(AGENPARL) - Roma, 28 Giugno 2023 - (AGENPARL) – mer 28 giugno 2023 Presentato a Roma l’Annual Report Valoritalia
LA GUERRA E LA CRISI ENERGETICA
RALLENTANO I FLUSSI MA IL SISTEMA VINO
ITALIANO MANTIENE LA ROTTA
Il 2022 registra una flessione pari al 3,8% ma i primi mesi del 2023
inducono a un cauto ottimismo. Si aggira intorno ai 10 miliardi di euro il
valore complessivo dell’imbottigliato certificato da Valoritalia nel 2022.
L’ampiezza quantitativa delle DO il valore aggiunto della proposta
italiana, la frammentazione il limite.
Italia-Regno Unito: survey a cura di Wine Monitor-Nomisma sugli
orientamenti dei consumatori dei due Paesi.
Presentata a Roma, nei bellissimi spazi di Casina Valadier, l’edizione 2023 dell’Annual Report di
Valoritalia. Un lavoro capilla- re con una panoramica ottenuta attraverso i dati emersi dai processi di
certificazione di 218 denominazioni di origine italia- ne. Nell’ambito dell’incontro spazio alla ricerca a
cura dell’Osservatorio Nomisma Wine Monitor – Valoritalia, con un’ampia analisi dei comportamenti
e delle tendenze di acquisto, messe a confronto, tra i consumatori italiani e quelli del Regno Unito
per ciò che concerne l’approccio e le scelte nell’ambito del vino.
Dall’Annual Report di Valoritalia, che analizza i dati inerenti al 2022, emerge un evidente cambio di
scenario rispetto alla situazione presentata un anno fa. Se il 2021 aveva fatto registrare numeri
estremamente positivi, nonostante problematiche importanti, i dati del 2022 mostrano un
rallentamento che per il settore vino italiano si attesta intorno al -3,8%. In tal senso pesa il conflitto
russo-ucraino, con il suo corollario di crisi energetica, che ha evidentemente imposto un
rallentamento dei flussi economici in tutti i settori.
“Del resto il vino deve essere considerato a tutti gli effetti un sensibile indicatore degli andamenti
economici generali – ha dichiarato Francesco Liantonio, Presidente Valoritalia – ed era quindi
lecito attendersi questa contrazione. Va però sottolineato come, nel suo insieme, il sistema vino
italiano abbia tenuto botta soprattutto a partire dal secondo semestre dello scorso anno e come i
dati del primo quadrimestre del 2023 inducano a un cauto ottimismo. È un segnale importante, la
cartina tornasole di come il mondo delle DO, a livello italiano, possa contare su una solidità che gli
consente di attraversare anche momenti di grandi incertezza e difficoltà”.
La ricerca evidenzia infatti un dato fondamentale: nonostante le difficoltà sopra descritte, circa un
terzo delle denominazioni tra quelle certificate Valoritalia ha comunque registrato una crescita dei
volumi con le significative performance del ”Siste- ma Prosecco” formato dalle D.O.P. Prosecco,
Asolo Prosecco e Conegliano Valdobbiadene. Ottimi anche i comportamenti del Franciacorta,
dell’Asti e Moscato D’Asti, dell’Alta Langa, del Collio, del Lugana, dell’Oltrepò Pavese, del Vino
Nobile di Montepulciano, del Frascati e del Castel del Monte. Un’altra trentina di Denominazioni ha
registrato cali contenuti entro la soglia del 5%, alcune dei quali di natura fisiologica.
“Il nostro Annual Report è ormai diventato un punto di riferimento, la fotografia nitida di un sistema
che rappresenta un fiore all’occhiello del Made in Italy – ha puntualizzato il Direttore Generale di
Valoritalia Giuseppe Liberatore – Parliamo della certificazione di 47 DOCG, 184 DOC, e 37 IGT.
Una massa critica che rappresenta il 56% della produzione nazionale DO, con 5.000 tipologie di
vino per una produzione certificata che nel 2022 ha riguardato oltre 21 milioni di ettolitri con quasi 2
complessivo che supera ampiamente 9 miliardi di euro e che impiega circa 95mila operatori inseriti
nel sistema dei controlli. E possiamo dire con orgoglio che il nostro staff, che conta 223 collaboratori
e 1.250 consulenti qualificati, distribuiti in 37 sedi presenti in 16 regioni, ha collaborato alla
realizzazione di quasi 800 mila movimenti di prodotto registrati e tracciati che ci offrono un quadro
preciso del Sistema Vino a Denominazione di Origine del nostro Paese.”
Una enorme mole di numeri, quella presentata da Valoritalia, che lascia emergere anche i principali
punti di forza e di debo- lezza della Viticoltura italiana di qualità. Nella prima categoria rientra, come
principale fattore distintivo, l’ampiezza quantita- tiva della Denominazione di Origine e come le
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