(AGENPARL) - Roma, 30 Maggio 2023 - (AGENPARL) – mar 30 maggio 2023 *comunicato stampa*
*Intubazione video-assistita del paziente critico*
*Nuovo studio dI RICERCATORI UNITO Ne dimostra efficacia*
*Il lavoro del team di Anestesia Rianimazione del San Luigi – Università di
Torino pubblicato sul British Journal of Anesthesia, la più importante
rivista di settore. I risultati sono di grande importanza perché aprono la
strada a un utilizzo sistematico della videolaringoscopia, non solo in
anestesia ma anche nel paziente critico *
L’intubazione tracheale è una delle più frequenti manovre eseguite sia in
anestesia che in rianimazione per assicurare le vie aeree e consentire
l’avvio della ventilazione artificiale. Nel paziente critico, a causa delle
compromissioni delle condizioni di base (shock, insufficienza respiratoria)
questa manovra può associarsi a gravi complicanze.
Un team di ricercatori, coordinato dal dott. *Vincenzo Russotto*,
ricercatore del *Dipartimento di Oncologia* dell’*Università di Torino *e
rianimatore presso l’*AOU San Luigi Gonzaga*, e dal prof. *Pietro Cairon*i,
Direttore dell’UOC di Anestesia e Rianimazione del San Luigi e docente
dello stesso Ateneo, ha appena messo in luce* il ruolo del
videolaringoscopio per l’intubazione del paziente critico attraverso una
analisi di quasi 3.000 pazienti* inclusi nello studio INTUBE, che ha
valutato la pratica della gestione delle vie aeree nel mondo.
Il videolaringoscopio è un *device* già utilizzato da diversi anni in
anestesia. A differenza del laringoscopio tradizionale, consente di
visualizzare le vie aeree attraverso la visione indiretta fornita da una
telecamera. Attraverso tale metodo, la visione è più agevole, consentendo
di concludere l’intubazione in sicurezza anche nelle situazioni di maggior
difficoltà anatomiche o quando la visione per via tradizionale è
estremamente difficile (edema, sanguinamenti, presenza di neoformazioni).
In anestesia, diversi studi hanno dimostrato l’efficacia di questa nuova
metodica. Nel paziente critico (terapia intensiva o pronto soccorso)
l’evidenza scientifica a supporto del suo utilizzo è stata finora
conflittuale, evidenziando originalmente una maggiore probabilità di
complicanze quali ipotensione e desaturazione, verosimilmente associate al
coinvolgimento di operatori non esperti nell’utilizzo della metodica
video-assistita, la cui curva di apprendimento è differente rispetto alla
metodica tradizionale.
Lo studio pubblicato dai ricercatori UniTo sulla più importante rivista del
settore, *British Journal ofAnesthesia*
<https://www.bjanaesthesia.org/article/S0007-0912(23)00198-8/fulltext>, ha
studiato l’efficacia della videolaringoscopia nella popolazione inclusa nello
studio INTUBE dimostrando che, a fronte di pazienti con condizioni cliniche
predittive di una maggior difficoltà di intubazione, *i pazienti sottoposti
a tecnica video assistita con videolaringoscopia venivano più
frequentemente intubati con successo al primo tentativo*. Inoltre, pur
trattandosi di pazienti critici in gravi condizioni, non si è osservata una
maggior incidenza di eventi avversi. Quest*i risultati inattesi ed
estremamente importanti *sono stati confermati, tramite metodiche di
statistica avanzata (*inverse probability of treatment weighting*)
considerando anche tutti i possibili fattori di confondimento, inclusa
l’esperienza degli operatori. È possibile che, negli anni, la crescente
disponibilità di questo importante *device* abbia consentito agli operatori
di acquisire maggiore competenza con la metodica video-assistita.
*I risultati di questo studio sono di grande importanza perché aprono la
strada ad un utilizzo sistematico della videolaringoscopia*, *non solo in
anestesia ma anche nel paziente critico*, dove l’importanza
dell’intubazione al primo tentativo è di fondamentale importanza, visto
l’incremento notevole dei rischi qualora siano necessari più tentativi,
garantendo così una maggior sicurezza nella cura di tali pazienti.
L’attività di ricerca del gruppo continua con due ulteriori studi
multicentrici internazionali attualmente in corso, lo studio PREVENTION e
lo studio STARGATE, entrambi coordinati ancora dal dott. Russotto e dal
prof. Caironi. Il primo studio valuterà l’utilizzo della noradrenalina, un
farmaco in grado di incrementare la pressione arteriosa, nella prevenzione
del collasso cardiocircolatorio dopo intubazione nel paziente critico e il
secondo si pone l’obiettivo ambizioso di descrivere lo stato dell’arte
della gestione delle vie aeree durante anestesia nel mondo.
Link dello studio:
https://www.bjanaesthesia.org/article/S0007-0912(23)00198-8/fulltext
Area Relazioni Esterne e con i Media
Università degli Studi di Torino
Settore Relazioni con i Media
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