
(AGENPARL) – gio 12 gennaio 2023 Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano
[Lavori Consiglio: Sì alla proroga dei termini di rendicontazione per le associazioni](https://www.consiglio-bz.org/it/attualita/cs-consiglio-attuali.asp?art=Suedt672600)
Consiglio – Via libera alla legge che sposta il termine al prossimo 28 febbraio. Nominati due consiglieri per la sezione di controllo di Bolzano della Corte dei Conti, approvata la mozione della SVP su IRAP differenziata e le due proposte di SVP e Movimento 5 Stelle sulle comunità energetiche locali. La sessione di gennaio è terminata: domani non ci saranno sedute.
Nel pomeriggio di oggi, il plenum del Consiglio provinciale ha proceduto alla nomina di due consiglieri/e presso la Corte dei conti – sezione di controllo di Bolzano. La presidente Rita Mattei ha ricordato che tra capigruppo si era trovato un accordo di massima sulla scelta di un candidato di lingua italiana e uno di lingua tedesca.
Per la prima votazione, Massimo Bessone (Lega Salvini Alto Adige Südtirol) ha proposto Stefano Natale.Al termine delle operazioni di voto, la pres. Mattei ne ha comunicato l’esito: Stefano Natale16 voti, Anna Rosa Defant 15 voti, 1 scheda bianca, Franz Locher 1 voto.
Per la seconda votazione, Magdalena Amhof ha proposto la candidatura di Maria Teresa Wiedenhofer. Dal voto è risultato che Maria Teresa Wiedenhofer aveva ricevuto 17 voti, Martin Steinmann 16, Franz Locher 1.
Sono quindi risultati nominati Stefano Natale e Teresa Wiedenhofer.
È stata poi trattata la [mozione n. 622/22:](http://www2.consiglio-bz.org/it/banche_dati/atti_politici/idap_scheda_atto.asp?pagetype=fogl&app=idap&at_id=664254&blank=Y) IRAP differenziata – per dare impulsi positivi (presentata dai conss. Tauber e Bacher), presentata da Helmut Tauber (SVP). Sottolineando che la Provincia autonoma di Bolzano aveva perseguito per anni una politica coerente di sgravi fiscali, sostenendo le cittadine e i cittadini e aumentando la competitività delle imprese, e ricordando che nel 2019 la stessa aveva compiuto un passo in avanti in materia di governance fiscale, differenziando l’imposta regionale sulle attività produttive IRAP, nonché che con la legge di bilancio 2020 era stato previsto che i datori di lavoro che rispettano integralmente i contratti collettivi (nazionali e territoriali) – compresi i versamenti ai fondi sanitari e pensionistici integrativi – possono avvalersi, per il calcolo dell’IRAP, dell’aliquota fiscale agevolata del 2,68% anziché di quella ordinaria del 3,9%, egli ha ricordato che nell’ambito della legge di bilancio statale per il 2022 l’IRAP per le imprese individuali e i liberi professionisti era stata abolita a livello nazionale, ma da tale disposizione erano rimaste però escluse le società, e che nel contempo la Provincia autonoma di Bolzano, con la propria legge di bilancio, aveva nuovamente aumentato l’IRAP prevedendo un’aliquota fissa del 3,9%, abolendo così gli incentivi fiscali: lo scopo di questo allineamento al sistema ordinario sarebbe quello di creare migliori condizioni di partenza per l’eventuale compensazione da parte dello Stato di entrate destinate alla Provincia autonoma di Bolzano o per l’ipotizzata esenzione totale dall’IRAP, ma al momento non era prevedibile quando sarebbe stata possibile un’esenzione completa dall’IRAP. Egli ha quindi proposto di incaricare la Giunta (VERSIONE EMENDATA) di valutare la possibilità di differenziare l’IRAP con l’obiettivo di sostenere e promuovere quelle aziende che attuano misure economico-sociali positive e che quindi contribuiscono a indirizzare lo sviluppo della provincia verso un futuro promettente e, in tal senso, di valutare in quale misura si può tenere conto: – del possesso di certificazioni di sostenibilità, da definire con delibera della Giunta provinciale; – dell’effettuazione di investimenti, come definiti con delibera della Giunta provinciale, che contribuiscono a un orientamento sostenibile dell’azienda, previa attestazione, mediante un parere legale, che una riduzione fiscale concessa per questo motivo non è da considerarsi alla stregua di un sussidio; – del conseguimento del certificato Audit famigliaelavoro; – dell’applicazione di accordi integrativi provinciali su base territoriale che garantiscano un livello retributivo superiore a quello previsto dai contratti collettivi statali nonché; – del numero di contratti di lavoro a tempo determinato (precari) trasformati in contratti di lavoro a tempo indeterminato.
