(AGENPARL) - Roma, 28 Ottobre 2022 - (AGENPARL) – ven 28 ottobre 2022 COMUNICATO STAMPA
IN ITALIA RISCHIO ESCLUSIONE DAL LAVORO
PER CHI HA SUBITO ICTUS O INFARTO
Ricercatrici e ricercatori italiani hanno per la prima volta misurato gli effetti economici di shock di salute: riduzione della probabilità di lavorare e perdita reddituale del 10%. La ricerca pubblicata su Labour EconomicsVENEZIA – In Italia, ictus e infarto hanno effetti a lungo termine sulla possibilità di proseguire la propria storia lavorativa e mantenere il proprio reddito. Un gruppo di ricercatori dell’Università Ca’ Foscari Venezia, Università di Torino, Università di Amsterdam e Dipartimento di Epidemiologia dell’Asl 3 di Torino hanno per la prima volta misurato questi effetti economici nel contesto italiano, riscontrando una riduzione della probabilità di lavorare del 10%, a cui si associa una corrispondente perdita reddituale. Emerge anche come le norme a difesa del lavoro possano offrire una sorta di ‘salvagente’ a chi subisce un brusco peggioramento di salute, facilitando la prosecuzione della propria storia lavorativa. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista scientifica Labour Economics.
Cosa accade dopo un ictus o un infarto? Il lavoratore può veder aumentare il proprio “costo fisso” di lavorare e essere indotto a uscire dal mercato del lavoro. Alcuni potrebbero desiderare di continuare a lavorare, ma riducendo le ore lavorate. Infine, ci sono persone che potrebbero desiderare di continuare a lavorare mantenendo lo stesso impegno orario. Dal punto di vista del datore di lavoro, le reazioni potrebbero puntare a riduzioni di orario, mancate progressioni retributive, o persino la dismissione del lavoratore. Lo studio analizza proprio le conseguenze economiche di due imprevedibili e fulminei shock di salute.
“Purtroppo gli effetti degli shock di salute sulla vita lavorativa sono permanenti – spiega Francesca Zantomio, professoressa di Economia all’Università Ca’ Foscari Venezia e coautrice dello studio – nel contesto italiano è molto difficile per chi esce dal mercato del lavoro riuscire a rientrarci in un momento successivo. Inoltre, non c’è margine di aggiustamento delle ore lavorate, margine che permetterebbe di rimanere attivi ad una parte di soggetti che invece, ad orario invariato, faticano a continuare l’impiego preesistente. Perché il part-time volontario è molto poco diffuso. Né osserviamo reazioni di transizione ad altre forme di lavoro, o altri datori di lavoro”.
A livello di reddito ci sono strumenti di protezione, come la pensione di inabilità. “Non troviamo evidenza che aumenti la probabilità di smettere di lavorare e al contempo di non ricevere alcun sussidio – spiega Irene Simonetti, ricercatrice di Economia all’Università di Amsterdam e coautrice dello studio- né troviamo evidenza che gli operai (più a rischio di perdere la propria capacità reddituale) usino in maniera opportunistica strumenti di welfare, quando dotati di capacità lavorativa residua”.
“Infine – spiega Michele Belloni, professore di Economia all’Università degli Studi di Torino e coautore dello studio – i nostri risultati evidenziano come la normativa di protezione del lavoro in vigore fino al 2012 sia riuscita a favorire l’inclusione lavorativa di chi ha subito un peggioramento di salute”.
Lo studio si basa sui dati amministrativi relativi a lavoratori italiani tra il 1990 e il 2012, a cui sono agganciati dati ospedalieri che permettono di osservare le loro eventuali ospedalizzazioni non programmate e dovute a infarto o ictus. Dal 2012 sono entrate in vigore riforme normative di alleggerimento della protezione lavorativa che, secondo i ricercatori, potrebbero aver contribuito ad esacerbare disuguaglianze reddituali e di benessere nella vita dei lavoratori italiani.
L’articolo:
Irene Simonetti, Michele Belloni, Elena Farina, Francesca Zantomio (2022) Labour Market Institutions and Long Term Adjustments to Health Shocks: Evidence from Italian Administrative Records, Labour Economics (2022), doi: https://doi.org/10.1016/j.labeco.2022.102277Università Ca’ Foscari Venezia
Trending
- CS Maria Cristina Dargento nuovo assessore del Comune di Pomezia con deleghe alla Tutela del Territorio – Verde Pubblico – Parchi e Giardini – Aree Protette – Tutela e Qualità delle Acque – Tutela degli Animali – Canile Sanitario
- Comunicato Stampa 1740/2026 Ruzza: “Sulla Bologna-Brennero entra in servizio il primo dei nuovi treni a due piani: il Veneto rinnova la flotta e rafforza la mobilità interregionale
- Polizia penitenziaria. Russo e Bocchi (fdi): “a Parma 11 nuovi agenti. Grazie al lavoro del sottosegretario Balboni
- Lavori e sicurezza stradale: al via dal 5 ottobre interventi in un tratto di via Fiorentina
- Polizia di Prossimità: fermato un automobilista con patente non convertita e privo di assicurazione
- Campo largo. Piccolotti (Avs): Si apra subito il tavolo del programma, sono mesi che lo chiediamo. Non è questione di pesi ma di proposte giuste
- CS – TROFEO CONI 2026: GINOSA E MARINA DI GINOSA OSPITANO ORIENTEERING, BEACH HANDBALL E NUOTO PINNATO
- Petrolio in calo: l’Europa libera le scorte di gasolio e Brent e WTI perdono oltre 2 dollari
- NOMINATO IL NUOVO CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DI SOGIN STEFANO GRASSI PRESIDENTE E LODOVICO MAZZOLIN DESIGNATO AD
- NK presenta il nuovo ibrido di mais NK 829 VIPTERA3 e porta genetica e gestione digitale al CIM 2026
