(AGENPARL) - Roma, 6 Dicembre 2022 - (AGENPARL) – mar 06 dicembre 2022 WELFARE INDEX PMI 2022 – WELFARE AZIENDALE: UN PATTO SOCIALE PER IL PAESE
UN FATTORE STRATEGICO PER LE IMPRESE, UNA PRIORITÀ PER LE ISTITUZIONI
Il welfare aziendale continua a crescere: oltre il 68% delle PMI italiane supera il livello base
Non solo le grandi aziende, anche le microimprese puntano sul welfare: aumentate dal 7,7% del 2017 al 15,1% del 2022
Le PMI con il welfare più elevato generano un maggiore impatto sociale su persone e comunità
Favoriscono occupazione di giovani e donne; promuovono inclusione e diversità; incentivano formazione e sviluppo del capitale umano
Il welfare contribuisce all’aumento di produttività e fatturato
Nel 2021 l’utile delle PMI con livello di welfare elevato è risultato doppio rispetto a quelle con welfare a un livello base (6,7% contro 3,7%)
Il welfare aziendale strumento di resilienza
PMI con welfare elevato hanno contenuto in modo migliore gli effetti della pandemia e oggi mostrano maggiore slancio nella ripresa
Assegnato il massimo rating 5W a 121 imprese Welfare Champion (22 nel 2017)
Welfare Index PMI promuove le PMI italiane in Europa con SME EnterPRIZE: l’iniziativa di Generali che premia i modelli di business sostenibili delle imprese europee
Oltre 6.500 le imprese che hanno partecipato alla settima edizione di Welfare Index PMI: provenienti da tutta Italia e di tutte le dimensioni, rappresentano tutti i settori produttivi
6 dicembre – Roma. È stato presentato oggi a Roma il Rapporto Welfare Index PMI 2022 sullo stato del welfare nelle piccole e medie imprese italiane, giunto alla settima edizione. La fotografia sullo stato del welfare nelle PMI italiane si basa su un modello di analisi organizzato in dieci aree: 1) Previdenza e protezione, 2) Salute e assistenza, 3) Conciliazione vita-lavoro, 4) Sostegno economico ai lavoratori, 5) Sviluppo del capitale umano, 6) Sostegno per educazione e cultura, 7) Diritti, diversità, inclusione, 8) Condizioni lavorative e sicurezza, 9) Responsabilità sociale verso consumatori e fornitori, 10) Welfare di comunità.
Oggi il welfare aziendale ha raggiunto un alto livello di maturità e continua a crescere la consapevolezza del ruolo sociale nelle PMI: oltre il 68% delle piccole e medie imprese italiane ha superato il livello base di welfare aziendale. Raddoppia inoltre il numero di PMI con livello molto alto e alto, passando dal 10,3% del 2016 al 24,7% del 2022. Oggi il welfare aziendale non è più solo appannaggio delle grandi imprese, ma anche delle microimprese.
La quota di imprese con livello elevato di welfare è massima (70,7% nel 2022 vs 64,1% nel 2017) tra quelle con oltre 250 addetti e molto rilevante (66,8% vs 59,8% nel 2017) nelle PMI tra 101 e 250 addetti. Raddoppiano le microimprese (da 6 a 9 addetti) con un livello elevato di welfare che passano dal 7,7% del 2017 al 15,1% del 2022. L’incremento è dovuto in buona parte alla semplificazione delle normative e alle risorse pubbliche stanziate per la protezione sociale, incoraggiando le aziende, anche le più piccole, a impegnarsi a propria volta a sostegno delle famiglie.
Marina Elvira Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha dichiarato: “Il welfare è un volano in grado di far crescere la produttività, grazie ad un migliore coinvolgimento dei lavoratori nei processi aziendali. Conoscere e accompagnare i bisogni dei dipendenti è quell’attenzione che denota una chiara e precisa volontà di dare al lavoro una dimensione più ampia. Un coinvolgimento che quasi sempre è ripagato da una rinnovata dedizione alla mission aziendale in grado di aumentare efficienza e produttività. In quest’ottica, il welfare diventa un’opportunità per le aziende e per i suoi lavoratori e viceversa”.
