(AGENPARL) - Roma, 23 Novembre 2022 - (AGENPARL) – mer 23 novembre 2022 [LOGOSSSUP.png]
Il progetto Myki, finanziato con un ERC Starting Grant, ha sviluppato un sistema di interfaccia macchina-persona radicalmente nuovo, che prevede l’impianto di piccoli magneti in grado di decodificare le intenzioni motorie e trasmettere feedback sensoriali. “Stiamo cercando un volontario che riceva in via temporanea il primo impianto al mondo con queste caratteristiche”
La nuova mano robotica della Scuola Superiore Sant’Anna è pronta per essere testata su persone con amputazione a livello del polso o dell’avambraccio
Foto disponibili su: https://we.tl/t-UjBEHz1db1 (su tutte le foto, va riportato il seguente credit: ‘picture courtesy of Prensilia’
Video con intervista a Christian Cipriani: https://youtu.be/bQ-9gcnjSuY
Le caratteristiche della mano robotica sviluppata da Myki
Il progetto Myki (acronimo di ‘Bidirectional Myokinetic Implanted Interface for Natural Control of Artificial Limbs’) ha sviluppato un sistema di interfaccia macchina-persona radicalmente nuovo, basato sui principi del campo magnetico, in grado di decodificare le intenzioni motorie e trasmettere feedback sensoriali alla persona.
“La nostra mano robotica – spiega Cipriani – è dotata di attuatori e di sensori. Gli attuatori consentono di muovere le dita della mano mentre i sensori di forza e di posizione sono utilizzati per restituire percezioni tattili all’individuo”.
Il progetto prevede l’impianto di piccoli magneti (dimensioni di qualche millimetro) a livello dei muscoli dell’avambraccio. A seguito dell’impianto, gli stimoli prodotti dalla contrazione muscolare si tradurranno in uno spostamento dei magneti che, a loro volta, attiveranno i movimenti della mano robotica.
“Attraverso questo sistema – continua Cipriani – siamo in grado di monitorare il livello di contrazione dei muscoli residui di un arto amputato durante un’azione motoria e conseguentemente di muovere il pollice, l’indice, le ultime tre dita e l’opposizione del pollice di una mano robotica. Questa combinazione di movimenti consente a chi indossa la mano di compiere le prese principali utili nella vita quotidiana”.
La mano robotica dalla Scuola Superiore Sant’Anna è stata ingegnerizzata in collaborazione con la spin off [Prensilia](https://www.prensilia.com/it/) che sta lavorando per commercializzare la protesi entro il 2023.
La sperimentazione su persona
Il progetto entra adesso nell’ultima fase, quella della sperimentazione su persona. L’interfaccia per il controllo della mano robotica sarà testata in via temporanea su persone con amputazione dell’arto superiore a livello del polso o dell’avambraccio. La sperimentazione verrà condotta presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana grazie alla collaborazione con la UO Ortopedia e Traumatologia 2 che si occuperà della procedura chirurgica per l’impianto dei magneti.
“Fino a oggi i risultati sono molto promettenti, abbiamo imparato a controllare diversi gradi di libertà di una mano robotica in laboratorio – conclude Cipriani – Adesso siamo entrati nella fase finale del progetto e stiamo cercando un volontario che possa aiutarci ad avanzare la scienza e la tecnologia in questo ambito”.
Per info e contatti:
Scuola Superiore Sant’Anna www.santannapisa.it
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