(AGENPARL) - Roma, 18 Marzo 2021 - (AGENPARL) – Milano, 18 marzo 2021 –
Le inchieste del Rapporto Centro del Sole 24 Ore in edicola venerdì 19 marzo in Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Umbria, Molise e Abruzzo
- Il vaccino ReiThera pronto a settembre. lppolito, Spallanzani: «Avviata la fase 2».
- Il Lazio calamita per le multinazionali, qui Il 9% delle unità locali delle imprese multinazionali presenti in Italia (9.000 su 103.000)
- Intervista esclusiva al presidente Bonaccini: «In Emilia la data valley europea, qui il 20% della capacità di calcolo». «In regione l’80% della capacità di calcolo italiana»
Il prossimo numero del Rapporto Centro in edicola con il Sole 24 Ore venerdì 19 marzo in Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Marche, Umbria, Molise e Abruzzo dedica un ampio focus all’Istituto Nazionale di Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani, leader in Italia nella ricerca scientifica su virus e non solo che, insieme all’azienda di Castel Romano, sta dando vita al vaccino ReiThera, un successo tutto italiano, spiega il Rapporto Centro. «Serve una produzione nazionale, un progetto Ue per gestire rischi futuri e più risorse. Il vaccino ReiThera pronto a settembre. Avviata la fase 2». A parlare è Giuseppe Ippolito, direttore scientifico dello Spallanzani che all’inserto del Sole 24 Ore racconta della corsa contro il tempo del vaccino ReiThera per produrre 100 milioni di dosi all’anno, mentre nei laboratori dell’istituto che dirige si lavora anche ad un vaccino con l’azienda Takis, di Castel Romano, che ha appena avviato la sperimentazione sull’uomo. «Il percorso si chiuderà verso la fine dell’estate, se tutto va bene». Inoltre, lo Spallanzani sta anche affiancando la Regione nella valutazione di alcuni vaccini che potrebbero essere prodotti nel Lazio come lo Sputnik, su cui nei giorni scorsi c’è stato un incontro preliminare. 81 sono i milioni per la fase 2 stanziati da Invitalia che ha acquisito il 30% del capitale dell’azienda ReiThera che insieme allo Spallanzani lavora al vaccino, spiega il Rapporto Centro di venerdì 19 marzo.
«Lazio, multinazionali in pista per il post Covid». Il Lazio è un grande mercato con un elevato capitale umano tanto che, svela il Rapporto Centro di venerdì 19 marzo, le aziende a controllo estero offrono opportunità di crescita anche ai giovani. Al peso che le multinazionali hanno sul mercato del lavoro nel Lazio l’inserto del Sole 24 Ore dedica un’ampia inchiesta. Nella regione sono presenti il 9% delle unità locali delle imprese multinazionali presenti in Italia (9.000 su 103.000). Il 10% degli addetti delle multinazionali presenti in Italia (303.400 addetti nel Lazio). Il 13% del valore aggiunto generato dalle multinazionali presenti in Italia (37 miliardi di euro nel Lazio.
Sul Rapporto Centro del Sole 24 Ore di venerdì 19 marzo focus sulla data valley emiliana con un’intervista esclusiva al presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini: «In Emilia la data valley europea, qui il 20% della capacità di calcolo, l’80% di quella italiana. Il Tecnopolo bolognese sarà traino per lo sviluppo dell’Italia. Dal colosso cinese Faw un miliardo sull’auto elettrica. Polo del packaging pronto per il vaccino. Bisogna che l’Italia si organizzi per produrre dosi in proprio, noi qui in Emilia abbiamo il distretto nazionale del packaging che si sta attrezzando per dimezzare i tempi di costruzione delle linee di riempimento e confezionamento e abbiamo anche i bioreattori nel sito della fallita Bio-on». Bonaccini non incespica quando lo si provoca sul perché la via Emilia, modello di eccellenza sanitaria e locomotiva economica del Paese, si ritrova oggi a fare i conti con contagi record, un crescente scontento sociale e un tessuto produttivo che ha perso più punti di Pil della media nazionale: «Di fronte al correre del virus – sottolinea – la risposta della nostra sanità è stata eccezionale, vere emergenze ospedaliere qui non ce ne sono state e il nostro credo nell’universalismo della cura oggi è diventato patrimonio comune. Non ringrazierò mai abbastanza il nostro personale medico e sanitario. Ciò non toglie che dobbiamo investire di più sulla medicina di territorio, domiciliare e sulla telemedicina. Tecnologie e formazione sono asset strategici». In questa intervista esclusiva al Sole 24 Ore Bonaccini racconta anche i progetti della regione. «Oggi in Emilia Romagna – spiega – tra le infrastrutture di supercalcolo presenti tra Cineca e centri ricerca, e ora con la partenza a Bologna del data center del Centro meteo europeo e l’arrivo del supercomputer Leonardo, concentriamo l’80% della capacità di calcolo del Paese e il 20% di quella europea. Il Tecnopolo bolognese diventerà uno strumento potentissimo non solo per lo sviluppo dell’Italia e del bacino mediterraneo ma per creare qui migliaia di posti di lavoro ad altissima altissima qualificazione».
Nuove strategie. Per quel che riguarda il settore agroalimentare, il Rapporto Centro fa luce sui vini marchigiani, per i quali il consorzio di tutela pensa ad un hub digitale per conquistare i mercati esteri. Sono 652 – si legge sul Rapporto – le cantine marchigiane associate all’Istituto regionale di tutela. Al loro attivo hanno 20 denominazioni di origine di cui cinque Docg, nel 2020 hanno prodotto circa 900mila ettolitri di vino per un giro d’affari di 160 milioni di euro. I vigneti del consorzio si sviluppano su 17mila ettari con una produzione di bottiglie che colloca le Marche al decimo posto tra le regioni italiane.
Infine il Rapporto Centro fa luce anche sul settore del turismo con un focus su quello alberghiero che è stato uno dei primi a essere duramente colpito dalla crisi ma adesso è anche fra i primi a preparare la sua ripresa. Secondo un recente studio di PKF hotelexperts, sono già 100 i nuovi hotel in arrivo nel 2021 in Italia. E la maggior parte di essi sono del segmento più alto, il più resiliente alla crisi. Proprio lo scorso anno Six Senses Hotels Resorts Spas – marchio del gruppo statunitense Ihg (2 miliardi di dollari di giro d’affari nel 2019), già presente in 21 Paesi con 18 hotel e resort e con altri 27 in cantiere – ha annunciato il suo arrivo in Italia, nell’ambito di un ambizioso piano di aperture stilato per i prossimi due-tre anni. Un debutto che si concentrerà nel Centro Italia, a Roma e in Umbria.