(AGENPARL) - Roma, 12 Dicembre 2022 - (AGENPARL) – lun 12 dicembre 2022 Piacenza, lunedì 12 dicembre 2022
Comunicato stampa
Cinghiali ancora troppo numerosi, ma a Piacenza qualche passo avanti
Confagricoltura Piacenza: grazie alla Polizia Provinciale, alle squadre di coadiutori e al lavoro di squadra
Il report sulla fauna selvatica 2022 presentato da Confagricoltura Emilia-Romagna nei giorni scorsi documenta danni allâ??agricoltura imputabili alla fauna selvatica, da specie cacciabili e non, per quasi 3 milioni allâ??anno. Lâ??associazione degli imprenditori agricoli rimarca la necessità di rispettare gli obiettivi dei piani di prelievo annuali, specialmente per il cinghiale. Nel 2020, su 30.000 capi di cinghiale assegnati ne sono stati realmente abbattuti 21.000; nel 2021, su 34.000 solo 26.000.
In questo contesto Confagricoltura Piacenza plaude al lavoro fatto sul territorio provinciale. â??I cinghiali nella nostra provincia sono ancora troppo numerosi â?? sottolinea Filippo Gasparini, presidente di Confagricoltura Piacenza, ma apprezziamo il chiaro cambio di passo che ha visto diversi abbattimenti. Grazie al lavoro di squadra, sollecitato da Confagricoltura Piacenza, e condotto sapientemente dalla Polizia Provinciale, in primis dal suo comandante Annamaria Olati e dal commissario Roberto Cravedi, insieme alle squadre di coadiutori con la disponibilità degli Atc e degli Enti Parco. Non ultimo, grazie anche al lavoro di regia svolto sino allâ??autunno dal consigliere provinciale delegato per la materia, Giampaolo Malobertiâ?.
Mentre a livello regionale gli obiettivi di prelievo sono stati mancati, nel nostro territorio lo scorso anno sono stati abbattuti più di 850 capi. Dopo un inizio anno difficoltoso, dovuto alla modifica delle regole contenute nel piano, grazie ad uno sforzo riorganizzativo comune sotto lâ??egida della Polizia Provinciale, si è riusciti a recuperare lâ??efficacia delle battute e alcune hanno superato la decina di prelievi. Mancano ancora i conteggi definitivi, ma i risultati attesi sono buoni, ancor più considerando che questo è il periodo migliore perché, con i boschi spogli e senza colture che ostruiscono la vista, si può procedere più facilmente.
Il cinghiale è un animale pericoloso sia per lâ??uomo che per lâ??economia del territorio, per questo secondo aspetto va sottolineato che rappresenta il principale veicolo di diffusione della peste suina africana una minaccia per il comparto suinicolo. Confagricoltura Emilia Romagna propone di rafforzare le misure di autodifesa dellâ??agricoltore che finora hanno dato buoni risultati e consentire lâ??utilizzo di un maggior numero di coadiutori, cacciatori abilitati. Fondamentale è attivare anche nuovi corsi di abilitazione su tutto il territorio.
â??Grazie al grande lavoro di squadra â?? sottolinea Gasparini â?? quanto auspicato da Confagricoltura regionale, nel nostro territorio inizia già ad essere realtà , dobbiamo proseguire su questa strada senza far venire meno impegno e costanza. Da parte degli agricoltori câ??è massima disponibilità ed apertura, eventualmente anche prevedendo forme di aiuto ai cacciatori coinvolti negli abbattimenti. Lo dichiaro apertamente perché chi ci risolve il problema dei cinghiali in campo va incentivato. Purtroppo i cacciatori sono sempre meno e spesso si trovano di fronte a tali e tanti ostacoli che desistono dal porre in essere le azioni sistematiche rese necessarie dallâ??entità del problema. A loro dico: avete tutto lâ??appoggio degli agricoltori, perché non câ??è indennizzo che ristori il danno che questi animali procurano. Sono un pericolo anche per lâ??incolumità delle persone. Lo abbiamo denunciato unâ??infinità di volteâ?.
Ungulati, lepri e fagiani, oche, picchi, cormorani popolano ormai anche i campi periurbani, per non menzionare i crescenti attacchi a bestiame e animali domestici da parte del lupo, un problema troppo sottovalutato.
â??Nellâ??ammontare dei risarcimenti il danno è ampiamente sottostimato â?? rimarca Gasparini – non si è tenuto conto delle produzioni agricole di particolare pregio, del danno di programmazione, dei rischi e dei danni biologici derivanti dallâ??eccesso di fauna selvaticaâ?. Al totale calcolato, prosegue lâ??analisi, bisogna quindi aggiungere almeno un + 15% (268.500 euro). E non solo. Per avvicinarsi alla realtà , la cifra va ulteriormente maggiorata del 30% (617.550 euro), in considerazione del fatto che molte aziende non hanno potuto accedere al contributo a causa del superamento del limite â??de minimisâ?.
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