Con l’emendamento, ha detto Helmuth Renzler (SVP), si aveva la possibilità di dire chiaramente dove indirizzare l’IRAP. Egli si è detto contrario a una riduzione dell’aliquota al momento attuale, perché non era il momento giusto; in ogni caso, essa non sarebbe dovuta servire ad aumentare il fatturato delle aziende, bensì a migliorare le retribuzioni dei lavoratori, non solo una tantum. Erano in aumento i contratti a tempo determinato, e quindi il lavoro precario: bisognava premiare le aziende che offrivano contratti a tempo indeterminato, che davano certezza ai dipendenti. Dei contratti integrativi si sarebbe discusso in un secondo momento, e sarebbe stato un dibattito interessante. Renzler ha quindi ringraziato Tauber per l’emendamento.
Paul Köllensperger (Team K) ha condiviso la mozione, ricordando che una sua proposta con lo stesso contenuto era stata respinta dalla maggioranza. La proposta in esame era però vaga: se fosse stata presentata dall’opposizione sarebbe stata respinta. Più opportuno sarebbe stato intervenire sulla legge provinciale di bilancio.
Gerhard Lanz (SVP) ha evidenziato che con legge di bilancio era effettivamente stato fatto qualcosa, seppur limitato a un anno. Attualmente c’era il problema che una crisi succedeva all’altra, ed era importante stabilire dei parametri di riferimento su come rispondere a questa situazione. Evidenziando che la certificazione era un costo, Lanz ha aggiunto che le misure citate nella mozione dovevano essere esemplari, e che si trattava di agevolazioni a sostegno del futuro delle imprese.
Myriam Atz Tammerle (Süd-Tiroler Freiheit) ha fatto riferimento all’onere burocratico delle certificazioni e agli alti costi del cuneo fiscale: ha invitato quindi a rendere il tutto il più semplice possibile, come da esempi di Paesi limitrofi, permettendo di procedere per via telematica. In quanto ai contratti a tempo indeterminato, le aziende non sapevano se sarebbero riusciti a superare le crisi di volta in volta in corso, per questo preferivano posti a tempo determinato; tuttavia, contratti a tempo indeterminato erano essenziali per la sicurezza delle persone.
Josef Unterholzner (Enzian) ha detto che fare il certificato richiesto costava, e le piccole aziende non avevano i mezzi adatti: l’emendamento creava condizioni difficili da rispettare per le aziende. Inoltre, parlare di contratti a tempo indeterminato non andava bene per le aziende che utilizzavano stagionali: i requisiti proposti erano problematici. Bisognava aiutare davvero le imprese tagliando le tasse, mentre qui si prevedeva troppa burocrazia.
Paula Bacher (SVP), cofirmataria, si è detta convinta che la mozione fosse un passo nella direzione giusta. Quando era attiva nel Comune di Bressanone, ha ricordato, si era occupata della certificazione Famiglia-Lavoro con 220 dipendenti, ed era stata un’esperienza positiva, importante era anche e promuovere la sostenibilità e discutere nuove proposte, per poi metterle in atto. Permettere di conciliare lavoro e famiglia tornava a vantaggio anche dell’azienda, perché i lavoratori potevano concentrarsi meglio sulla loro attività, se non erano in pensiero per i loro figli.
Brigitte Foppa (Gruppo verde) ha ricordato il favore dei Verdi alla mozione di Köllensperger sul tema, durante la discussione del bilancio, quando il presidente Kompatscher aveva detto che la proposta non era sensata: lo ha quindi invitato a dire perché oggi invece la proposta sarebbe andata bene. I Verdi avevano anche proposto una certificazione verde per le imprese, che era stata respinta con la motivazione “troppa burocrazia”.
