(AGENPARL) - Roma, 6 Novembre 2023 - (AGENPARL) – lun 06 novembre 2023 LECCE – 6 NOVEMBRE 2023 – ORDINANZA DI CUSTODIA CAUTELARE NEI CONFRONTI DI 37
PERSONE INDAGATE, A VARIO TITOLO, PER ASSOCIAZIONE DI TIPO MAFIOSO E ALTRO
Alle prime luci dell’alba, nel capoluogo leccese e nei Comuni salentini di Carmiano, Veglie, Leverano, Porto
Cesareo, Novoli, Monteroni di Lecce, i Carabinieri del Comando Provinciale di Lecce, con il supporto dello
Squadrone Eliportato Cacciatori “Puglia”, del Nucleo Cinofili di Bari e del Nucleo Elicotteri di Bari-Palese,
hanno attuato un’articolata operazione antimafia con esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in
carcere e agli arresti domiciliari emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari presso Tribunale di Lecce, su
richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 37 soggetti (28 in carcere e 9 agli
arresti domiciliari), indagati, a vario titolo, per associazione a delinquere di tipo mafioso, associazione
finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e porto illegale di armi da fuoco e da guerra nonché
ordigni ad alto potenziale esplosivo, estorsione, numerosi danneggiamenti a seguito di incendio, tutti
aggravati dal metodo mafioso.
L’indagine, condotta dai Carabinieri della Compagnia di Campi Salentina e coordinata dalla D.D.A. di
Lecce, ha avuto inizio nel mese di dicembre 2020 ed è durata sino allo scorso mese di giugno 2023.
L’attività investigativa ha consentito di acquisire un solido quadro indiziario a carico degli odierni indagati,
svelando il presunto vertice della consorteria mafiosa che, nonostante fosse in regime restrittivo degli arresti
domiciliari, presumibilmente ha ordito le trame del controllo del territorio attraverso azioni spartane con
attentati dinamitardi ed incendiari ai fini estorsivi nonché attività di traffico di sostanze stupefacenti per
mezzo di un’articolata e ben strutturata associazione criminale.
Durante le indagini sono stati acquisiti elementi investigativi di riscontro in ordine a 26 episodi incendiari e
dinamitardi nei confronti di esercizi commerciali, autovetture, cantieri, aziende agricole ed immobili. Vi sono
stati anche danneggiamenti mediante colpi d’arma da fuoco in danno di abitazioni e l’esplosione di ordigni ad
alto potenziale micidiale, di fattura artigianale, fatti deflagrare all’esterno di alcune strutture ricettive.
Attraverso tali fatti criminali, verosimilmente gli odierni indagati si sono imposti sul territorio determinando
una condizione di assoggettamento e omertà dei cittadini tanto che, in alcuni casi, non sono state nemmeno
presentate denunce. Vi sono state anche presunte condotte estorsive in danno di alcuni imprenditori locali
operanti in diversi settori merceologici, attuate mediante l’incendio di ben 5 mezzi in danno di una società
salentina operante nel settore pubblicitario, mentre ad una ditta edile sono stati bruciati diversi escavatori con
danni per centinaia di migliaia di €.
I riscontri investigativi sono stati suffragati da ben 20 arresti in flagranza di reato, 25 segnalazioni alla
Prefettura di Lecce, per uso personale di sostanza stupefacente, il sequestro di oltre 30 kg di marijuana, 2 kg
di cocaina, 1.5 kg di hashish e di una coltivazione illegale di cannabis indica, costituita da circa 800 piante,
che è stata individuata nell’area rurale di Novoli, armi clandestine e fucili. Sono stati sequestrati anche
20.000 € circa quale probabile provento dell’attività illecita.
Una nota particolare, a riprova dell’efferatezza e della spregiudicatezza del clan, è rappresentata dal singolare
camuffamento di oggetti di quotidiano utilizzo, quali penne, in armi dalla micidiale offensività. Infatti, una
penna biro è stata modificata e all’interno è stato realizzato un meccanismo tale da renderla pari ad un’arma
comune da sparo.
Gli esiti dell’attività investigativa hanno così consentito di definire l’organigramma del sodalizio, il perimetro
geografico di influenza, le attività illecite svolte, il ruolo dei sodali, le dinamiche interne ed esterne e, in
generale, di delineare tutti i connotati tipici delle associazioni mafiose.
È obbligo rilevare che gli odierni indagati e destinatari della misura restrittiva, sono, allo stato, indiziati di
delitto, pur gravemente, e che la loro posizione sarà definitivamente vagliata giudizialmente solo dopo la
emissione di una Sentenza passata in giudicato, in ossequio ai principi costituzionali di presunzione di innocenza.
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