(AGENPARL) - Roma, 20 Febbraio 2024 - (AGENPARL) – mar 20 febbraio 2024 COMUNICATO STAMPA
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Programmi di Gestione del Diabete Riducono del 28% Rischio di Demenza
Lo studio pubblicato su JAMA Network Open
Roma, 2 febbraio 2024 – Ai numerosi vantaggi del controllo glicemico nelle
persone con diabete di tipo2, oggi si aggiunge anche un effetto protettivo in
termini di riduzione del rischio di sviluppare demenza.
Sono i risultati di una ricerca apparsa su Jama Network Open, condotta su un
periodo di 8 anni a Hong Kong, e che ha coinvolto 55.618 partecipanti: la ricerca
ha evidenziato come la buona gestione dei pazienti affetti da diabete è in grado
di mitigare il rischio di demenza nei i pazienti con T2D. I partecipanti iscritti a
RAMP-DM hanno sperimentato una riduzione del 28% nel rischio di demenza per
tutte le cause, una diminuzione del 15% nel rischio di malattia di Alzheimer, un
significativo calo del 39% nel rischio di demenza vascolare e una riduzione del 29%
nel rischio di demenze di altro tipo o non specificate, rispetto a coloro che
ricevevano cure standard.
In particolare, i partecipanti con livelli più elevati di Emoglobina A1C (HbA1C)
presentavano un rischio significativamente aumentato di demenza, che variava
dal 17% al 54%, sottolineando il ruolo critico del mantenimento di livelli ottimali di
glucosio nel sangue.
Questo studio evidenzia anche l’efficacia dei programmi multidisciplinari di
gestione del diabete nel modificare la traiettoria del declino cognitivo. Oltre
27.809 pazienti con T2D che ricevevano servizi di assistenza primaria sono stati
accuratamente abbinati in rapporto 1:1 con individui sottoposti a trattamento
standard, garantendo la robustezza e l’affidabilità dei risultati dello studio.
“La SID considera questi risultati come un passo fondamentale nella lotta contro lo
sviluppo precoce di malattie neurodegenerative, tra la popolazione diabetica.
Questo studio aggiunge un ulteriore tassello ai vantaggi del controllo accurato dei
livelli glicemici e aumenta la consapevolezza della connessione tra la gestione
del diabete e la salute cognitiva. Dando priorità e migliorando l’assistenza del
diabete, possiamo compiere passi significativi nel ridurre l’onere della demenza,
migliorando la qualità della vita per milioni di persone in tutto il mondo” ha
dichiarato il Professor Angelo Avogaro, Presidente SID.
L’eccesso di zuccheri nel sangue, una caratteristica del diabete non ben gestito,
può influenzare lo sviluppo della demenza attraverso diversi meccanismi
fisiopatologici che coinvolgono varie vie metaboliche, infiammatorie e vascolari.
I meccanismi vanno dalla formazione di prodotti finali di glicazione avanzata
(AGEs) che possono alterare la funzione delle proteine e promuovere lo stress
ossidativo e l’infiammazione, contribuendo alla patogenesi della demenza.
L’iperglicemia cronica aumenta lo stress ossidativo, cioè la produzione di radicali
liberi che possono danneggiare le cellule cerebrali. Ciò
può portare a
un’aterosclerosi accelerata e aumentare il rischio di demenza vascolare.
Il diabete di tipo 2, inoltre è comunemente associato alla resistenza all’insulina,
che non solo influisce sul metabolismo del glucosio ma può anche avere effetti
diretti sul cervello. L’insulina ha ruoli importanti nella neurotrasmissione, nella
plasticità sinaptica e nella sopravvivenza neuronale. La resistenza all’insulina può
perturbare questi processi e contribuire alla neuro degenerazione.
Tali meccanismi non agiscono isolatamente ma si influenzano reciprocamente,
contribuendo alla complessità della relazione tra diabete e demenza. La ricerca
continua a esplorare questi collegamenti per sviluppare strategie preventive e
terapeutiche più efficaci.
Diabete in Italia:
Prevalenza: L’Italia presenta una prevalenza stimata intorno al 6-7% della
popolazione adulta, con una maggiore incidenza nella popolazione anziana.
Incidenza: L’incidenza del diabete di tipo 2, che rappresenta la forma più
comune, è in aumento, in parte a causa dell’invecchiamento della popolazione e
dei cambiamenti nello stile di vita, inclusi alimentazione e attività fisica.
Demenza in Italia:
Prevalenza: La prevalenza della demenza in Italia è in linea con altri paesi ad alto
reddito, con stime che indicano circa il 6-7% della popolazione oltre i 65 anni
affetta da qualche forma di demenza. Questo numero tende ad aumentare con
l’invecchiamento della popolazione.
Tipi di demenza: La malattia di Alzheimer rappresenta la causa più comune di
demenza in Italia, seguita dalla demenza vascolare e da altre forme di demenza.
Le ricerche indicano che il diabete di tipo 2 è un fattore di rischio significativo per
lo sviluppo di diversi tipi di demenza, inclusa la malattia di Alzheimer e la demenza
vascolare.
Ufficio Stampa SID
Mason&Partners
Dr.ssa Johann Rossi Mason
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