(AGENPARL) - Roma, 25 Marzo 2024 - (AGENPARL) – lun 25 marzo 2024 **Piano Cave, le precisazioni della Regione. Baccelli: “Il 5 per cento
solo in casi specifici e nel rispetto delle valutazioni ambientali”**
/Scritto da Redazione, lunedì 25 marzo 2024 alle 17:16/
“Sin dall’approvazione del Piano Regionale Cave, con il quale per primi
introducemmo un limite alle escavazioni, lavoriamo per costruire il miglior
equilibrio tra la tutela del lavoro e dell’ambiente, due priorità alle
quali riconoscerò sempre pari importanza. Solo da allora la Regione
possiede e utilizza strumenti concreti per controllare l’operato delle
imprese nelle cave toscane, a dimostrazione che il tema della
sostenibilità ambientale è assolutamente e pienamente condiviso sia dalla
Regione che dal sottoscritto, primo firmatario nel 2018 della proposta di
legge che ci ha condotti al Piano”.
A dirlo l’assessore Stefano Baccelli, che guida il settore della direzione
infrastrutture e mobilità, competente in materia di cave.
“Tuttavia – prosegue Baccelli – non si può essere contemporaneamente
contrari alla variante e al fianco dei lavoratori: che piaccia o meno, la
realtà è ben più complessa di quanto alcuni vogliano far credere. Il
Piano Regionale è il frutto di una profonda condivisione con i Comuni, i
sindacati, le associazioni di categoria, i cittadini e le imprese; ed è
proprio in esso che, sin dal 2019, si affida alla Regione il compito di
verificare ciclicamente i volumi estratti per valutare e, nel caso,
adottare una variante che sposti quel limite del 5% su scala regionale –
deroga della quale potranno peraltro godere solo imprese debitamente
autorizzate”.
“Troppo spesso – aggiunge Baccelli – si identifica la questione delle
cave unicamente nel marmo di Carrara: in realtà, a rischiare lo sforamento
sarebbero solo una manciata di imprese (i Gessi Pisani, gli Inerti del
Valdarno e i Calcari di Molazzana) tutte esterne alle Apuane e operanti,
oltreché nel comparto ornamentale, anche in quello industriale e delle
costruzioni”.
L’iter appena avviato prevede che adesso la parola passi ai singoli Comuni,
i quali dovranno segnalare alla Regione i rari casi di imprese che
necessiterebbero di accedere a tale sforamento; a seguire, la Regione
valuterà ogni singolo caso sulla base delle relative valutazioni
ambientali, tecniche ed economiche. A titolo esemplificativo, l’incremento
sarà autorizzato nei casi in cui l’approvigionamento serva a realizzare
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