(AGENPARL) - Roma, 9 Settembre 2023 - (AGENPARL) – sab 09 settembre 2023 Anno XXIII
Numero 1076.23
86^ EDIZIONE DELLA FIERA DEL LEVANTE
DISCORSO DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE PUGLIA
MICHELE EMILIANO
Di seguito il testo del discorso tenuto dal presidente della Regione Puglia Michele Emiliano
durante la cerimonia di inaugurazione dell’86.ma edizione della Fiera del Levante, tenutasi
in mattinata a Bari.
Signore e Signori, Signor Vice Presidente del Consiglio,
benvenuti alla inaugurazione della 86^ Fiera del Levante.
Mi manca e ci manca Sandro Ambrosi, ci manca senza retorica e frasi fatte perché Sandro
era un comandante di prima linea con una visione non solo tattica, ma anche strategica. Se
questa edizione è stata possibile tutti lo dobbiamo a lui e al gruppo di lavoro che aveva
scelto e formato negli anni. Fino all’ultimo ha lavorato per la Camera di Commercio e per
questa Fiera e neanche la Sua consapevolezza sulla gravità della malattia lo ha fermato. La
Puglia intera lo ringrazia e lo ricorderà come uno dei suoi figli prediletti.
Auguri di buon lavoro al Presidente Gaetano Frulli che di Sandro era amico fidato.
Grazie ad Antonio Decaro per il lavoro che ha fatto in questi anni. Evidentemente ho fatto
bene a insistere! Grazie Antonio perché, assieme ai Sindaci presenti qui, date il senso di un
ruolo e di un grande lavoro.
In Puglia siamo abituati ad una visione chiara e ad una modalità di esecuzione che anche un
bambino potrebbe comprendere, alla quale apportiamo di momento in momento gli
aggiustamenti suggeriti dall’ascoltare le persone e le organizzazioni. Un lavoro di
pianificazione strategica cominciato nel 2005 dalla città di Bari e man mano allargato a tutti i
territori attraverso un connubio continuamente coltivato tra cultura, tutela della bellezza,
diritti civili e diritti universali, tra cui prima di tutto l’accoglienza, innovazione tecnologica e
formazione delle persone.
Agierrefax Agenzia Giornalistica a cura del Servizio Stampa della Giunta Regionale
Direttore responsabile: Elena Laterza.
Redazione: Antonio Rolli, Simona Loconsole, Nico Lorusso, Anna Memoli, Livio Addabbo, Paolo Inno.
Iscrizione al Registro della Stampa presso il Tribunale di Bari n.1390 del 29/10/1998
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La nostra crescita economica incessante non si è fermata neppure dopo la crisi del 2008,
l’infezione aliena della xylella scoperta nel 2013, la pandemia che ha bruciato ricchezza e
due anni e mezzo di lavoro, la guerra russo-ucraina.
Banca d’Italia, nel rapporto 2023 sull’economia, ci dice che la Puglia ha tenuto meglio delle
altre regioni nel 2020, ed è cresciuta bene nel 2021 e 2022, riportando un tasso di crescita
rispetto al 2019 superiore rispetto alla media italiana ed europea; l’occupazione nel 2022
cresce del 5%, il doppio della media italiana; il turismo supera i livelli pre-crisi e sul PNRR
sarebbero arrivati, senza la rimodulazione, circa 9 miliardi di euro, cioè 2.300 euro pro
capite a fronte di una media nazionale di 1.900 euro, confermando la capacità progettuale
del territorio pugliese.
Abbiamo reagito tenendo sempre con forza su tutta la strategia senza mai farci tentare di
sacrificare i diritti delle persone e dei più deboli all’obiettivo di spingere al massimo le
imprese e la cultura di impresa.
Siamo stati i primi in Italia a dar vita al Reddito di dignità che ha funzionato benissimo,
nonostante le incertezze politiche dei vari governi nazionali sulla definizione di un
ammortizzatore sociale universale. Avevamo visto giusto nel collegare il sostegno
economico alle politiche attive del lavoro e alla formazione.
