(AGENPARL) - Roma, 29 Agosto 2022 - (AGENPARL) – lun 29 agosto 2022 AGLI ORGANI DELL’INFORMAZIONE
LORO SEDI
Lecce, 29 agosto 2022
Prot. n. 355/MRP
COMUNICATO STAMPA
CONFINDUSTRIA LECCE: L’ESORBITANTE CARO ENERGIA METTE A RISCHIO LE IMPRESE, IL WELFARE E LA COESIONE SOCIALE
“Non c’è più tempo, né per le imprese né per i cittadini. Il caro energia si sta abbattendo in maniera dirompente sulle attività industriali e produttive di ogni ordine e dimensione e con maggiore forza sulle imprese energivore e sull’indotto. Le bollette energetiche nel giro di pochi mesi passeranno da 15 mila a 150 mila euro e il costo del gas in un anno si è praticamente decuplicato”. Ad affermarlo è il presidente reggente di Confindustria Lecce Nicola Delle Donne che continua: “È dall’inizio dell’anno che Confindustria Lecce sta lanciando l’allarme sui rincari energetici, raccogliendo le istanze e le preoccupazioni delle imprese del territorio, ma a distanza di quasi nove mesi non c’è stato alcun intervento decisivo per frenare l’aumento dei prezzi e il conseguente incremento del divario di competitività con il resto dei paesi europei: l’Italia, infatti, è quello che maggiormente soffre della dipendenza energetica dall’estero. Siamo consapevoli del periodo delicato che stiamo attraversando, con la politica presa dalla campagna elettorale, ma non possiamo più aspettare. È il momento di intervenire con urgenza per non lasciare sole le imprese ad affrontare il nuovo anno termico. Il razionamento energetico non è più, infatti, un’ipotesi peregrina: le lancette degli orologi torneranno indietro di 50 anni, quando la sera le insegne erano spente e le domeniche si viveva rigorosamente a piedi”.
Secondo Confindustria Lecce non si tratta più di contenere gli effetti del conflitto russo-ucraino, poiché l’impennata dei costi energetici è cominciata molto prima. Oggi il nostro Paese deve fare i conti non solo con i continui ed immotivati aumenti dei costi dell’energia, ma anche con l’inflazione e con le speculazioni internazionali che mettono a rischio la tenuta stessa del sistema. È ora di avviare interventi urgenti e misure strutturali perché non possiamo attendere un altro mese. Confindustria ha elaborato una serie di proposte che possono incidere positivamente sui costi dell’energia, dando respiro alle imprese che garantiscono occupazione e sviluppo: dal tetto al prezzo del gas alla temporanea sospensione dei certificati verdi; dallo sblocco delle pratiche di nuovi impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili alla distinzione tra prezzo del gas da quello dell’elettricità; dalla riserva all’industria manifatturiera di una quota di produzione nazionale da fonti rinnovabili a costo amministrato alla riduzione del costo delle bollette anche con risorse comunitarie.
“Le imprese ormai – conclude Delle Donne – sono di fronte a un bivio: continuare a produrre in perdita a causa dei costi energetici spropositati, oppure sospendere l’attività con disastrose conseguenze sul piano occupazionale e sulla stessa tenuta sociale. Non è possibile andare avanti così, occorre dare risposte certe, chiare e in tempi brevi alle imprese che fino ad oggi sono state capaci di andare avanti, superando una emergenza pandemica (che ancora non è del tutto alle nostre spalle), contando solo sul coraggio e sulla responsabilità sociale degli imprenditori. Occorre salvaguardare l’inestimabile patrimonio di imprese di cui il Paese dispone costruendo un progetto complessivo di breve, medio e lungo periodo, all’interno del quale il Salento e la Puglia possono davvero giocare, proprio per le loro caratteristiche geomorfologiche, un ruolo chiave, da protagonista, per la produzione di energia da fonti rinnovabili (sole, mare, vento, ecc.), a vantaggio delle imprese, dei cittadini ma soprattutto del futuro dell’Italia. È una scelta di campo non più rinviabile, la priorità sono e devono essere le imprese”.
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