Con la legge di stabilità era ridotta l’aliquota IRAP dello 0.6% per l’anno in corso, ha ricordato Hanspeter Staffler (Gruppo verde), chiedendo se con la proposta si aggiungeva un’ulteriore riduzione.
Gerhard Lanz (SVP) ha detto che non sempre era sensato fare una certificazione, e in quanto all’audit si trattava di valutare se vengono rispettati determinati parametri, e questo rappresentava un onere burocratico: per questo, la mozione prevedeva più possibilità.
Andreas Leiter Reber (Die Freiheitlichen) si è detto favorevole alla mozione, come già alla mozione del Team K; ha quindi chiesto di fissare delle regole per la formulazione univoca delle mozioni, perché se alcuni possono presentare una lista di esempi, ad altri viene detto che ciò non è possibile perché un’opzione escluderebbe l’altra.
Ulli Mair (Die Freiheitlichen) ha detto che avrebbe preferito votare su misure specifiche.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha ricordato che con la legge di bilancio l’aliquota era stata ridotta al 3,3% per un anno. Nel 2024 l’aliquota italiana sarebbe rimasta al 3,9%: la mozione chiedeva di “verificare”, quindi le differenziazioni sarebbero entrate in vigore quando l’aliquota sarebbe tornata al 3,9. Si intendeva introdurre differenziazioni per aziende che portavano avanti iniziative sociali e/o sostenibili; se fosse stato facile procedere, si sarebbero potute proporre già oggi misure concrete, ma bisognava vedere prima se l’agenzia delle entrate accettava certe misure: l’elenco sarebbe potuto anche essere integrato, e le misure concrete sarebbero state inserite in una nuova legge, su cui avrebbe deciso il Consiglio. La Provincia voleva aiutare le aziende a pagare meglio i propri dipendenti, la proposta di Köllensperger avrebbe permesso di premiare anche un’azienda che s limitava ad acquistare per loro nuove scarpe antinfortunio. In quanto ai contratti collettivi, si intendeva definire clausole standard coinvolgendo i partner sociali. Le proposte contenute nella mozione erano state fatte per essere verificate, anche in collaborazione con partner sociali e datori di lavoro. Helmut Tauber ha ringraziato gli intervenuti, anche per le critiche, e rilevato che negli ultimi anni si era riflettuto a lungo su come uscire dalle difficoltà: con la sua proposta, chiedeva di verificare la possibile riduzione dell’onere fiscale, promuovendo anche qualche passo di sostenibilità in più. Messa in votazione, la mozione è stata approvata con 32 sì e 1 astensione.
È ripresa quindi la trattazione della [mozione n. 642/22:](http://www2.consiglio-bz.org/it/banche_dati/atti_politici/idap_scheda_atto.asp?pagetype=fogl&app=idap&at_id=669671&blank=Y) Comunità energetiche locali – eventuale partecipazione della mano pubblica, avviata il [30 novembre scorso](https://www.consiglio-bz.org/it/banche-dati-raccolte/consiglio.asp?archivio_action=4&archivio_article_id=671681). Con essa, Gerhard Lanz (SVP) proponeva di incaricare la Giunta provinciale (1) di verificare fino a che punto ci fossero i presupposti affinché la Provincia potesse, tramite gli edifici pubblici di sua proprietà come scuole, impianti sportivi ecc., partecipare alle comunità energetiche locali, e (2) di verificare in collaborazione con il Consorzio dei Comuni in quale misura fosse possibile coinvolgere nelle comunità energetiche anche gli immobili dei Comuni. Essendo già stati svolti i diversi interventi, si è proceduto alla votazione, e la mozione è stata approvata con 32 sì (unanimità).
Poiché essa era stata discussa congiuntamente alla [mozione n. 640/22:](http://www2.consiglio-bz.org/it/banche_dati/atti_politici/idap_scheda_atto.asp?pagetype=fogl&app=idap&at_id=669658&blank=Y) Comunità Energetiche Rinnovabili in Alto Adige, con la quale Diego Nicolini (Movimento 5 Stelle) chiedeva di impegnare la Giunta provinciale a 1. promuovere nel territorio provinciale la creazione di Comunità energetiche (CER) e di autoconsumo collettivo, con il coinvolgimento dei cittadini e l’impiego di aree o edifici di proprietà pubblica o privata, in particolare sostenendo prioritariamente le forme di configurazioni che generano benefici diretti con la riduzione dei costi in bolletta per i cittadini con maggiore disagio economico che ricadono o rischiano di ricadere nella condizione di povertà energetica. 2. assicurare attraverso la creazione di un apposito sportello o centro informazioni provinciale la messa a disposizione ai Comuni, imprese e cittadini delle informazioni necessarie a promuovere e realizzare la creazione di comunità energetiche e sistemi di autoconsumo collettivo, anche questa proposta è stata messa in votazione, e approvata con 31 sì (unanimità).
