(AGENPARL) - Roma, 13 Febbraio 2024 - (AGENPARL) – mar 13 febbraio 2024 **Il bullismo frena ma crescono le aggressioni sulla Rete. Sessantadue
progetti dalla Regione**
/Scritto da Walter Fortini e Lorenza Berengo, martedì 13 febbraio 2024
alle 16:00/
Cresce il cyberbullismo, conseguenza statistica probabilmente inevitabile
con l’intensificarsi delle relazioni tra le persone che passano sempre più
dalla Rete. E cresce pure il rischio di subire su internet altri tipi di
violenza, anche se per due ragazzi su tre della generazione Z, tra i 14 e i
26 anni, la scuola rimane comunque il luogo più probabile dove chi,
indifeso, può rimanere vittima di comportamenti aggressivi secondo
l’indagine condotta da Terres des Hommes insieme a OneDay e la comunità di
ScuolaZoo.
Così contro bullismo e cyberbullismo la Regione scende in campo stanziando
360 mila euro per finanziare sessantadue progetti di altrettanti comuni
capofila che prevedono interventi nelle scuole e nelle associazioni
sportive in collaborazione con enti del terzo settore.
Se n’è parlato stamani all’Educatorio del Fuligno a Firenze, nel corso di
un convegno organizzato dalla giunta regionale con il programma Giovanisì
assieme ad Anci Toscana, l’associazione dei Comuni: numeri, dati,
prospettive e il racconto di alcuni dei progetti finanziati. Ii filo rosso
è dare una risposta ad un fenomeno che necessita di contromisure e
strumenti di lettura. Diverse le strategie pensate: dall’insegnare il
rispetto della diversità alla formazione del personale scolastico, dal
fornire aiuto ai genitori affinché acquisiscano maggiore consapevolezza a
campagne di informazione e sensibilizzazione. Un’azione di prevenzione, con
il supporto anche delle nuove tecnologie che non sono un nemico da
combattere ma un mezzo da utilizzare bene o addirittura un alleato.
Il dibattito parte dai numeri, quelli dell’Agenzia regionale di sanità
della Toscana illustrati da Caterina Milli e in particolare dell’indagine
Edit condotta su un campione di poco più di novemila e duecento studenti
tra 14 e 19 anni di ottantasei istituti scolastici.
In Toscana le ragazze e ragazzi che hanno subito nel 2022 episodi di
bullismo e cyberbullismo sono stati il 16 per cento rispetto al 23 per
cento del 2018. Una situazione dunque in miglioramento, con la crescita
però all’interno del cyberbullismo (soprattutto a danno delle ragazze). Il
13,7 per cento degli studenti toscani intervistati dichiara infatti di
esserne vittima di violenze solo in rete, un altro 22,8 confessa di aver
subito l’uno e l’altro: bullismo e cyberbullismo. Complessivamente gli
episodi di cyberbullismo pesano per il 36,5 per cento, rispetto al 25,2 per
cento del 2018. Tra le ragazze sono lievitati dal 28 al 44,6 per cento
(quasi stazionari tra i ragazzi: dal 23,23 al 24,3 per cento). La
gradazione è ampia: si va dalla presa in giro ad offese ed insulti,
dall’esclusione dal gruppo e scherzi pesanti alle minacce, ed aggressioni.
Sui numeri – e sulle possibili politiche da mettere a terra per affrontare
il fenomeno, dentro e fuori la Rete – hanno ragionato, nel corso della
mattina, l’assessore al diritto alla salute Simone Bezzini e alla sicurezza
Stefano Ciuoffo, assieme al presidente di Anci Toscana e sindaco di Prato
Matteo Biffoni. A seguire l’intervento del portavoce del presidente della
Regione Bernard Dika e l’analisi dei progetti coi sindaci dei vari
territori e con gli esperti.
“La Regione – ha detto l’assessore all’innovazione e sicurezza Stefano
Ciuoffo- sta esplorando questi temi, per cercare di avviare percorsi non
tanto per trovare la soluzione, perché il tema è molto ampio e complesso,
ma quanto meno per lavorare sugli approcci e i metodi con i quali essere a
disposizione dei percorsi formativi, accompagnando i giovani in un mondo
completamente nuovo”. “L’innovazione tecnologica – prosegue – ha messo
a disposizione elementi di assoluta novità, con la conseguenza che anche i
percorsi di formazione sono diversi dalle passate generazioni. Il progresso
non va negato, ma sollecitato gestendolo. Così come abbiamo aggiornato nel
tempo regole e norme per circolare con l’auto in sicurezza, ugualmente
dovremmo darci delle regole per navigare in rete”. “La domanda che ci
dobbiamo porre – ha concluso Ciuoffo- è se, rispetto a queste novità,
abbiamo messo in campo regolamenti e comportamenti adeguati ”.