Giancarlo Fancel, Country Manager & CEO Generali Italia, ha dichiarato: “Il welfare aziendale è un fattore strategico per le imprese e una priorità per il Paese, anche per raggiungere gli obiettivi del PNRR attraverso una partnership tra il settore pubblico e il privato. Oggi il nostro rapporto Welfare Index PMI certifica come chi ha programmi di welfare evoluti ha maggior successo come impresa, investendo, tra gli altri, in Sanità, Formazione e Inclusione Sociale. Le aziende sono in prima linea nel produrre innovazione sociale a fianco delle famiglie e dei territori in cui operano, intercettando i bisogni emergenti, come dimostrano le migliori iniziative sociali delle realtà presenti in questa edizione”.
Quest’anno hanno partecipato a Welfare Index PMI oltre 6.500 imprese – triplicate rispetto alla prima edizione – di tutti i settori produttivi, di tutte le dimensioni e provenienti da tutta Italia. L’iniziativa è promossa da Generali Italia con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con la partecipazione delle principali Confederazioni italiane: Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato, Confprofessioni e Confcommercio.
I risultati di Welfare Index PMI sono stati illustrati oggi a Roma alla presenza di: Marina Elvira Calderone, Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali; Giancarlo Fancel, Country Manager & Ceo Generali Italia; Massimo Monacelli, General Manager di Generali Italia; Giulio Natalizia, Vice Presidente dei Giovani Imprenditori con delega allo sviluppo dei territori di Confindustria; Sandro Gambuzza, Vice Presidente di Confagricoltura; Fabio Menicacci, Presidente Welfare Insieme di Confartigianato; Marco Natali, Componente di Giunta di Confprofessioni e Presidente di Fondoprofessioni; Marco Abatecola, Responsabile Settore Welfare Pubblico e Privato di Confcommercio – Imprese per l’Italia; Barbara Lucini, Responsabile Country Corporate Social Responsibility di Generali Italia; Enea Dallaglio, Partner Innovation Team – Gruppo Cerved.
Le PMI con il welfare più elevato generano un maggiore impatto sociale su persone e comunità
Le PMI con welfare più evoluto ottengono un maggiore impatto sociale sui propri stakeholder: lavoratori e loro famiglie, fornitori, clienti e comunità. Inoltre, contribuiscono molto di più della media alla crescita dell’occupazione di donne e giovani.
Le imprese che concepiscono il welfare come leva strategica di sviluppo sostenibile sono raddoppiate, da 6,4% del 2016 a 14,1% del 2022. Ben l’87,5% di queste aziende genera un impatto sociale di livello elevato, contro una media generale del 38%. Per le PMI ad uno stadio iniziale di sviluppo del welfare aziendale tale percentuale si ferma al 6%.
Delle dieci aree del welfare aziendale, quelle dove le imprese sono più impegnate sono: Sicurezza e condizioni lavorative (74% delle PMI con livello alto e molto alto), Welfare di comunità (66,5%), Diritti, diversità e inclusione (47,8%) e Formazione e sviluppo del capitale umano (40,6%).
Gli ambiti di impatto sociale senza dubbio più importanti sono la promozione del lavoro e della mobilità sociale, la possibilità offerta ai giovani di raggiungere un’occupazione stabile, il sostegno ai diritti e alle pari opportunità per le donne lavoratrici.
Il welfare contribuisce all’aumento di produttività e fatturato
Uno dei contributi più interessanti del rapporto Welfare Index PMI è l’analisi dinamica della correlazione degli indici di welfare con i bilanci di un campione di circa 2.600 imprese nell’arco di tre anni (2019, 2020 e 2021, realizzata in collaborazione con Cerved), un periodo segnato dalla pandemia Covid e dalla successiva ripresa, al termine del quale oggi possiamo valutare il contributo dato dal welfare aziendale alla resilienza del sistema produttivo. Le imprese con un welfare più evoluto ottengono performance di produttività decisamente superiori alla media, crescono molto più velocemente nei risultati economici e nell’occupazione. Nel 2021 l’utile sul fatturato delle aziende con livello di welfare molto alto è stato doppio rispetto a quello delle aziende a livello base: 6,7% contro 3,7%. E altrettanto grande è risultato il divario nel MOL (Margine Operativo Lordo) pro capite che misura la produttività per singolo addetto. Tra le imprese con livello molto alto di welfare aziendale l’indice di produttività MOL / fatturato è cresciuto da 9,4% nel 2019 a 11% nel 2021, rispetto a un incremento dello 0,2% tra le imprese ad un livello base di welfare. Anche gli indici di redditività seguono la stessa dinamica.
