(AGENPARL) – ven 14 aprile 2023 FABIO BERGAMINI (LEGA): «TORNARE AL DRAGAGGIO DEL FIUME PO, SIGNIFICA PREVENIRE EVENTUALI EMERGENZE IDRAULICHE»
FERRARA, 14 APR. ‘23.
Da un lato c’è la Regione, che non sembra ascoltare l’allarme che arriva da diverse categorie a proposito del Po. Dall’altra c’è Fabio Bergamini (Lega) che si accinge nelle prossime ore a depositare in Assemblea legislativa un’interrogazione, con la quale chiedere di tornare al dragaggio del fondale del Po e degli altri fiumi e torrenti regionali. Un’iniziativa sostenuta da tutta la pattuglia leghista della commissione III, quella che si occupa dei temi ambientali: «Esiste un problema di visione e di sicurezza idraulica, che non possiamo più fingere di ignorare – dice il consigliere regionale Bergamini –. Il cambiamento climatico – prosegue – ci porta ad avere periodi siccitosi e abbondanti precipitazioni che si concentrano in pochi periodi all’anno. In queste fasi, diventa fondamentale farsi trovare pronti, per evitare esondazioni e fenomeni come quelli che abbiamo visto in passato in varie aree del territorio». Il motivo? «Da molti anni, ormai, i fondali di fiumi e torrenti non vengono puliti e ci troviamo ad avere depositi sabbiosi, tronchi d’albero e rifiuti di ogni tipo, che limitano la sezione del canale, quando invece la portata di scorrimento del fiume dovrebbe essere favorita. Invece, questi depositi, che vediamo sotto forma di cumuli sabbiosi, se non veri e propri isolotti, indicano che forse è stato un errore avere interrotto l’estrazione di sabbia dal Po e il dragaggio dei vari fiumi. Senza dimenticare che la sabbia e la ghiaia prelevate in loco costituivano anche una ricchezza, per l’impiego di tali materiali in un’edilizia a “Km zero”». Fabio Bergamini rilancia, rispetto alle posizioni attuali della Regione, che sembra ritenere il dragaggio dei fiumi una specie di antitesi alla “difesa del suolo”, chiedendo «una manutenzione sistemica dell’alveo del Po e degli altri corsi d’acqua, ai fini di una maggiore sicurezza idraulica». Posizione condivisa anche dagli altri esponenti leghisti (Michele Facci, Emiliano Occhi, Gabriele Delmonte, Maura Catellani, Simone Pelloni, Massimiliano Pompignoli e Fabio Rainieri). Compresi coloro che, sul versante parmense e reggiano, si trovano a convivere con analoghi problemi del grande fiume.
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