Ma siamo stati primi in Italia per capacità di spesa dei Fondi Europei e dei Fondi Sviluppo e
Coesione nazionali; siamo stati primi a parità di merito con le regioni più avanzate e ricche
del nord nell’esecuzione della campagna vaccinale, grazie ad una sanità territoriale che,
sebbene storicamente scarsa di risorse e personale, ha avuto motivazioni pubbliche
incrollabili; siamo stati i primi a dar vita ad un’Agenda di genere per la parità uomo donna
che impronta a questo obiettivo tutte le azioni regionali; siamo stati i primi al mondo a dar
vita ad una campagna di monitoraggio arboreo e di taglio di alberi infetti di vastità biblica,
rallentando un contagio che purtroppo già nel 2013 aveva assunto proporzioni non
arrestabili a causa della scarsa conoscenza della xylella, malattia importata dal sud America;
siamo stati i primi in Italia ad emettere minibond per accompagnare il finanziamento delle
imprese con capitali privati oltre che bancari; siamo stati i migliori, a dire di Confindustria
Puglia e Nazionale e delle altre organizzazioni di impresa e sindacali nella gestione del
salvataggio delle imprese in crisi a causa della pandemia con la misura Titolo II Covid, ma
anche quelli che grazie a fondi europei e Fsc hanno salvato il sistema culturale pugliese,
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determinante per fare della Puglia la meta turistica preferita da milioni e milioni di turisti
italiani e stranieri pur non disponendo nel nostro territorio di città d’arte di fama mondiale.
Abbiamo curato la nostra immagine positiva utilizzando la Puglia come scenografia di film e
serie televisive bellissime come Lolita Lobosco, di sfilate di moda del livello di Dolce
&Gabbana, Dior e Gucci; ma siamo anche quelli che accolgono migranti in una sinergia
perfetta tra Prefetture, Forze dell’Ordine, Regione, Asl e Comuni fronteggiando i flussi
ordinari e quelli delle guerre che ci circondano senza badare alla religione e al colore della
pelle di chi arriva da noi; abbiamo dato vita a Lecce ad un centro di ricerche di medicina
predittiva con utilizzo di nanotecnologie, in accordo con le nostre università, il CNR che
proseguirà la sua attività raccogliendo fondi pubblici e privati attraverso una Fondazione di
cui è parte anche la Regione; a Nardò e San Severo abbiamo realizzato politiche di
accoglienza e di rispetto del lavoro dei migranti attraverso la creazione di Foresterie per
lavoratori in agricoltura che sono diventate il modello nazionale del Ministero dell’Interno,
che hanno abbattuto i costi pro capite per migrante e reso dignitoso il loro lavoro attraverso
la collaborazione con sindacati, associazioni e imprese che commercializzano i prodotti
coltivati dai migranti in aziende agricole di proprietà della Regione Puglia. Ma a Nardò e
Porto Cesareo, il turismo si incrocia con il settore industriale automobilistico in accordo con
Porsche, per potenziare una vecchia pista abbandonata solo pochi anni fa che diventerà il
centro di collaudo delle super car del futuro (immaginate che un colore Ferrari si chiama per
questo Grigio Nardò).
Siamo quelli che hanno dato vita ad un osservatorio antifascista che monitora
autorevolmente i rigurgiti autoritari, ma anche ad una guida turistica dei luoghi del martirio
e della memoria a disposizione delle scuole italiane e dell’intera collettività.
Siamo aperti al contributo di tutti e non discriminiamo politicamente o ideologicamente
nessuno, in un modello politico inclusivo, basato sui programmi e non sulle appartenenze,
che viene criticato da chi non lo comprende e apprezzato da tanti pugliesi che hanno
riassaporato così il gusto di partecipare alla vita istituzionale e politica. Abbiamo dialogato
col mondo intero, accompagnando la politica estera italiana accogliendo a Bari nel 2007 il
vertice italo-russo voluto dal Governo dell’epoca, stabilendo rapporti proficui anche con
Paesi non appartenenti alla Nato, che abbiamo interrotto senza esitazioni di fronte
all’aggressione all’Ucraina cui abbiamo mostrato totale e fattiva solidarietà accogliendo
migliaia di profughi e festeggiando con loro la loro ricorrenza nazionale qualche settimana fa
illuminando di giallo e blu il Palazzo della Presidenza della Regione sul lungomare.
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E siamo la Regione prescelta dal Governo italiano per lo svolgimento del G7 nella prossima
primavera. Evidentemente siamo stati giudicati all’altezza di questa grande responsabilità
per questo diciamo grazie a chi ha saputo riconoscere questi fatti rinnovando la massima
collaborazione in vista di questo storico appuntamento.
Siamo la regione che nel 2015 era l’ultima in Italia per livelli essenziali di assistenza e adesso,
dopo pochi anni, siamo totalmente adempienti e nella prima parte della classifica, malgrado
un deficit di personale di almeno 20mila unità che non possiamo ancora colmare,
nonostante concorsi espletati con graduatorie pubblicate, a causa della mancanza di
copertura finanziaria da parte dello Stato.