Il welfare aziendale strumento di resilienza
Per la prima volta l’analisi dimostra che il welfare aziendale è un fattore di resilienza. Lo studio, infatti, approfondisce anche la correlazione tra livelli di welfare aziendale e i risultati economici per cluster omogenei di imprese per impatto della crisi (2020) e intensità della ripresa (2021). In ognuno di questi cluster, le PMI con un welfare più evoluto hanno tenuto meglio nella pandemia e dimostrato maggiore slancio nella ripresa. Ad esempio, nel gruppo di imprese appartenenti ai settori economici più colpiti dalla crisi, il Margine Operativo Lordo per addetto nel periodo 2019-2021 è cresciuto del 50,5% tra le PMI con livello elevato di welfare, mentre è diminuito del 15% tra quelle con livello base. Allo stesso modo, l’indice di redditività (utile / fatturato) è cresciuto di 2 punti percentuali tra le prime e di 0,4 p.p. tra le seconde.
Presentato il Position Paper “Il contributo del welfare aziendale al rinnovamento del welfare italiano”
Nell’occasione, è stato presentato per la prima volta il Position Paper firmato dagli esperti del Comitato Guida Welfare Index PMI intitolato “Il contributo del welfare aziendale al rinnovamento del welfare italiano”. Le iniziative delle imprese, se adeguatamente sostenute, possono crescere ulteriormente nell’interesse stesso delle PMI. La spesa totale del welfare pubblico e privato italiano nel 2021 ammonta a 785 miliardi. L’80% di questo flusso, 627 miliardi, è a carico dello Stato. Una quota molto rilevante, 136,6 miliardi (pari al 17,4% del totale), è a carico diretto delle famiglie: in media 5.300 euro per famiglia. Una terza quota, molto più piccola, è quella del welfare aziendale e collettivo: 21,2 miliardi, 2,7% del totale.
Dal Paper emerge che il welfare aziendale può rappresentare uno strumento decisivo attraverso il quale investire maggiori risorse in settori chiave e di grande importanza nei progetti del PNRR: sanità, formazione, inclusione sociale. Oggi il welfare aziendale, infatti, non è più solo un settore complementare del welfare pubblico, ma è diventato anche un fattore di innovazione dei sistemi tradizionali, in grado di generare nuovi modelli di servizio e accelerare la transizione verso modelli di sviluppo sostenibili.
Le imprese sono vicine alle famiglie e sono in grado di interpretarne i bisogni e fornire risposte dirette ed immediate. Il welfare aziendale, aprendosi al territorio, può costituire la base di un nuovo welfare di comunità.
Emerge inoltre che il welfare aziendale delle imprese si trova a fare i conti con diversi fattori: in primo luogo la frammentazione e la dimensione molto piccola della maggior parte delle aziende; in secondo luogo la necessità di introdurre competenze specialistiche e di relazioni con i sistemi di servizio.
Su queste premesse, secondo il Paper, l’esperienza del welfare aziendale potrà espandersi e dare un contributo rilevante al rinnovamento generale dei sistemi di welfare se le istituzioni pubbliche attiveranno partnership a tutti i livelli con le imprese, aiutandole a mettersi in rete e a costruire progetti condivisi con le altre aziende del territorio, con le strutture della sanità, dell’assistenza e dell’istruzione, con le organizzazioni del terzo settore.
