(AGENPARL) - Roma, 28 Marzo 2024 - (AGENPARL) – gio 28 marzo 2024 **Sanità e servizi sociali sempre più vicini al cittadino: prosegue
lavoro verso nuovo modello**
/Scritto da Walter Fortini, giovedì 28 marzo 2024 alle 16:24/
Tra gli anni Novanta e i primi del Duemila la sfida maggiore fu la
riorganizzazione della rete ospedaliera. “Ora la priorità – sottolinea
l’assessore al diritto alla salute, Simone Bezzini – è la nuova
organizzazione dell’assistenza territoriale: dobbiamo prendere per mano i
cittadini ed accompagnarli nel sistema anziché farli continuamente entrare
ed uscire. Dobbiamo farlo soprattutto con gli anziani, i malati cronici e i
più fragili”. “E dobbiamo farlo – aggiunge – tenendo assieme nuovi
bisogni, qualità e quantità dei servizi offerti, sostenibilità del
sistema”.
E’ la sfida che la Toscana raccoglie con la messa a terra dell’oramai
famoso decreto ministeriale 77 del 2022, che la Regione ha voluto recepire
poco più di un anno fa non solo da un punto di vista burocratico ma
arricchendo la riforma con un pensiero, che viene dalla storia della
Toscana, e valorizzando le esperienze e sperimentazioni portate avanti
negli ultimi quindici anni, in parte prese a modello dal decreto stesso. Se
n’è parlato stamani, nel corso di un convegno ed incontro di lavoro molto
partecipato al Campur Meyer di Firenze, organizzato dalla Regione.
Nei prossimi due anni case ed ospedali di comunità finanziati con il Pnrr
saranno terminati e per allora deve essere definito come dovranno
funzionare, come la loro attività si integrerà con l’assistenza a
domicilio, la telemedicina e l’investimento in tecnologia fatto in questi
mesi. E poi la sfida nella sfida: far parlare tra loro, sempre di più e
meglio, servizi sanitari e servizi sociali.
“Siamo ripartiti ad esempio – spiega l’assessora alle politiche sociali,
Serena Spinelli – da quello che già questa Regione aveva definito, come la
creazione degli ambiti territoriali, i ‘Punti Insieme” diffusi nei
territori per l’accesso unico ai servizi, le unità di valutazione
multidimensionale. Il precedente governo l’aveva ribadito come elemento
strategico: un modo per dire ai due mondi di parlarsi e di connettersi e un
deciso passo in avanti”.
Era dicembre 2022 quando la giunta regionale recepì il decreto 77,
delineando l’architettura del nuovo modello socio-sanitario integrato e
definendone i punti focali. Un modello che, tra l’altro, farà perno su 77
case di comunità, sulla cui realizzazione sono stati investiti 128
milioni, su ventitré ospedali di comunità (finanziati con 64 milioni) e
37 Cot, centrali operative territoriale (134 milioni) la cui funzione sarà
determinante, perché dovranno ‘traghettare’ i cittadini che escono
dall’ospedale ma continuano ad avere bisogno di assistenza sul territorio e
guidare altri che nel territorio devono trovare i loro percorsi di
assistenza. Dal primo di marzo sono già attive le prime Cot.
Non meno importante sarà il passaggio da case della salute a case della
comunità, che dovranno essere luoghi dove professionisti con ruoli e di
discipline diverse si interfacciano per prendere al meglio in carico i
pazienti. “Dovranno lavorare assieme – spiega l’assessore Bezzini – i
medici di famiglia, con cui abbiamo stretto le prime intese, e gli
infermieri di comunità, gli specialisti, gli assistenti sociali ma anche
gli amministrativi chiamati a gestire i percorsi dei paziente evitando
fastidi e complicazioni burocratiche alle persone che hanno bisogno”.
Della riforma fissa obiettivi e priorità il presidente Giani. “La
Toscana non parte da zero – premette – La prima sfida ed obiettivo che
abbiamo di fronte è armonizzare adesso modelli di assistenza territoriale
e servizi nati nei territori in modo spontaneo o sperimentale, per avere la
stessa offerta ovunque, senza cittadini di serie A, quelli che vivono
magari nelle città, e cittadini di serie B, che risiedono nelle aree
interne, nelle campagne o in montagna. Vogliamo alzare ulteriormente
l’asticella e farlo in maniera uniforme”. Un’altra declinazione,
socio-sanitaria in questo caso, della Toscana diffusa. Un ruolo importante
l’avranno l’innovazione e i servizi digitalizzati, la telemedicina e il
telemonitoraggio, ma anche lo sviluppo della sanità di iniziativa, ovvero
percorsi di prevenzione per gestire meglio le malattie croniche.
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