(AGENPARL) - Roma, 23 Ottobre 2023 - (AGENPARL) – lun 23 ottobre 2023 Allarme della Cisl sull’invecchiamento della forza lavoro in
Basilicata
I recenti dati Istat preoccupano il sindacato: in dieci anni i
giovani di età 18-34 si sono ridotti del 32,2 per cento (-47.115
persone), il calo più alto a livello nazionale dopo la sola
Sardegna. Per la Cisl «occorre attrezzarsi con politiche adeguate
per contrastare il degiovanimento del mercato del lavoro puntando su
formazione continua e politiche di adattamento multi-generazionale»
Potenza, 23 ottobre 2023 – La Basilicata è la seconda regione in
Italia in cui si registra la maggiore emorragia di giovani nella
classe d’età 18-34 anni: tra il 2002 e il 2022 la popolazione
giovanile lucana si è ridotta infatti di 47.115 unità (-32,2%). A
fare peggio in questa poco promettente classifica è solo la Sardegna
(-39,8%). È quanto si legge nel recente rapporto dell’Istat «I
giovani nel Mezzogiorno: l’incerta transizione nell’età adulta»
dal quale emerge anche che l’incidenza della popolazione giovanile
sul totale dei residenti in Basilicata è passata dal 24,5 per cento
del 2002 al 18,3 per cento del 2022. Oggi i giovani tra i 18 e i 34
anni in Basilicata sono meno di 100 mila. Nel rapporto si segnala
inoltre che entro il 2061 gli ultra-settantenni saranno il 30,7 per
cento della popolazione residente nel Mezzogiorno, contro il 18,5
cento del Centro-Nord. In sostanza, l’inverno demografico italiano
nelle regioni del Sud assume i contorni di una vera e propria
glaciazione.
A preoccupare la Cisl sono i riflessi sul mercato del lavoro della
crisi demografica: «Al degiovanimento della popolazione corrisponde
un invecchiamento della forza lavoro per cui la Basilicata ha una
quota prevalente di forze di lavoro anziana nella fascia di età
compresa fra i 55 ed i 64 anni. Ciò significa che dobbiamo investire
sulla resilienza, l’aggiornamento e la capacità di adattamento di
adulti ed anziani attraverso la formazione continua e permanente
perché siamo di fronte ad una consolidata situazione di
invecchiamento della forza lavoro lucana che non diminuirà ma
diverrà strutturale ed accentuata», spiega la responsabile del
centro studi della Cisl Basilicata Luana Franchini.
Inoltre, sempre a partire da dati Istat, secondo il centro studi
della Cisl lucana «la Basilicata è la regione che più perde
giovani laureati tra i 25 e i 34 anni, con meno di 40 laureati ogni
mille residenti. Questo fa si che non ci sia un capitale umano
formato per far crescere dimensionalmente e qualitativamente il
sistema produttivo che resta piccolo, poco avanzato e poco
innovativo». Nel dossier della Cisl si prende in esame anche
l’ultimo rapporto sul sistema dell’istruzione superiore e della
ricerca, realizzato dall’Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema
Universitario e della Ricerca (ANVUR) in cui si evince che «in dieci
anni, le regioni meridionali hanno perso competitività rispetto al
Centro-Nord nella capacità di attrarre studenti universitari nei
propri atenei, ma tra le regioni del Sud svetta la Basilicata che
più di tutte le regioni meridionali vede una vera e propria
emorragia di giovani studenti universitari».
L’invecchiamento della forza lavoro in Basilicata ha pertanto diverse
conseguenze per i lavoratori, per l’economia e per l’intera
società lucana: questo il monito della Cisl che sollecita interventi
per frenare la spirale del degiovanimento. «Alcune delle conseguenze
sullo sviluppo industriale sono uno scarso ricambio generazionale
nelle aziende e nei settori chiave dell’economia. L’invecchiamento
della forza lavoro comporta infatti la progressiva uscita dal mercato
di lavoro di lavoratori esperti, con conseguente perdita di
competenze chiave e difficoltà nella trasmissione di conoscenza alle
nuove generazioni». Allo stesso tempo «la mancanza di giovani
energie rallenta l’innovazione e la crescita economica poiché le
persone più anziane tendono ad essere più resistenti al cambiamento
e all’adozione di nuove tecnologie, ritardando l’innovazione
all’interno delle aziende. Con una forza lavoro più anziana, le
aziende possono essere meno inclini a investire in attività di
ricerca e sviluppo, compromettendo la loro capacità di innovare».
Per il segretario generale della Cisl Basilicata Vincenzo Cavallo
«è necessario quindi che aziende, istituzioni e sindacati si
mettano immediatamente al lavoro per elaborare politiche di
adattamento alla situazione demografica con le risorse dei fondi
europei e del PNRR. Serve investire in programmi di formazione
continua per i lavoratori più anziani per mantenerli aggiornati
sulle nuove tecnologie e metodologie di lavoro e sulla
digitalizzazione, nonché nella innovazione organizzativa per
adattare le politiche di gestione delle risorse umane ad una forza
lavoro multi-generazionale. L’invecchiamento della forza lavoro –
aggiunge Cavallo – è una sfida significativa per lo sviluppo
industriale, in Basilicata più che altrove, ma con la giusta
attenzione alle politiche di adattamento, alla formazione continua,
sulla digitalizzazione in primis, e alla gestione delle risorse
umane, le aziende possono affrontare queste sfide in modo efficace».
Anche perché, conclude Luana Franchini, «una forza lavoro
multi-generazionale può apportare, se valorizzata, vantaggi come
l’esperienza e la diversità di prospettive, che possono contribuire
positivamente all’innovazione e allo sviluppo industriale. Pertanto,
la collaborazione tra le imprese, il governo regionale, le
istituzioni formative e il sindacato è fondamentale e urgente per
affrontare questa sfida in modo efficace e sostenibile».
(l.can.)
Cisl Basilicata
Ufficio stampa
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