghese Gaya De Medeiros, DJ Red, figura chiave della scena techno romana. Tra questi professionisti, anche i nomi della giovane ricerca performativa italiana: il coreografo e performer Vittorio Pagani, la band Violent Scenes, l’artista multidisciplinare Nunzia Picciallo, la coreografa e performer Giorgia Ohanesian Nardin, il compositore Valerio Cosi e il danzatore Andrea Zardi.
Il programma completo della manifestazione è disponibile su www.bigff.itI biglietti degli spettacoli sono in vendita su DICE (dice.fm).
TEATRO E ARTI PERFORMATIVE, GLI HIGHLIGHTS
DELLA DECIMA EDIZIONE DEL BIG
Ogni giorno, dal 3 novembre fino al 30 novembre, il ricco programma della decima edizione del Bari International Gender festival, porterà nel cuore della città di Bari artisti e artiste, performer, coreografi e coreografe, danzatrici e danzatori di fama internazionale e nazionale, che attraverso il corpo racconteranno i temi più importanti e urgenti della contemporaneità.
Il 3 novembre alle 21 il festival porterà, sul palco del Taatro Kismet, una delle figure più importanti nella danza contemporanea, il coreografo libanese Omar Rajeh che ha avuto un impatto significativo sulla creazione di una scena di danza contemporanea in Libano, fondando nel 2002 il Maqamat Beit El Raqs a Beirut e nel 2004 il BIPOD – Beirut International Platform of Dance. Insignito del titolo di Chevalier de l’Ordre des Arts et des Lettres dal Ministero della Cultura francese, grazie alla creazione della sua compagnia Maqamat a Lione, Rajeh lavora scardinando i confini convenzionali e ponendo, al centro delle sue opere, movimenti vigorosi e profonde connessioni socio-politiche che risuonano in modo potente lasciando un impatto profondo sul pubblico. Nel corso di due decenni Rajeh ha tessuto, esplorato e perfezionato un linguaggio coreografico unico riconoscendo la danza come una conferma di presenza che trascende la vita quotidiana. Come co-fondatore di «Citerne.live», una piattaforma culturale digitale, Rajeh continua a innovare collegando tecnologia e arti per una più ampia accessibilità contribuendo, in modo significativo, all’arazzo culturale con un focus su inclusività e connessione.
Attraverso danza, parole e proiezioni video, si muove il performer Vittorio Pagani che nello spettacolo A Solo in the Spotlights, in scena il 9 novembre al Teatro Abeliano, grazie alla partnership con il centro di produzione di danza contemporanea ResExtensa, esplora aspetti della vita sulla scena e le trasformazioni che un corpo affronta quando messo sotto i riflettori. In una scissione tra il corpo e l’immagine, il danzatore si scompone, celando o mostrando parti di sé nel tentativo di soddisfare le richieste tipiche della sua professione.
Il 14 novembre la Fondazione Pino Pascali accoglie nei suoi spazi, grazie alla partnership tra la fondazione e il BIGX, la performance Lemmy B dell’artista multidisciplinare Nunzia Picciallo, che attraverso il corpo e l’azione indaga una soggettività non prevista che si manifesta e afferma la volontà di essere presenza generativa in un sistema dominante, che adotta la paura come elemento fondante all’interno di uno schema di controllo meticoloso, asfissiante. L’indagine che caratterizza il lavoro di creazione di Nunzia Picciallo, si pone come mutevole e continua ricerca delle dinamiche fondative tra il corpo inteso come soggettività in divenire e il sistema/spazio; di conseguenza l’atto performativo diviene la possibilità di aprire dialogicità diffuse e invita a una presenza oltre la superficie e l’immagine.
Grazie al sostegno dell’Ambasciata di Norvegia in Italia, il Norwegian Art Council e il Performing Art Hub Norway, il 16 novembre e il 17 novembre, al Palamartino, andrà in scena la performance Batty Bwoy eseguita dal coreografo e performer Harald Beharie. Attraverso una riappropriazione del termine giamaicano “Batty Bwoy” (letteralmente butt boy), slang per una persona queer, il lavoro stravolge e capovolge i miti per invocare sensitività demoniache e crudeltà seducenti, svelando possibilità vulnerabili in un’interazione fra consapevolezza e spirito naif. La performance Batty Bwoy attacca e abbraccia narrazioni sedimentate intorno alla paura del corpo queer come una figura perversa e deviata.
Giovedì 21 novembre, al Teatro Kismet, arriva in anteprima nazionale, grazie al focus condiviso con Puglia Culture, lo straordinario lavoro della coreografa Nadia Beugré, che nello spettacolo Filles petroles torna a raccontare la sua città Abidjan (Costa d’Avorio), attraverso due creazioni che ritraggono una gioventù in fiamme, dimenticata, esclusa ma ancora intensamente viva e che agisce per un domani migliore: Aya e Christelle sono delle lottatrici, che riecheggiano il viaggio di Beugré e contemporaneamente rispecchiano un’altra generazione. In un dialogo tra donne, generazioni e viaggi, il duo è stato costruito sulla base di lunghi periodi di esplorazione in Abobo, seguendo la vita quotidiana di Aya e Christelle.
La compagnia di danza e performing arts Dewey Dell porterà, il 23 novembre al Palazzo Fizzarotti – Fondazione HEART, la performance I’ll do, I’ll do, I’ll do, una coreografia che tesse le trame di un “sabba” immaginato, in cui si intravede l’eco stravolta di un culto estatico dominato da una misteriosa dea notturna dai molti nomi e connesso a una cerimonia per la fertilità della terra. Se la possessione viene spesso considerata come la “visita” di una entità divina tra gli esseri umani, l’estasi al contrario è un viaggio di ascesa celeste o di discesa infernale dell’anima umana fuori dal corpo.