Giulio Natalizia, Vice Presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria con delega allo sviluppo dei territori, ha dichiarato: “Siamo fermamente convinti che il welfare aziendale sia una delle leve strategiche del Paese per rispondere ai nuovi bisogni sociali in materia di assistenza sanitaria, previdenza, istruzione, formazione e conciliazione dei tempi di vita-lavoro. Le imprese stanno riconoscendo sempre più la centralità del capitale umano facendo, proprio del welfare, uno strumento di crescita dell’impresa. Strumento che incide positivamente sulla competitività delle aziende virtuose che, favorendo la creazione di una migliore occupazione, contribuiscono ad aumentare la ricchezza e lo sviluppo dei territori”.
Sandro Gambuzza, Vice Presidente di Confagricoltura, ha dichiarato: “Confagricoltura è orgogliosa di partecipare in prima linea anche quest’anno all’iniziativa di Generali Italia. Mai, infatti, come in questo delicato periodo storico il welfare aziendale è importante. L’incertezza legata dapprima alla pandemia e ora al conflitto russo-ucraino, ma soprattutto il caro energia e l’aumento dei costi di produzione gravano pesantemente sul bilancio delle famiglie. Dare loro sostegno attraverso il welfare aziendale è quindi fondamentale. Confagricoltura è da tempo impegnata con le sue imprese all’attenzione per le persone, consapevole del ruolo determinante che le aziende, grazie anche allo stretto legame con il territorio e la popolazione, possono giocare nel supportare i propri dipendenti e le loro famiglie”.
Fabio Menicacci, Presidente Welfare Insieme Confartigianato, ha dichiarato: “La cultura del welfare aziendale è un ‘patrimonio’ storico di Confartigianato ed è sempre più diffusa tra gli artigiani e i piccoli imprenditori. Siamo convinti che il benessere in azienda conviene a tutti. Per questo Confartigianato ha promosso WelFare Insieme, impresa sociale costituita nel 2018 per offrire agli imprenditori e ai loro dipendenti, alle persone, alle famiglie e alle comunità servizi di welfare strutturati, permanenti, collegati ai bisogni dei territori. Il nostro impegno consiste nel soddisfare le molteplici e differenti esigenze delle persone e delle imprese con l’obiettivo di creare le indispensabili condizioni per uno sviluppo sociale ed economico equilibrato e sostenibile”.
Gaetano Stella, Presidente di Confprofessioni, ha dichiarato: “Anno dopo anno il welfare si sta dimostrando una leva strategica fondamentale per la crescita sostenibile degli studi professionali. Lo dimostra la nuova edizione del Welfare Index Pmi 2022, promosso da Generali, che si conferma ancora una volta il principale strumento di riferimento della cultura del welfare aziendale e della sostenibilità in Italia. Dal nostro punto di vista, possiamo osservare come il welfare contrattuale sia entrato a pieno titolo nella gestione organizzativa degli studi professionali, favorendo la cultura del benessere e una maggior produttività. In una fase economica estremamente difficile per il settore libero-professionale, sono aumentati gli investimenti nell’assistenza sanitaria e nella formazione del capitale umano, confermando quindi il senso di responsabilità e la consapevolezza dei professionisti – datori di lavoro verso modelli di sviluppo innovativi e sempre più inclusivi”.
Marco Abatecola, Responsabile Settore Welfare Pubblico e Privato di Confcommercio, ha dichiarato: “Il welfare, in questi anni difficili, ha rappresentato una chiave importante per interpretare in modo efficace i nuovi bisogni di imprese e lavoratori. Diffondere quindi una maggiore consapevolezza degli strumenti di welfare messi a disposizione dal nostro sistema, continua a rappresentare per Confcommercio una priorità alla quale vengono dedicate importanti iniziative, sempre con l’obiettivo di dare una risposta più efficiente alle esigenze delle nostre imprese ed ai profondi cambiamenti del contesto lavorativo ed economico. Il welfare, così, non è semplicemente una politica retributiva, ma può essere una leva strategica per incrementare la resilienza, la competitività e le performance aziendali, anche migliorando il benessere dei dipendenti destinatari sia degli strumenti contrattuali che delle sempre più numerose azioni di welfare aziendale nate in questi anni”.
