
Oggi i prezzi del petrolio hanno registrato un significativo aumento, trainati dalle crescenti preoccupazioni per le tensioni in Medio Oriente, che hanno contribuito a compensare le perdite della sessione precedente. I futures del greggio Brent sono saliti di 95 centesimi, pari all’1,27%, raggiungendo 75,91 dollari al barile. Nel frattempo, i futures del greggio statunitense West Texas Intermediate (WTI) hanno visto un aumento dell’1,41%, attestandosi a 71,77 dollari al barile.
L’incremento odierno è stato fortemente influenzato da timori riguardanti possibili interruzioni delle forniture di petrolio, a seguito di uno scontro a fuoco tra Israele e Libano, che ha riacceso le incertezze legate alla stabilità della regione. Il Medio Oriente è un punto nevralgico per la produzione e l’esportazione di petrolio a livello globale, e qualsiasi escalation del conflitto potrebbe influire gravemente sui flussi di approvvigionamento.
Nel corso della settimana, i prezzi del greggio hanno visto un rialzo complessivo di circa il 4%, contribuendo a recuperare parte delle perdite subite la settimana precedente, quando i mercati avevano registrato un calo di oltre il 7%. Il calo era stato causato da crescenti preoccupazioni per la domanda in Cina, il principale importatore mondiale di petrolio, e dalla riduzione del rischio percepito di interruzioni delle forniture provenienti dal Medio Oriente.
Le notizie positive riguardo alle scorte statunitensi hanno comunque fornito un ulteriore contesto per il recente andamento dei prezzi. La US Energy Information Administration (EIA) ha riferito che le scorte di greggio negli Stati Uniti sono aumentate di 5,5 milioni di barili, raggiungendo un totale di 426 milioni di barili nella settimana terminata il 18 ottobre. Questo aumento ha superato le aspettative degli analisti, che avevano previsto un incremento più modesto di circa 270.000 barili.
L’aumento delle scorte, di solito un segnale di una minore domanda a breve termine, è stato controbilanciato dalle preoccupazioni geopolitiche in Medio Oriente, che hanno riportato l’attenzione del mercato sui potenziali rischi per l’offerta globale di greggio.
In conclusione, mentre i prezzi del petrolio hanno recuperato terreno grazie ai rinnovati timori per la sicurezza delle forniture globali, la situazione rimane fluida. I mercati continueranno a monitorare da vicino gli sviluppi in Medio Oriente e l’evoluzione della domanda, in particolare nei grandi mercati come la Cina.