(AGENPARL) - Roma, 25 Luglio 2022 - Domande e risposte relative all’intervista del presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, al Tg5 che andrà in onda questa sera nel corso dell’edizione delle ore 20.00
Fango contro il suo partito. È stata a sua volta accusata di vittimismo. se questi sono i presupposti si prefigura una campagna elettorale davvero violentissima. Cosa ne pensa?
Penso che lo sarà e che non ci facciamo intimidire. E penso anche che la sinistra abbia bisogno di inventare una macchina del fango contro di noi perché non può dire niente di concreto e di vero. Noi non abbiamo bisogno di inventare una macchina del fango contro di loro perché possiamo banalmente raccontare i disastri che hanno prodotto in Italia negli ultimi 10 anni al governo
Tuttavia Letta dice che bisogna scegliere tra “noi” del Partito democratico e Meloni. Non crede che le ha fatto un regalo politico?
Non ho bisogno dei regali di Enrico Letta, né dei loro riconoscimenti. Letta fotografa la realtà quando dice che bisognerà scegliere tra Fratelli d’Italia e il Pd: sono i due principali partiti che si confronteranno in queste elezioni in un sistema che potrebbe tornare bipolare. Considero questa una buona notizia perché nel bipolarismo si confrontano identità: centrodestra contro centrosinistra, progressisti contro conservatori. Questo è lo scontro e gli italiani sceglieranno da che parte stare.
La coalizione di centrodestra tornerà a riunirsi a brevissimo per parlare di liste, di programmi e di tutto il resto, compreso anche il nodo della premiership. Crede sarà difficile mettervi d’accordo?
Se non dovessimo riuscire a metterci d’accordo su questo, non avrebbe senso andare al governo insieme. Confido che si vorranno confermare, anche per ragioni di tempo, regole che nel centrodestra hanno sempre funzionato, che noi abbiamo sempre rispettato e che non si capisce per quale ragione dovrebbero cambiare oggi.
Tre punti qualificanti del programma
C’è il tema dell’assetto istituzionale italiano e di una riforma in senso presidenziale: dal presidenzialismo e da un rapporto diretto tra governo e cittadini dipende anche la possibilità di fare tutte le altre grandi riforme. Poi ci sono i temi economici: sostegno all’economia reale, a chi vuole lavorare, alle aziende che assumono. Chi in questa Nazione vuole fare non deve essere disturbato dallo Stato. E c’è ovviamente tutto il tema sociale che va dagli anziani, ai giovani, ai nuovi poveri. Ormai non esiste più un ceto medio e una forza sociale come la nostra non può fingere di non vedere.