(AGENPARL) - Roma, 28 Dicembre 2023 - Grazie Presidente.
Una domanda semplice per questa aula: ma a voi sembra NORMALE, SEMBRA GIUSTO CHE Il tasso di occupazione femminile italiano SIA il più basso d’Europa, CON quattro regioni del Sud CHE sono il fanalino di coda del continente sul lavoro delle donne?
Se anche per voi è un PROBLEMA, è il momento di approvate questa nostra proposta:
Un congedo paritario di 5 mesi per entrambi i genitori, pienamente retribuito al 100%, non trasferibile tra i genitori. Una proposta che si rivolge sia a lavoratrici e lavoratori dipendenti che autonomi.
In Finlandia è già realtà, in Spagna l’hanno fatto paritario di 3 mesi.
Questo sì che aiuterebbe subito l’occupazione femminile.
Su questa riforma deve esserci supporto trasversale di tutto il parlamento.
Nel 2022 l’occupazione femminile in Italia era 13,8 punti sotto la media europea, divario che è aumentato durante la pandemia.Nel Mezzogiorno l’occupazione femminile crolla al 35,8%.
Non è solo questione di diritti negati ma anche di opportunità economiche mancate, perché gli studi dimostrano che se cresce l’occupazione femminile crescono l’economia e il benessere collettivo.
La partecipazione delle donne, è anche molto legata ai carichi familiari: nel secondo trimestre 2023 il tasso di occupazione delle 25-49enni è pari all’81,3% se la donna vive da sola, scende al 76,2% se vive in coppia senza figli e al 60,2% se ha figli.
In una società patriarcale come la nostra il congedo paritario redistribuisce il carico di cura , che grava in modo sproporzionato sulle spalle delle donne.
Una ricerca di Oxfam qualche anno fa ha stimato che se appaltassimo ad un’unica ipotetica azienda l’intero lavoro di cura svolto dalle donne nel mondo, questa avrebbe un fatturato di 10k miliardi di dollari. 43 volte quello della Apple, per fare un paragone con una grossa multinazionale.
Eppure quel lavoro non è retribuito, spesso non è riconosciuto nemmeno in termini previdenziali, ed è un elemento di discriminazione che tiene a freno le donne. Bisogna dire chiaro che Non sta scritto in nessuna legge naturale che siano le donne a occuparsi della stragrande parte della cura dei figli e delle persone anziane in casa. Il congedo paritario darebbe un immediato slancio alla parità di genere, e anche un contributo all’economia evitando che tante troppe donne rinuncino al lavoro perché troppo difficile conciliare i tempi di vita e di lavoro.
Dimissioni dal lavoro per i neo-genitori, nel 2022, sono cresciute del 17%, con più di 61mila casi Per il 72,8% si tratta di lavoratrici (più di 44mila casi). Il 63% delle neo mamme che hanno lasciato il lavoro infatti indica tra le motivazioni la fatica nel tenere insieme l’impiego e il lavoro di cura a fronte del 7,1% dei padri.
È inutile riempirsi la bocca di sostegno alle famiglie se poi non si approvano misure come il congedo paritario, così che anche i padri possano prendersi 5 mesi retribuiti per contribuire alla cura e alla crescita dei figli nei primi tre anni di vita. È inutile parlare di supporto alle donne se state approvando una manovra che invece TAGLIA LE PENSIONI DELLE DONNE, TAGLIA LA SANITÀ , taglia il welfare, TAGLI LE RISORSE ALLE PERSONE CON DISABILITÀ, e NON METTE UN EURO SULLA NON AUTOSUFFICIENZA E tradisce le promesse sugli asili nido. Così scegliete CONSAPEVOLMENTE di aumentare il carico di cura che grava sulle spalle delle donne, così le relegate a welfare vivente.
NON È CERTO QUESTO CHE dovrebbe fare la prima presidente del consiglio donna, CHE INVECE DOVREBBE battersi per migliorare le condizioni di vita e di lavoro di tutte le altre donne del Paese.
Perché il soffitto di cristallo non lo rompi da sola, altrimenti lo stai rompendo sulle altre. Su cui cadono solo addosso le schegge taglienti come lame della vostra indifferenza.