Come tutte le regioni del Sud a più basso reddito abbiamo una spesa farmaceutica più alta
delle regioni più ricche. Questo dato è confermato da anni da tutte le analisi dell’Agenzia
nazionale del Farmaco, al punto da dover ritenere il fenomeno causa diretta della maggior
povertà delle famiglie del sud, conseguendone che diversi dovrebbero essere i criteri di
assegnazione alle regioni del sud del Fondo sanitario Nazionale.
Per questo assieme ad altre regioni abbiamo approvato un disegno di legge da sottoporre al
Parlamento per l’aumento della spesa sanitaria sino al 7,5 del PIL come avviene nella altre
nazioni europee. Ma nel frattempo abbiamo dovuto bloccare le assunzioni di migliaia di
giovani meridionali che avremmo potuto sottrarre alla povertà e dai costi del sistema.
Per supplire alla disastrosa programmazione delle lauree sanitarie da parte del Governo,
stiamo sostenendo, con fondi di bilancio ordinario, l’apertura di tre nuove facoltà di
medicina a Taranto, a Bari e a Lecce.
Il Tecnomed completa il polo della ricerca salentino, facendo di Lecce la città della ricerca e
della salute, grazie alla sinergia con Università, Comune e Provincia, che formerà medici
che sono anche ingegneri e ingegneri che sono anche medici.
Sono in costruzione avanzatissima due nuovi ospedali a Monopoli-Fasano e a Taranto, altri
tre sono in fase avanzata di progettazione a Maglie-Melpignano, Andria e a Corato-Terlizzi-
Molfetta e per questo ringrazio il Governo che sta collaborando fattivamente a questa
titanica impresa.
Ma non ci siamo dimenticati della disabilità grave e gravissima e dell’autismo. In mancanza
di adeguato finanziamento nazionale, incrociando finanziamenti europei e regionali,
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abbiamo portato gli assegni da rendicontare a 1200 euro, una somma enorme ovviamente
sottratta ad altri impieghi.
Ci auguriamo che su disabilità e autismo il Governo ci dia ulteriore sostegno finanziario
perché le Regioni da sole non ce la possono fare.
Per recuperare le liste di attesa in sanità, nonostante il blocco della assunzioni che abbiamo
dovuto deliberare per rispettare i vincoli di bilancio imposti da Roma, abbiamo stanziato
circa 28,5 milioni di euro. I dati sulle liste di attesa della Puglia non sono comunque dissimili
da quelli di altre regioni.
Siamo la regione di Castel del Monte, della Valle dei dinosauri, di siti archeologici bellissimi,
del Marta di Taranto, del porto di Brindisi che è il più bello d’Italia, termine della via Appia,
della Notte della Taranta, dei Monti Dauni e del Gargano, quest’ultima da sempre tra le
prime destinazioni turistiche italiane, siamo antichissimi, ma anche modernissimi.
Siamo di gran lunga i primi produttori di energia da eolico e da fotovoltaico, pur essendo
anche afflitti dall’inquinamento di grandi impianti a carbone che producono in Puglia quasi il
doppio dell’energia che consumiamo senza alcuna compensazione ambientale.
Siamo anche assieme al Veneto i maggiori produttori di vino in Italia. E produciamo più olio
di tutti. Ma la nostra agricoltura pur fortissima, deve crescere in innovazione tecnologica e in
capacità di commercializzazione senza rimanere vittima delle oscillazioni del mercato.
Stiamo costruendo ferrovie ovunque, i lavori del nodo ferroviario di Bari procedono
incessanti, e le linee dei treni regionali in via di realizzazione sono state visitate dal Ministro
Salvini e da me solo qualche mese fa; la metropolitana leggera del Salento sta andando
avanti grazie a Ferrovie Sud Est, ma bisogna recuperare i ritardi di opere finanziate sin dal
2017. Stiamo costruendo strade a nord, al centro e a sud: la SS.89 Garganica, la camionabile
di Bari, la SS.172 detta dei Trulli, la SS. 275 Maglie Leuca, SR.8 Talsano Avetrana,
collegamenti tra stazioni e aeroporti, come a Brindisi.