121 imprese Welfare Champion
Durante l’Evento, che si è svolto al Palazzo della Cancelleria, è stato assegnato a 121 imprese Welfare Champion il massimo rating 5W (erano 22 nel 2017) che indica il presidio e l’innovazione in tutte le aree di welfare.
WWWWW – Welfare ChampionWWWW – Welfare LeaderWWW – Welfare PromoterWW – Welfare SupporterW – Welfare Accredited
Storie straordinarie di imprese che si sono impegnate su temi rilevanti per il Paese. Si tratta di realtà che hanno messo in atto numerose iniziative in diversi ambiti del welfare aziendale, dimostrando capacità gestionali e impegno economico-organizzativo elevati, contribuendo a generare impatti sociali significativi sulle comunità interne ed esterne ad esse.
Abici Onlus Società Cooperativa Sociale – Palermo, Sicilia
AEPI INDUSTRIE Srl – Bologna, Emilia Romagna
Agrimad Srl – Cosenza, Calabria
Air Service Srl – Treviso, Veneto
aizoOn Consulting Srl – Torino, Piemonte
Amag Spa – Alessandria, Piemonte
Andriani Spa – Bari, Puglia
AOC Italia Srl – Bergamo, Lombardia
Artigianservizi Srl – Perugia, Umbria
Azienda Tricologica Italiana Srl – Roma, Lazio
B.M.N. Salus Srl – Isernia, Molise
B+B International Srl – Treviso, Veneto
Baobab Cooperativa Sociale – Varese, Lombardia
Barone Ricasoli Spa Società Agricola – Siena, Toscana
beanTech Srl – Udine, Friuli Venezia Giulia
Bracaloni Massimo e Puddu Valeria Srl – Livorno, Toscana
Brovedani Group Spa – Treviso, Veneto
Bureau Veritas Italia SpA – Milano, Lombardia
C.B.M. Srl Società Agricola – Ancona, Marche
Castel Srl – Milano, Lombardia
CEPI Spa – Forlì-Cesena, Emilia Romagna
ChemService Srl Controlli e Ricerche – Milano, Lombardia
Cicli Lombardo Spa – Trapani, Sicilia
Co.Mac. Srl – Bergamo, Lombardia
Confartigianato Imprese Bergamo – Bergamo, Lombardia
Connecthub Srl – Mantova, Lombardia
Consorzio Solidarietà Sociale Forlì-Cesena – Forlì-Cesena, Emilia Romagna
Dadina Srl – Bologna, Emilia Romagna
DAL BEN Spa – Venezia, Veneto
Dopo Di Noi Società Cooperativa Sociale – Udine, Friuli Venezia Giulia
Ecorott Srl – Bolzano, Trentino Alto Adige
Eicon Srl – Torino, Piemonte
Eisai Srl – Milano, Lombardia
Elettronica Spa – Roma, Lazio
Elisa Scardeoni – Consulente del Lavoro – Brescia, Lombardia
Enrico Cantù Assicurazioni Srl – Varese, Lombardia
Ergon Stp Srl – Trieste, Friuli Venezia Giulia
Europea Microfusioni Aerospaziali Spa – Avellino, Campania
Faccin Gonzo & Partners – Vicenza, Veneto
Fairmat Srl – Verona, Veneto
Farco Group – Brescia, Lombardia
Fattoria Solidale del Circeo – Latina, Lazio
Ferri Engineering Costruzioni Meccaniche Srl – Modena, Emilia Romagna
Furfaro Luca – Studio Professionale – Torino, Piemonte
Galvanica Sata Srl – Brescia, Lombardia
Gianni & Origoni – Roma, Lazio
Grenke Locazione Srl – Milano, Lombardia
Gruppo Società Gas Rimini Spa – Rimini, Emilia Romagna
Il Tetto Casal Fattoria Cooperativa Sociale – Roma, Lazio
Illumia Spa – Bologna, Emilia Romagna
Image Line Srl – Roma, Lazio
Inel Elettronica Srl – Vicenza, Veneto
Integrazione Lavoro Società Cooperativa Sociale – Ferrara, Emilia Romagna
Intercos Europe Spa – Monza e della Brianza, Lombardia
IRSAP Spa – Rovigo, Veneto
Karrell Srl – Bolzano, Trentino Alto Adige
La Dua Valadda Società Cooperativa Sociale – Torino, Piemonte