Anche lo sport può aiutare. Non a caso al convegno era presente Gek
Galanda, exgiocatore della nazionale di basket, consigliere federale della
Federazione italiana pallacanestro e responsabile del settore scuola.
Ciuoffo si è poi soffermato sulle difficoltà degli adolescenti tra 10 e
14 anni. “E’ l’età in cui ci si forma – dice – e il confronto nella
comunità, nella famiglia e nella scuola non può essere sostituito da un
percorso di formazione sostanzialmente virtuale. Lì dobbiamo mettere le
mani. E ad oggi credo che questo percorso non sia compiuto”.
“Si tratta di un tema delicatissimo – sottolinea l’assessore Bezzini -,
che occorre indagare ed approfondire: un fenomeno che ha radici lontane nel
tempo ma che in questo momento storico subisce anche delle evoluzioni che
ci spiazzano e piene di sfaccettature. Bullismo e cyberbullismo sono un
pericolo per la coesione delle nostre comunità ma hanno un impatto, nei
casi più gravi, anche sulla salute dei singoli. Tutti i protagonisti del
sistema istituzionale devono confrontarsi e lavorare in rete e serve un
grande lavoro di squadra. Già lo stiamo facendo e siamo a disposizione per
implementalo. Non si può affrontare questi temi a compartimenti stagni e
c’è bisogno di un approccio multiprofessionale e multidisciplinare”.
“Certi fenomeni ci sono sempre stati – chiosa Biffoni -, ma oggi, con
l’avvento delle nuove tecnologie, bisogna farsi carico dei
‘manganellatori seriali’ che agiscono non solo contro le persone famose,
ma anche su compagni di scuola o colleghi di lavoro. Non dobbiamo dare
niente per scontato e non dobbiamo sottovalutare il fenomeno”. “Noi
come amministratori siamo esposti – aggiunge -, ogni tanto ci capita di
finire nel mirino; ma se penso a un ragazzo o una ragazza che finiscono
oggetto di questo tipo di aggressione, credo sia indispensabile agire.
Dobbiamo capire quali sono gli strumenti per combattere il cyberbullismo e
lavorare insieme, esattamente come abbiamo fatto in passato per il bullismo
a scuola”.
Per prevenire la violenza che passa dalla Rete per sei ragazzi su dieci,
secondo la ricerca nazionale di Terres des Hommes, sarebbe utile una
maggiore regolamentazione di internet: paletti percepiti come una
limitazione personale solo dall’8 per cento degli intervistati. Per quasi
un ragazzo su tre regole in più non porterebbero però maggiore
protezione.
I numeri in Italia
Secondo i dati Hbsc Italia 2022, strumento di monitoraggio nazionale sulla
salute degli adolescenti, gli atii di bullismo subiti a scuola sono più
frequenti nei ragazzi più piccoli (11-13 anni) e nelle ragazze, senza
troppe differenza rispetto ai risultati di analoghe indagini condotte nel
2017 e 2018. Numeri del bullismo dunque stazionari e cyberbullismo invece
in crescita. Gli undicenni vittime di bullismo sono in Italia il 18,9 per
cento dei ragazzi e il 19,8 per cento delle ragazze: a quindici anni
scendono rispettivamente al 9,9 e 9,2 per cento. Le vittime di undici anni
di cyberbullismo sono il 17,2 per cento dei maschi e il 21,1 per cento tra
le femmine: anche in questo caso il fenomeno si attenua crescendo, tra i
quindicenni le vittime sono infatti rispettivamente il 9,2 dei ragazzi e
11,4 per cento delle ragazze. Secondo l’archivio dellaa direzione centrale
della Polizia criminale i casi di cyberbullismo sono cresciuti del 13 per
cento tra il 2020 e il 2021, con l’incremento maggiore tra i 14 e i 17
anni.
I numeri della piattaforma Elisa, monitoraggio che ha coinvolto oltre 185
mila studenti e 44 mila docenti nell’anno scolastico 2022-2023, raccontano
che uno studente su quattro (il 26,9 per cento) ha riportato di essere
stato vittima di atti di bullismo: il 21,5 oer cento in modo occasionale e
il 5,4 per cento in maniera sistematica. Il 17,5 per cento degli studenti
ha confessato di aver partecipato ad atti di bullismo (il 14,7 per cento in
modo occasionale e il 2,8 per cento in maniera sistematica). L’8 per cento
degli studenti ha dichiarato di essere stato vittima di cyberbullismo e il
7,2 per cento di avervi preso parte attivamente. Quello che emerge dalla
ricerca è però soprattutto la diversa percezione del fenomeno tra
studenti e docenti, secondo cui solo il 6 per cento degli studenti
sarebbero vittima di bullismo e cyberbullismo: un dato che si spiega con il
fatto che solo gli episodi più gravi arrivano al’attenzione degli
insegnanti mentre molti altri rimangono sotto traccia.
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