Di seguito, è stato discusso il [disegno di legge provinciale n. 125/22:](http://www2.consiglio-bz.org/it/banche_dati/atti_politici/idap_scheda_atto.asp?pagetype=fogl&app=idap&at_id=675775&blank=Y) Proroga dei termini di rendicontazione dei contributi provinciali 2019-2020 (presentato dall’ass. Vettorato e dal cons. Repetto), con il quale, considerate le difficoltà incontrate a causa della pandemia di Covid-19, si intendeva prorogare i termini per la presentazione della rendicontazione dei contributi provinciali ricevuti negli anni 2019 e 2020 dalle realtà associative operanti sul territorio provinciale al 28/02/2023. L’ass. Giuliano Vettorato ha spiegato che il disegno di legge nasceva da un errore da lui fatto in sede di legge di bilancio, quando era stato respinto un emendamento di Repetto che sarebbe stato corretto. Sandro Repetto (Partito Democratico – Liste civiche) ha ricordato che il suo emendamento era caduto per stanchezza, e riprendeva a sua volta un emendamento fatto dal cons. Lanz: alcune associazioni erano andate in difficoltà nel tentativo di rispettare i termini di rendicontazione, con questa legge si interveniva per superare situazioni createsi a seguito della pandemia.
Nella discussione generale è intervenuto solo Sven Knoll (Süd-Tiroler Freiheit), evidenziando che, al di là della pandemia, le associazioni avevano di fatto problemi di rendicontazione dovuti agli oneri burocratici, che imponevano di affidarsi a un commercialista. Esse però non erano aziende, bensì gruppi di volontari che creavano un plusvalore per la società. C’erano anche questioni di responsabilità civile che non erano accettabili; la politica se ne doveva occupare, impegnandosi a favore del terzo settore ai fini di una procedura semplificata. Molte associazioni, dopo la pandemia, facevano fatica a trovare volontari, ma, se si fossero perse, sarebbe andata persa anche parte dell’identità culturale della provincia.
Il presidente della Provincia Arno Kompatscher ha condiviso la necessità di cambiare qualcosa, convincendo il Governo a portare dei correttivi. Anche in Alto Adige c’erano tante procedure che andavano semplificate, e alcune Ripartizioni riuscivano a farlo. Tuttavia, ha chiarito che non tutte le associazioni svolgono un’attività economica, che comportava una serie di oneri: per loro non cambiava gran che, certe non dovevano nemmeno iscriversi al registro statale. Il volontariato, ha concluso, è importante per la qualità di vita nella provincia.
Approvato il passaggio alla discussione articolata (33 sì), sono stati analizzati i singoli articoli del disegno di legge.
L’articolo 1 proroga i termini di rendicontazione dei contributi concessi per gli anni 2019 e 2020 fino al 28 febbraio 2023: è stato approvato senza discussione all’unanimità (32 sì)
Anche l’articolo 2 (norme finanziarie) e l’articolo 3 (entrata in vigore) sono stati approvati senza discussione, rispettivamente con 32 e 33 voti favorevoli (unanimità).
Nell’ambito delle dichiarazioni di voto, Sven Knoll (STF) ha precisato, in replica a quanto detto dal presidente Kompatscher, che, per esempio, per prendere in affitto una sala comunale le associazioni dovevano essere iscritte al registro.
Il dlp 125/22 Proroga dei termini di rendicontazione dei contributi provinciali 2019-2020 è stato quindi messo in votazione, risultando approvato all’unanimità (32 sì).
La presidente Rita Mattei ha quindi dichiarato conclusa la seduta, e con essa la sessione di lavori di gennaio. Il Consiglio della Provincia autonoma di Bolzano torna a riunirsi il 7 febbraio prossimo.
(Autore: MC)
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