(AGENPARL) - Roma, 9 Novembre 2023 - (AGENPARL) – gio 09 novembre 2023 Comunità energetiche rinnovabili: Cestari, superare rapidamente “spesa
zero” Missione Pnrr
La Corte dei Conti nella nuova relazione semestrale segnala che i 2,2
miliardi di euro che la Missione 1 del Pnrr ha riservato alla promozione
per le rinnovabili a favore delle comunità energetiche hanno una spesa pari
a zero. E’ una situazione del tutto ingiustificabile che va superata il più
rapidamente possibile. Così l’ing. Alfredo Carmine Cestari, presidente del
gruppo che con base operativa in Basilicata e per il Sud a Moliterno,
attraverso proprie società specializzate in Italia e all’estero, opera nel
settore della produzione elettrica da fonti rinnovabili, realizzando
impianti ecocompatibili e valutando gli impatti ambientali e sociali
connessi all’implementazione di tecnologie alimentate da fonti alternative
di energia, impegnato a promuovere le Cer soprattutto al Sud.
Nel ricordare che il Pnrr prevede incentivi a fondo perduto del 40% per la
realizzazione degli impianti, Cestari aggiunge che lo sviluppo delle Cer
è un’occasione unica *per trasformare i piccoli borghi *in «oasi» in grado
di produrre energia rinnovabile e pulita. Spetta dunque in primo luogo
agli amministratori regionali e locali fare la propria parte. Da parte del
Gruppo c’è il massimo sforzo attraverso incontri istituzionali, soprattutto
nelle regioni del Sud, coinvolgendo Comuni e cittadini, proprio per
realizzare il più alto numero di comunità energetiche rinnovabili. Adesso
ci sono nuove possibilità di creare le comunità energetiche, partendo dalla
progettazione degli impianti seguendo tutte le fasi. Soprattutto il Sud –
dice Cestari – è ricchissimo di comuni e borghi, spesso distanti dai grandi
nuclei urbani e dalle grandi centrali. Un ulteriore “sforzo” indicato:
creare una misura ad hoc per spingere la realizzazione di impianti diffusi
in periferia, incentivando peraltro anche l’aggregazione di cittadini,
aziende, enti locali ha un valore non solo di risparmio energetico ma anche
etico, di stimolo alla coesione di cittadini e imprese ed attività
produttive locali. Il peso di rinnovabili del Sud – dove si concentra il
40,2% delle energie pulite del Paese – vale il 37,4% della potenza
fotovoltaica, il 96,5% della potenza eolica ed il 27,2% della potenza degli
impianti a bioenergie. La transizione ecologica ed energetica – continua la
nota – passa attraverso i piccoli comuni, senza tralasciare l’effetto
occupazione diretta ed indotta: sono già alcune decine di migliaia gli
occupati nel settore. Le Comunità energetiche rinnovabili sono la chiave
di volta per la transizione energetica del tessuto imprenditoriale italiano
e per il risparmio energetico delle famiglie. Le Cer hanno poi un altro
grande vantaggio: consentono di produrre e consumare energia sul posto
(dove viene prodotta), riducendo il peso sulla rete elettrica nazionale.
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