La Grande Casa Società Cooperativa Sociale Onlus – Milano, Lombardia
La Nuvola Società Cooperativa Sociale Impresa Sociale Onlus – Brescia, Lombardia
LabAnalysis Srl – Pavia, Lombardia
Laboratoires Expanscience Italia Srl – Mustela – Milano, Lombardia
Lizard Srl – Trento, Trentino Alto Adige
Lo Scrigno Società Cooperativa Sociale Onlus – Milano, Lombardia
Lombardini – Kohler Engines – Reggio Emilia, Emilia Romagna
Madonna dell’Uliveto Società Cooperativa Sociale – Reggio Emilia, Emilia Romagna
Maps Spa – Parma, Emilia Romagna
MarmoinoX Srl – Asti, Piemonte
MASMEC Spa – Bari, Puglia
Master Srl – Bari, Puglia
Mely’s Maglieria srl – Arezzo, Toscana
Metal.B. Srl – Vicenza, Veneto
Minifaber Spa – Bergamo, Lombardia
Monini Spa – Perugia, Umbria
Natura Iblea Srl – Paniere Bio – Ragusa, Sicilia
Nordauto Spa – Treviso, Veneto
OMB Saleri Spa Società Benefit – Brescia, Lombardia
Omet Srl – Lecco, Lombardia
Openjobmetis Spa – Milano, Lombardia
Operari Srl Società Benefit – Milano, Lombardia
Pallotta Srl – Terni, Umbria
Paolo Babini Cooperativa di Solidarietà Sociale – Forlì-Cesena, Emilia Romagna
Paolo Trilli, Iascone, Merelli, Papini & C. Sas – Firenze, Toscana
Performance In Lighting Spa – Verona, Veneto
Pineta Grande Spa – Caserta, Campania
Planetek Italia Srl Società Benefit – Bari, Puglia
Portolano Cavallo Studio Legale – Roma, Lazio
Progesto Srl Società Benefit – Vicenza, Veneto
Progetto Emmaus Onlus Cooperativa Sociale – Cuneo, Piemonte
Redimec Snc – Milano, Lombardia
Riello Spa – Verona, Veneto
ROMEC Snc – Brescia, Lombardia
ROVAGNATI Spa – Monza e della Brianza, Lombardia
Rubinetterie Bresciane Bonomi Spa – Brescia, Lombardia
SAVE Spa – Venezia, Trentino Alto Adige
Selle Royal Group Spa – Vicenza, Veneto
Sensor ID Srl – Campobasso, Molise
Serrature Meroni Spa – Como, Lombardia
Servizi CGN Srl Società Benefit – Pordenone, Friuli Venezia Giulia
Sidip Srl – Bergamo, Lombardia
Sis.Ter Srl – Bologna, Emilia Romagna
Skillpharma Srl – Roma, Lazio
Società Agricola Ceraudo Roberto Srl – Crotone, Calabria
Spinetti Menegaldo Cinti Snc – Padova, Veneto
Staff Spa – Mantova, Lombardia
STILL Spa – Reggio Emilia, Emilia Romagna
Studio Aversano Piermassimo – Pistoia, Toscana
Studio Ballotta, Sghirlanzoni & Associati – Bergamo, Lombardia
Studio Sila – Brescia, Lombardia
Studio Vannucchi e Associati – Prato, Toscana
Studio Zanon Consulente del Lavoro – Venezia, Veneto
Studiomartini Stp Srl – Ravenna, Emilia Romagna
Suanfarma Italia Spa – Trento, Trentino Alto Adige
System Logistics Spa – Modena, Emilia Romagna
TeaPak Srl Società Benefit – Bologna, Emilia Romagna
TEC Eurolab Srl – Modena, Emilia Romagna
Termosifonatura F.lli Gnali Srl – Brescia, Lombardia
Terrantiga OP Apicoltori Sardi – Cagliari, Sardegna
UMBRAGROUP Spa – Perugia, Umbria
Vianova Spa – Lucca, Toscana
W&H Sterilization Srl – Bergamo, Lombardia
Way2global Srl Società Benefit – Milano, Lombardia
Generali Italia è l’assicuratore più conosciuto in Italia con ?29 miliardi di premi totali e una Rete capillare di 40 mila distributori, oltre ai canali online e di bancassurance. 13 mila dipendenti, ?120 miliardi di asset under management. A Generali Italia fanno capo Alleanza Assicurazioni, Cattolica Assicurazioni, Das, Genagricola, Genertel e Genertellife, Generali Welion e Generali Jeniot.
