(AGENPARL) - Roma, 9 Giugno 2023 - (AGENPARL) – ven 09 giugno 2023 Comunicato Stampa
Gravi criticità nell’accordo tra ASMEL e Lexcapital: Movimento Forense solleva preoccupazioni
9 giugno 2023
Movimento Forense esprime profonde preoccupazioni riguardo all’accordo raggiunto tra ASMEL Consortile S.c.a.r.l. e Lexcapital Srl, evidenziando gravi criticità che richiedono un’attenta valutazione.
Asmel ha siglato un accordo con LexCapital, una start-up innovativa e società benefit che funge da finanziatore dei contenziosi legali. L’accordo consente ai oltre 4.100 enti locali associati di ridurre le spese legali cedendo a LexCapital il diritto di agire in giudizio per i casi attivi e, in alcuni casi, anche per quelli passivi. LexCapital rappresenterà gli enti in tribunale, che non dovranno sostenere alcun costo per il servizio. In caso di successo, la maggior parte dei proventi sarà destinata al comune, mentre una parte restante spetterà a LexCapital.
“Ciò che viene presentato come l’affare del secolo per gli enti locali, -commentano i presidenti MF Elisa Demma e Alberto Vigani- sembra invece nascondere una pericolosa insidia. L’accordo stipulato tra ASMEL Consortile Scarl e Lexcapital Srl solleva seri dubbi riguardo al modo in cui gli enti associati avrebbero ottenuto un presunto vantaggio economico affidando le proprie cause “a costo zero” alla nuova startup Lexcapital Srl. Secondo quanto riportato nei comunicati, la startup si assumerebbe l’onere delle spese legali in caso di vittoria del contenzioso, ripartendo gli onorari con l’ente”.
“Oltre al pericolo di eludere la legge sull’equo compenso, -continuano Demma e Vigani- come segnalato da diverse fonti, sorge la domanda su cosa accadrà in caso di sconfitta in tribunale. Sebbene la dicitura sul sito della società a responsabilità limitata, “I tuoi diritti la nostra missione”, e la citazione di Madre Teresa di Calcutta, “Chi, nel cammino della vita ha acceso anche soltanto una fiaccola nell’ora buia di qualcuno, non è vissuto invano”, possano rassicurare, è necessario avere maggiori garanzie per un accordo che coinvolge i crediti di migliaia di comuni”.
“In sostanza, -concludono i Presidenti MF- ci chiediamo chi sarà chiamato a pagare in caso di sconfitta in tribunale, se sarà l’ente stesso o Lexcapital Srl. Nel caso in cui la responsabilità ricadesse sulla società stessa, vorremmo comprendere quali garanzie concrete di pagamento offra la giovane società a responsabilità limitata a tutti i cittadini coinvolti. È altamente dubbio che il capitale sociale di una società a responsabilità limitata sia sufficiente per soddisfare un così elevato numero di potenziali creditori, come ci si può facilmente immaginare”.
“Allo stesso modo, è fondamentale capire quali garanzie Lexcapital Srl fornisca agli enti associati ad ASMEL per quanto riguarda il pagamento delle spese legali concordate in caso di sentenza favorevole. Alla luce di queste considerazioni, si pone l’accento sulla responsabilità finanziaria e politica che grava sugli enti che intendono cedere la gestione del proprio contenzioso a Lexcapital Srl. Si ritiene che gli stessi debbano valutare attentamente le criticità evidenziate e assicurare adeguata protezione prima di procedere con l’accordo in questione”.
“Per tutte queste ragioni, e restando sempre vigili per quanto riguarda il rispetto della legge sull’equo compenso, si invita fermamente gli Organi politici dell’avvocatura a vigilare sul corretto rispetto delle normative nei contratti che verranno stipulati tra Lexcapital Srl e gli enti associati ad ASMEL, nonché nei contratti stipulati tra Lexcapital Srl e i professionisti incaricati”.
In relazione a questo tema, si è svolta anche un’interrogazione da parte dell’onorevole Devis Dori, di cui si riporta il testo in calce al presente comunicato.
Fine del comunicato
Con la preghiera di pubblicazione e massima diffusione
Nota: di seguito il testo dell’interrogazione a risposta orale 3-00402 presentata dall’on. Devis Dori
Testo di Lunedì 15 maggio 2023, seduta n. 102
DORI. – Al Ministro per la pubblica amministrazione, al Ministro dell’economia e delle finanze, al Ministro della giustizia.
