(AGENPARL) - Roma, 6 Settembre 2022 - (AGENPARL) – mar 06 settembre 2022 “Altro che abolizione del 41 bis o cosiddetto “affievolimento” del carcere duro. Dopo la maxi operazione dei carabinieri del Ros e del comando provinciale di Trapani contro l’area grigia dei presunti favoreggiatori del superlatitante Matteo Messina Denaro e quella che sempre oggi ha consentito l’azzeramento del clan, con al vertice Davide Flachi, il figlio dello storico esponente della ‘ndrangheta Pepè Flachi, le carceri, già in una situazione di grave emergenza, si trovano a fronteggiare i nuovi ingressi di detenuti pericolosi”. A sostenerlo è Aldo Di Giacomo, segretario generale del S.PP. che per tre settimane è stato impegnato in sciopero della fame ed in un tour tra le carceri per rivendicare misure urgenti.
“Non deve sfuggire né essere sottovalutata, in contemporanea con gli arresti di oggi, la dichiarazione, nell’inchiesta “Reset”, del pentito calabrese sui “battesimi di ‘ndrangheta” avvenuti e che continuano ad avvenire in cella. È la riprova – continua Di Giacomo – che per i vertici dei clan le carceri continuano ad essere il luogo privilegiato di proselitismo e per organizzare i traffici fuori con la leva del comando saldamente nelle mani dei boss che la esercitano, comodamente, anche via telefono. In questa campagna elettorale vorremmo sentire proposte di riforma del sistema penitenziario che tengano conto di questa realtà.
“Chiediamo – aggiunge Di Giacomo – la stessa attenzione che i partiti manifestano sul problema caro-bollette energetiche, sino a proporre di “sospendere” la campagna per occuparsene, perché ci sono azioni, misure, provvedimenti che si possono e si devono attuare subito, prima dell’elezione del nuovo Parlamento e la nomina del nuovo Governo. Più passa tempo e più l’illegalità si diffonde. I segnali della crescente tensione sociale – aggiunge Di Giacomo – sono facilmente interpretabili con il rischio di ripetere quanto accaduto con le rivolte nella primavera del 2020.
Da servitori dello Stato l’impegno del personale penitenziario è rivolto a far rispettare la legalità e a contrastare a mafia e criminalità che, a nostro parere, deve svolgersi a partire dalle carceri. Ma in queste condizioni non siamo in grado di poterlo fare”.
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