(AGENPARL) - Roma, 15 Dicembre 2023 - (AGENPARL) – ven 15 dicembre 2023 Cosa accadrà dopo il reddito di cittadinanza?
Dietro ai ritardi del Governo ci sono le vite delle persone.
Mancano due settimane alla fine del reddito di cittadinanza per 29.300 persone in Abruzzo e
8.200 in Molise, ma non si sa ancora nulla dell’Assegno Di Inclusione, la nuova misura introdotta
dal Governo per superare l’RdC.
Dicembre, infatti, vedrà l’ultimo pagamento dell’indennità di reddito che è rimasto solo per le
famiglie che, oltre ad essere in condizione di povertà, hanno al loro interno un minore, un disabile
o un ultrasessantenne. Particolari condizioni di fragilità sociale che avevano fatto sì che il
sostegno continuasse anche oltre luglio, mese in cui, in migliaia, con un sms, si sono già visti
togliere il sussidio.
Nonostante le persone coinvolte vivano queste problematiche, ad oggi il Governo non ha ancora
emanato il decreto che definisca modalità e tempi per l’invio delle domande di Assegno di
Inclusione, rischiando inevitabilmente di generare ritardi, disservizi ed incertezze.
A farne le spese saranno le famiglie più deboli: quelle che non avranno i soldi necessari a
sostenere le spese quotidiane per i bambini, per gli anziani o per i disabili che si trovano ad
accudire. Oggi, per loro, l’importo medio del sussidio mensile è di 530€, ma il rischio reale è che
a gennaio rimangano senza nulla.
Il Governo Meloni ha raccontato l’abolizione del Reddito di Cittadinanza come il superamento di
una misura inutile, che disincentivava il lavoro, ma aveva anche assicurato che le nuove misure
avrebbero garantito occupazione o sostegno ai più fragili.
L’occupazione ad oggi non si è vista: con il Supporto Formazione Lavoro, partito a settembre,
non è ancora iniziato nessun corso di formazione né, tanto meno, si sono creati nuovi posti di
lavoro. Inoltre, anche il pagamento dei 350€ mensili previsti stenta a partire: ad ormai 4 mesi
dall’avvio ancora non è chiaro il rapporto tra Centri per l’Impiego ed INPS ed a farne le spese
sono più di cinquemila persone lasciate, in Abruzzo e Molise, senza nessun sostegno, in balia di
informazioni che non ci sono, corsi che non partono e lavoro che non c’è.
Ora, anche i più fragili, quelli che non sarebbero stati lasciati indietro, rischiano di vivere le stesse
dinamiche. Poveri e fragili che scontano la distanza tra le fasce sociali più deboli ed un Governo
che è più interessato a banche e condoni fiscali.
Pescara, 15 dicembre 2023
Il segretario generale CGIL Abruzzo Molise, Carmine Ranieri
Il coordinatore regionale INCA CGIL Abruzzo Molise, Mirco D’Ignazio
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