(AGENPARL) - Roma, 10 Settembre 2023 - (AGENPARL) – dom 10 settembre 2023 Comando Provinciale Carabinieri di Palermo
COMUNICATO STAMPA
COMMEMORAZIONE DEL 42° ANNIVERSARIO DELL’OMICIDIO
DEL MARESCIALLO MAGGIORE, M.O.V.C. ‘ALLA MEMORIA’, VITO IEVOLELLA
Oggi ricorre il 42° anniversario dell’omicidio del Maresciallo Maggiore dei Carabinieri
Medaglia d’Oro al Valor Civile ‘alla memoria’ Vito IEVOLELLA.
Alle 9.30, in piazza Principe di Camporeale, alla presenza delle massime Autorità civili e
militari della provincia di Palermo e di una rappresentanza dell’Associazione Nazionale
Carabinieri e delle altre associazioni combattentistiche e d’Arma, il Generale di Divisione
Giuseppe Spina, Comandante della Legione Carabinieri Sicilia e la prof.ssa Ievolella Lucia
Assunta, figlia del caduto, hanno deposto una corona d’alloro nel luogo ove avvenne
l’agguato. Anche il Sindaco, prof. Roberto Lagalla e il Vice Prefetto Vicario, dott.ssa Anna
Aurora Colosimo, hanno deposto una corona d’alloro a nome della cittadinanza di Palermo.
Durante la breve cerimonia sono stati ricordati alcuni cenni biografici del Mar. Magg. Vito
Ievolella ed è stata data lettura della motivazione con la quale il Presidente della Repubblica
ha concesso al caduto la Medaglia d’Oro al valor Civile “alla memoria”.
Successivamente, alle ore 10.00, presso la chiesa Santa Maria Maddalena, all’interno del
Comando Legione Carabinieri Sicilia, il cappellano militare Don Filippo Ferlita, ha celebrato
una messa in suffragio del caduto.
NOTE BIOGRAFICHE DEL MARESCIALLO VITO IEVOLELLA
Il Mar. Magg. Vito Ievolella nacque a Benevento il 4 dicembre 1929. Si arruolò nell’Arma
come Carabiniere nel 1948. Nel biennio 1958-1959 frequentò il Corso Allievi Sottufficiali
della Scuola di Firenze, al cui termine venne assegnato alla Legione di Palermo, prestando
servizio nel capoluogo presso le Stazioni urbane “Centro”, “Duomo” e “Falde”, la cui
caserma è oggi intitolata alla sua memoria. Nel 1965, venne trasferito al Nucleo Operativo
del Gruppo di Palermo dove svolse complesse indagini, rese ancora più ardue dalle
condizioni ambientali caratterizzate da tradizionale omertà.
Il 10 settembre 1981, il Maresciallo Ievolella, a bordo della propria autovettura Fiat 128 con
la moglie Iolanda, nell’attesa della figlia Lucia, impegnata in una lezione di scuola guida,
venne freddato da sicari di Cosa Nostra in Piazza Principe di Camporeale, a Palermo.
All’agguato parteciparono quattro killer, armati di pistole calibro 7,65 e fucili caricati a
pallettoni, che, appena scesi da una Fiat Ritmo rubata, fecero fuoco in direzione del
Maresciallo. Nell’occorso, la moglie riportò una leggera ferita alla regione sopraccigliare
destra. Il mezzo usato dai killer fu dato alle fiamme e poi abbandonato in via Caruso, dove
fu ritrovato dai Carabinieri. Fu chiaro immediatamente che l’assassinio del Maresciallo
Ievolella era da inquadrare in un programma mafioso teso all’eliminazione di quanti si
opponessero all’espansione degli interessi criminali.
Il Maresciallo Ievolella era molto noto negli ambienti investigativi dell’Arma e tra i
Magistrati per le sue capacità professionali, per l’impegno investigativo e per la
determinazione nel fare luce, tanto sul delitto comune, quanto su quello mafioso. Il valore e
l’impegno nell’attività investigativa, gli erano valsi sette encomi solenni e quattordici lettere
di apprezzamento del Comandante Generale dell’Arma. Da parte della stampa, aveva
ricevuto appellativi come “segugio temuto dai boss” e “specialista in casi difficili”.
Al Maresciallo Ievolella, il Capo dello Stato ha concesso la Medaglia d’Oro al Valore Civile
con la seguente motivazione:
“Addetto a Nucleo Operativo di Gruppo, pur consapevole dei rischi a cui si esponeva, si impegnava
con infaticabile slancio ed assoluta dedizione al dovere in prolungate e difficili indagini – rese ancora
più ardue dall’ambiente caratterizzato da tradizionale omertà – che portavano all’arresto di numerosi
e pericolosi aderenti ad organizzazioni mafiose. Proditoriamente fatto segno a colpi d’arma da fuoco
in un vile agguato tesogli da quattro malfattori, immolava la vita ai più nobili ideali di giustizia e di
grande eroismo”. Palermo, 10 settembre 1981.
Palermo, 10 settembre 2023.
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