Confagricoltura è la più antica organizzazione di rappresentanza e tutela dell’impresa agricola italiana. Si impegna per lo sviluppo delle aziende agricole e del settore primario in generale, a beneficio della collettività, dell’economia, dell’ambiente e del territorio. Favorisce l’accesso all’innovazione delle imprese, alla sostenibilità delle pratiche agricole e alla competizione delle aziende sul mercato nazionale e su quelli internazionali. La presenza di Confagricoltura nel territorio nazionale si concretizza in modo capillare attraverso le Federazioni regionali, le Unioni provinciali, gli uffici di zona e le delegazioni comunali.
Confartigianato Imprese è la più grande rete europea di rappresentanza degli interessi e di erogazione di servizi all’artigianato e alle piccole imprese. Nata nel 1946, associa 700.000 imprese appartenenti a decine di settori diversi e nelle quali convivono la tradizione di mestieri antichi e l’innovazione di attività che utilizzano tecnologie d’avanguardia. Confartigianato opera in tutta Italia con una sede nazionale a Roma e 1.201 sedi territoriali, che fanno capo a 103 Associazioni provinciali e a 21 Federazioni regionali, dove ogni giorno 10.700 persone lavorano al servizio degli artigiani e dei piccoli imprenditori.
Confprofessioni è la principale organizzazione di rappresentanza dei liberi professionisti in Italia. Attraverso l’adesione volontaria di 21 associazioni di categoria, la Confederazione italiana libere professioni riunisce un sistema economico e sociale composto da oltre 1,5 milioni di liberi professionisti, che sviluppano un comparto produttivo di 4 milioni di lavoratori che formano il 12,5% del Pil nazionale. La mission di Confprofessioni è promuovere e affermare il lavoro e la cultura professionale nella società e nell’economia, per favorire lo sviluppo e il benessere del Paese attraverso percorsi di crescita inclusivi e sostenibili nell’ambito del lavoro e dell’economia, del diritto e della giustizia, della sanità e della salute, dell’ambiente, del territorio e del patrimonio culturale italiano. Firmataria, per la parte datoriale, insieme con le controparti sindacali del comparto, del Contratto collettivo nazionale di lavoro degli studi professionali, il più rappresentativo del settore professionale nel panorama della contrattazione nazionale, Confprofessioni promuove e tutela gli interessi collettivi delle categorie professionali che si riconoscono nei valori della Confederazione.
Confcommercio-Imprese per l’Italia è la più grande rappresentanza d’impresa in Italia con oltre 700 mila imprese associate del commercio, del turismo, dei servizi, dei trasporti e logistica e delle professioni. Con il suo articolato e diffuso sistema associativo – territoriale, di categoria e di settore – Confcommercio-Imprese per l’Italia tutela e rappresenta le imprese associate nei confronti delle Istituzioni, valorizzando il ruolo del terziario di mercato che è il vero motore dell’economia nazionale. Fanno parte delle attività istituzionali della Confederazione la firma di contratti collettivi nazionali di lavoro e di accordi collettivi di categoria, la promozione di forme di assistenza tecnica alle imprese, di strumenti di previdenza complementare e assistenza sanitaria integrativa e dei Consorzi fidi per favorire l’accesso al credito, così come la promozione di strutture collegate, enti, associazioni e istituti finalizzati allo sviluppo delle imprese e dei settori rappresentati.