Per sapere – premesso che:
il 20 maggio 2023 entrerà in vigore la legge 21 aprile 2023, n. 49, la cosiddetta legge sull’equo compenso;
la predetta legge stabilisce che per «equo compenso» si debba intendere «la corresponsione di un compenso proporzionato alla quantità e alla qualità del lavoro svolto, al contenuto e alle caratteristiche della prestazione professionale, nonché conforme ai compensi previsti» rispettivamente per gli avvocati, i professionisti iscritti agli ordini e collegi nonché per quelli non organizzati in ordini o collegi che prestano servizi o opere a favore di terzi;
in particolare, le disposizioni previste dalla legge n. 49 del 2023 si applicano anche alle prestazioni rese dai professionisti in favore della pubblica amministrazione e delle società disciplinate dal testo unico in materia di società a partecipazione pubblica;
la legge prevede inoltre l’istituzione, presso il Ministero della giustizia, dell’Osservatorio nazionale sull’equo compenso, al fine di vigilare sull’osservanza delle disposizioni di cui alla legge stessa;
la ratio della nuova normativa è quella di rafforzare la tutela del professionista che, nei rapporti con alcuni contraenti forti, potrebbe trovarsi nella condizione di accettare, pur di lavorare, accordi iniqui;
desta pertanto grande preoccupazione la notizia della recente sottoscrizione di un accordo tra Asmel – Associazione per la sussidiarietà e la modernizzazione degli enti locali – e Lexcapital, startup innovativa e società benefit che opera come litigation funder;
il cosiddetto litigation funding si presenta come un’operazione di investimento, diffusa in diversi paesi stranieri ma nuova per l’Italia, che prevede che un finanziatore – in questo caso una società – investa in un contenzioso legale nel quale non abbia alcun interesse, prendendo su di sé, in tutto o in parte, i costi della lite e gli eventuali rischi;
il fine dell’accordo siglato tra Asmel e Lexcapital, secondo quanto si legge nel comunicato dell’Associazione, è quello di prevedere per oltre gli 4.100 enti locali italiani associati – quasi la metà dei comuni presenti sull’intero suolo italiano – di abbattere le spese legali cedendo a costo zero il diritto litigioso alla startup;
in particolare, Lexcapital potrà infatti acquistare dai comuni i diritti «litigiosi» per i contenziosi attivi e, in alcuni casi, anche passivi, agendo in giudizio in sostituzione, offrendo inoltre anche attività consulenziale e di assistenza tecnico-legale. Nella nota stampa si legge: «In caso di vittoria la maggior parte dei proventi andranno al Comune mentre una rimanente parte spetterà a Lexcapital»;
in merito all’accordo siglato, si sono pronunciate con grande preoccupazione varie associazioni forensi, tra cui Aiga e Movimento forense, sottolineando come sia necessario analizzare nel dettaglio la convenzione stipulata al fine di evitare che questa possa in qualche modo eludere la legge sull’equo compenso di recente emanazione, nonché le norme della legge professionale;
il presidente del Consiglio Nazionale Forense, avvocato Greco, ha affermato che «l’accordo Asmel-Lexcapital va contro tutti i principi più importanti che dovrebbero governare il sistema di tutela dei diritti… A me sembra che stiamo assistendo ad una mercantilizzazione dei diritti… da quello che emerge Lexcapital compra la lite, ma non si ferma qui. Ancora più preoccupante è il fatto che venga comprata la lite della Pubblica Amministrazione… verificheremo se ci sono avvocati che accettano di lavorare senza compenso o al di sotto dei parametri indicati dalla legge sull’equo compenso…allerteremo le cabine di regia che saranno costituite in tutti gli ordini degli avvocati»;
la preannunciata cessione da parte dei comuni dei diritti «litigiosi» a costo zero a una società privata rischia infatti di trasformarsi in un metodo per eludere la norma da poco approvata, trasformando la pretesa tributaria in una merce da scambiare al rialzo sul mercato –:
se i Ministri interrogati non intendano adottare iniziative, per quanto di competenza, al fine di scongiurare metodi elusivi della norma sull’equo compenso con conseguente svilimento del ruolo dell’avvocato.
(3-00402)
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