(AGENPARL) - Roma, 17 Ottobre 2024 - (AGENPARL) – gio 17 ottobre 2024 Dove vanno a finire le eccedenze alimentari delle prime fasi della filiera
agro-alimentare toscane e come fare per migliorare il loro recupero e la
ridistribuzione. Sono le domande che si è posto un recente progetto di
dottorato di ricerca “Le iniziative relative allo spreco e alle perdite
alimentari delle aziende agroalimentari della Regione Toscana e le
attività di recupero delle eccedenze alimentari” realizzato nell’ambito
di una convenzione che la Regione ha stipulato con il Dipartimento di
scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali dell’Università di Pisa ed
elaborato dalla dottoranda Giulia Gallo.
Il progetto del corso di dottorato, che ricade all’interno del tirocinio
previsto sui finanziamenti ministeriali PNRR Pubblica amministrazione (PA),
verrà attuato seguendo alcuni passaggi concordati tra Università e
Regione Toscana e conterrà la mappatura delle principali aziende
agro-alimentari toscane, lo studio dei flussi di eccedenze, le loro cause,
l’identificazione delle iniziative relative alla relativa gestione,
realizzate ed in corso, ed i relativi bisogni e problemi emersi.
E verranno anche mappate e intervistate sia alcune delle imprese
agro-alimentari toscane, sia associazioni caritative che recuperano e
redistribuiscono eccedenze in Toscana, per individuare i loro bisogni e le
loro sfide.
“Siamo impegnati da tempo nella lotta allo spreco alimentare – ha
spiegato cla vicepresidente e assessora all’agroalimentare Stefania
Saccardi – La crisi economica ha impoverito molte famiglie, mettendole in
difficoltà anche per l’acquisto di cibo. Per combattere questo fenomeno,
la Regione Toscana ha già attuato dal 2015 un programma di interventi
assieme alla Caritas e all’Associazione Banco alimentare della Toscana, e
un nuovo piano di interventi di contrasto alla povertà alimentare.
Conoscere le eccedenze, le loro cause e la relativa gestione è diventato
particolarmente importante dunque, visti le normative presenti in ambito di
prevenzione di rifiuti e lotta agli sprechi a livello sia europeo, che
nazionale e regionale, per muoversi e programmare iniziative di contrasto
alla crescita delle povertà e le diseguaglianze. I risultati di questa
ricerca potranno darci la possibilità di formulare delle raccomandazioni
per politiche e normative da attuare, specificatamente, nella nostra
regione”.
Qualche numero
Secondo le ultime stime (Adinolfi et al., 2023), le eccedenze e sprechi
lungo la filiera agroalimentare nel 2023 ammontavano a 8.7 milioni di
tonnellate, corrispondenti a 146 kg/pro capite. Di questi, il 15% avviene
durante la produzione primaria e il 73% a livello di consumi domestici.
Queste eccedenze e alimenti che vengono sprecati hanno un forte impatto
ambientale, che per l’Italia è di circa 0.4 Kg CO2 eq/ pro capite, al di
sopra della media Europea che è di circa 0.36 Kg CO2 eq/ pro capite. Da
non trascurare inoltre è l’aspetto economico che si verifica in seguito a
tali eccedenze: infatti in Italia la perdita economica dovuta allo spreco
alimentare tocca i 22,8 miliardi di euro, di cui 17,92 per i consumi
domestici, 2,40 derivanti dalla fase agricola, 960 milioni dall’industria
alimentare, e 970 milioni per la distribuzione alimentare.
Questo si verifica in un contesto Italiano di aumento di povertà negli
ultimi anni: infatti la povertà assoluta in Italia tra le famiglie è
aumentata dal 7,7% del 2021 all’8,3% del 2022 (Regione Toscana, 2023).
Secondo l’ultimo report della Caritas (Caritas Toscana and VoisLab srl.,
2024), il 13,2% della popolazione toscana nel 2022 era a rischio di
povertà o di esclusione sociale. In particolare, la quota di famiglie con
ISEE basso risulta più marcata negli ambiti socio-sanitari del Nord della
regione (Apuane) e in alcuni di quelli in cui è presente un capoluogo di
provincia (Firenze, Pisa, Livorno).
Nel 2023 le Caritas toscane hanno assistito 28.203 persone fragili, numero
cresciuto circa del 20% tra il 2019 e il 2022. Di queste, il 55% si è
rivolta ad un servizio della Toscana centrale (Firenze, Fiesole, Pistoia,
Pescia e Prato) l’area più densamente popolata (Caritas Toscana and
VoisLab srl., 2024).
Inoltre, il Banco Alimentare della Toscana, che raccoglie eccedenze
alimentari per donarle?alle?persone?in difficoltà, al 2022 aveva 554
strutture caritative di distribuzione agli indigenti convenzionate. Queste
assistevano nel 2022 circa 132.000 persone, di cui il 93% continuativi
(circa 13.400) e il 7% saltuari (circa 8.600). Dal 2019 gli assistiti
continuativi sono aumentati di circa 25.500 unità (+26%) e i saltuari di
circa 1.300 unità (+18%) (Regione Toscana, 2023).
Questi dati inquadrano il problema delle eccedenze alimentari da una parte,
e dall’altra il bisogno e la richiesta di persone in difficoltà che
potrebbero accedere a questi alimenti che sono certamente ancora
commestibili. Infatti, diverse leggi regolamentano la raccolta di prodotti
in eccedenza e la distribuzione gratuita ad enti caritatevoli, tra cui il
regolamento per l’Organizzazione Comune dei Mercati (OCM) (UE) 2017/891
(che integra il Reg. 1308/2013 e premia la distribuzione di prodotti
agroalimentari a scopi gratuiti), e la legge Nazionale Italiana n.
166/2016, c.d. Legge Gadda, che allunga le date di scadenza dei prodotti
alimentari e permette sgravi fiscali alle aziende donatrici.
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