(AGENPARL) – ven 06 maggio 2022 Microplastiche e salute delle api
Studiati per la prima volta dall’Università di Firenze gli effetti dell’esposizione al polietilene sulla sopravvivenza e il comportamento degli insetti impollinatori
“Le microplastiche vengono ormai rilevate in quasi tutti gli ambienti e rappresentano una potenziale minaccia per la varietà e la salute delle specie animali e vegetali, ma poco o nulla si sa del loro effetto sulla salute degli insetti, in particolare su quella degli impollinatori – racconta David Baracchi associato di Zoologia dell’Ateneo fiorentino e coordinatore della ricerca – per questo abbiamo testato il polietilene, uno degli inquinanti ambientali più comuni, nelle api da miele”
I ricercatori hanno somministrato agli insetti per via orale il polimero a tre diverse concentrazioni e su varie scale temporali (1 e 7 giorni di esposizione), misurando poi gli effetti su una serie di parametri, tra i quali la sopravvivenza, l’assunzione di cibo, l’apprendimento e la memoria.
“Abbiamo scoperto che le api operaie non sono del tutto immuni all’ingestione acuta e prolungata di microparticelle di polietilene. Fortunatamente però, un effetto significativo sulla mortalità degli insetti è stato riscontrato solamente per la concentrazione più alta utilizzata nello studio, la quale è ben al di sopra gli attuali livelli ambientali di questi contaminanti – spiega il ricercatore –-. A dosi più basse, ma ecologicamente rilevanti, il polimero invece ha influenzato il comportamento alimentare, con le api che hanno consumato più zuccheri e quindi più energia rispetto ai controlli quando sono state esposte a polietilene, suggerendo che questo polimero possa indurre dei costi metabolici negli insetti”.
Più rassicuranti i saggi effettuati sull’esposizione, anche prolungata nel tempo, rispetto agli aspetti comportamentali e quelli legati ad apprendimento e memoria, i quali indicano che, anche a concentrazioni molto alte di microplastiche, non corrisponde un’alterazione delle funzioni cognitive, essenziali per i servizi ecosistemici svolti dagli insetti.
“Sebbene i primi risultati possono sembrare incoraggianti – conclude Baracchi –, siamo consapevoli che solo studiando l’impatto dell’esposizione alle altre microplastiche, prese singolarmente e in modo combinato, potremo capire come questi insetti, sentinelle della resilienza del nostro pianeta, reagiscono a uno dei problemi più pressanti per l’ambiente”.
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