Sono miliardi e miliardi di opere che i Governi passati e presenti e la Regione Puglia hanno
realizzato insieme, collaborando, senza conflitti, concordando Ministero per Ministero,
opera per opera, cosa realizzare con i fondi europei, cosa con l’FSC assieme a tutti gli
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investimenti immateriali connessi o conseguenziali (in turismo, cultura, ricerca scientifica,
aiuti alle imprese, etc.) che danno senso e visione strategica alle infrastrutture.
E allora perchè mai impedire l’utilizzo dei 4,6 miliardi di FSC che spettano alla Puglia per
realizzare un mix equilibrato tra infrastrutture fisiche e infrastrutture immateriali? Perché
interrompere il circolo virtuoso che i pugliesi hanno costruito in questi ultimi anni?
Come si può strappare alla Puglia ed al sud la possibilità di utilizzare l’FSC per colmare il
divario dei propri bilanci ordinari di gran lunga inferiori a quelli delle Regioni del nord anche
per le spese immateriali oltre che per gli investimenti?
Che senso ha fare infrastrutture e investimenti in una terra che poi si spopola per mancati
aiuti alla scuola, alle Università, alla cultura e al turismo, alle imprese che vogliono rafforzare
la loro attività anche attraverso programmi comuni con università ed enti pubblici? Proprio
adesso che i nostri giovani vogliono vivere qui?
Vorremmo utilizzare i 4,6 miliardi del FSC assieme ai Fondi Fesr, al PSR in agricoltura, al
Fondo sociale europeo, al bilancio ordinario per quanto possibile, per realizzare una grande
strategia per attrarre persone e imprese, intellettuali e ristoratori, artigiani e scienziati,
camerieri e pizzaioli, medici ed infermieri, economisti ed informatici, ma anche registi, poeti,
scrittori, agricoltori e contadini decidendo come farlo, prima di tutto col Governo
ovviamente, ma anche col partenariato, con i centri di ricerca che abbiamo fondato, con il
terzo settore, con i grandi centri culturali del mondo e pugliesi, con i Teatri e la Apulia Film
Commission, con l’Agenzia Regionale Arti che si trasformerà in un traslatore della ricerca
scientifica verso le imprese, con le Università e con le decine di soggetti collegati a grandi
gruppi di consulenza mondiali che si stanno stabilendo in Puglia dando lavoro ai nostri
giovani e tanti altri ancora, in un’infinita catena di relazioni umane, civili, culturali ed
economiche che realizzi il nostro sogno di una Puglia ricca e rispettata come altre regioni
italiane ed europee.
Non abbiamo tempo da perdere, non ce lo possiamo permettere, come non può
permetterselo l’Italia, non possiamo tenere centinaia di miliardi fermi del PNRR, col rischio
di perderli per mancato utilizzo, mentre cerchiamo di “rimodulare” e di “mettere in ordine”,
dei Fondi europei, dei Fondi nazionali FSC, dei fondi destinati alle ZES che non possono
essere bloccati per il lungo tempo necessario alla creazione della ZES unica, sacrosanta nei
principi e nella applicazione a tutto il sud, ma che non può passare dallo smantellamento
delle ZES esistenti per ricominciare tutto daccapo, come è stato fatto per l’Agenzia della
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Coesione azzerata al di là dei suoi non troppo oggettivi demeriti, proprio adesso che stanno
già cominciando i primi insediamenti ed investimenti. Che almeno si salvino le esperienze e
gli uffici dei commissari attuali e li si innestino in una più ampia regia nazionale: si può
migliorare l’esistente senza smantellare e senza interrompere il lavoro per anni come fatto
per il PNRR e per l’FSC.
E infine chiedo al Governo che fine ha fatto il fondo di perequazione infrastrutturale, che
vale ben 4,6 miliardi di euro in gran parte destinati al Sud.
Senza alcun intento polemico, devo lanciare un allarme: dopo quasi un anno di
accentramento e il fermo totale a Roma di tutte le fonti di investimento del Paese,
l’economia si sta fermando, il PIL e la produzione industriale rischiano di crollare assieme
alle entrate fiscali. Queste sono le conseguenze di una politica di accentramento e controllo
della spesa che danneggerà l’Italia e lo stesso Governo, che con questi presupposti avrà
problemi a fare la legge di bilancio.
La ristrutturazione e la rimodulazione dei fondi disponibili andava realizzata facendo andare
in parallelo l’erogazione delle somme per opere sensate e realizzabili nei termini, bloccando
quelle insensate e fuori tempo massimo, senza ingenerare in tutti noi e nell’Unione Europea
la sensazione di non essere in grado di gestire la situazione e l’opportunità che ci è stata
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