Il 27 novembre al Teatro Abeliano, in partnership con la compagnia di danza contemporanea ResExtensa, andrà in scena l’omaggio a una delle più iconiche figure della musica afroamericana: Eunice Kathleen Waymon, cantante, pianista, scrittrice e attivista per i diritti civili, conosciuta dalla maggior parte delle persone con lo pseudonimo di Nina Simone (1933-2003). La compagnia Fanny & Alexander porta a Bari lo spettacolo NINA in cui la soprano e interprete americana Claron McFadden, partendo da documenti audio di interviste radiofoniche e televisive e da discorsi pubblici, compone un ritratto mimetico completo dell’artista Nina Simone. Grazie alla tecnica dell’eterodirezione, elemento chiave della poetica di Fanny & Alexander, Claron McFadden abita la sua voce, testimoniando la forza del carattere e del suo spirito creativo e attraversando i momenti più salienti della sua parabola, dalla tensione poetica alla lotta per i diritti degli afroamericani, passando per le sue fragilità e le ferite più intime.
Il 30 novembre il BIGX porta nel Teatro Kismet, in anteprima nazionale grazie al Patrocinio dell’Ambasciata di Portogallo in Italia, la performance Dad for diner di Gaya de Medeiros che cerca di rispondere con dolcezza alla domanda “se il mio corpo non venisse prima di me, di cosa parlerei?”, costruendo una celebrazione in cui un collettivo di persone trans vive un rituale di affetto in cui il corpo si racconta al di fuori di una narrazione collegata al dolore e alla sofferenza.
FOCUS ARTE CONTEMPORANEA: DEMOCRACIA
Anche per la decima edizione del Bari International Gender Festival (BIG) torna il Focus sull’Arte Contemporanea, ideato e curato dell’artista Pamela Diamante, che porterà per il terzo anno consecutivo, in sinergia con la direzione artistica, un approfondimento sui movimenti artistici più importanti del panorama internazionale contemporaneo, come il collettivo Democracia che focalizza la sua produzione artistica sulla comunità, il dissenso e il conflitto.
Quest’anno il Focus, realizzato in coproduzione con Spazio Murat, sarà articolato in due appuntamenti attraverso cui il pubblico potrà immergersi, comprendere e vivere appieno il lavoro del collettivo Democracia che si caratterizza per interventi sociali, politicizzando spazi e situazioni attraverso l’apparato della propaganda. Il 4 novembre alle 11 nella Biblioteca Metropolitana De Gemmis, la teorica dell’arte e curatrice Giuliana Schiavone (ricercatrice in Studi Interdisciplinari di Genere nella Universidad de Alcalà de Hanares di Madrid e docente all’Accademia di Belle Arti di Bari) guiderà un dialogo con il collettivo spagnolo, in cui saranno approfondite le loro pratiche artistiche e le loro istanze, che si esprimono tramite forme che sovvertono e riposizionano il materiale estetico e la retorica testuale delle culture politiche occidentali; presentando così una critica delle istituzioni, dei sistemi e delle convenzioni sociali, politiche ed economiche.
Il 5 novembre alle 19 sarà inaugurata, in Spazio Murat, la mostra personale Enjoy the collapse del collettivo Democracia, un progetto espositivo che si articola attraverso diverse forme d’azione volte a far performare il corpo sociale in spazi pubblici, come mezzi espressivi.È il caso di Order, opera video strutturata in tre atti come un dramma lirico e vede in Act I, Eat the rich/Kill the poor la partecipazione dei New Black Panther di Houston in una manifestazione armata in cui esibiscono una serie di slogan come costruzione poetica. L’opera Welfare State, invece, documenta e rielabora la demolizione di El Salobral, la più grande bidonville europea che si sviluppava a sud di Madrid, in cui come in un grande show il pubblico istiga le ruspe alla totale distruzione. All’interno del percorso espositivo, si trova anche il libro Contra la Democracia scritto sotto il nome di Grupos Anarquistas Coordinados in cui si fa un’analisi della democrazia come espressione del sistema di dominio; il possesso di questo libro è considerato dall’Audiencia Nacional spagnola un indizio di appartenenza a un’organizzazione terroristica.
Oltre ai lavori presentati da Democracia, la mostra include un’opera video di Núria Güell, la cui presenza arricchisce il discorso espositivo, offrendo una prospettiva critica che dialoga con la complessità delle tematiche affrontate, in particolare attraverso l’intersezione tra genere e resistenza sociale. Güell, amplia il campo della riflessione attraverso una decostruzione delle convenzioni sociali e politiche che regolano i rapporti di potere.La mostra sarà visitabile dal 5 al 24 novembre, dal martedì al sabato 10.00 – 20.00, ingresso 3euro.
LE NOTE DEL BIG: MUSICA ELETTRONICA, TECHNO, DJ SET, MUSICA CONTEMPORANEA
Per i suoi dieci anni, il Bari International Gender Festival porta nel capoluogo pugliese artisti e artiste di altissimo livello nel campo della musica contemporanea internazionale. Dopo l’immersivo concerto di Dasha Rush, che inaugura l’apertura del BIGX, è la volta della band Violent Scenes che l’8 novembre in Spazio 13 presenterà in anteprima nazionale, il loro EP Rebirth che segna la rinascita stilistica del gruppo che partendo dal post-rock e dalla psichedelia, approda ad un rock sperimentale, passando per l’ambient-glitch elettronica.
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