(AGENPARL) - Roma, 8 Aprile 2026 - Al Monastero dei Benedettini di Catania, il bilancio finale dopo 4 anni di attività
SAMOTHRACE CHIUDE E RILANCIA: IN ARRIVO “HE-LIX” E “QUANTAS”
NUOVI PROGETTI FINANZIATI CON 40 MILIONI DI EURO
Il progetto chiude con 2.000 ricercatori, 100 prototipi, 70 brevetti: la Fondazione guarda già al futuro
Catania – Oltre 2.000 ricercatori coinvolti, di cui 300 giovani e il 45% donne. Più di 100 prototipi sperimentali sviluppati, 5 spin-off avviati, 70 brevetti depositati e 600 pubblicazioni scientifiche. Sono questi i numeri che raccontano la conclusione del progetto SAMOTHRACE – Sicilian Micro and Nano Technology Research and Innovation Center – dopo quattro anni di attività. Un bilancio significativo presentato oggi a Catania, mercoledì 8 aprile, nell’aula S. Mazzarino del Monastero dei Benedettini, in occasione dell’evento finale che ha riunito istituzioni, mondo accademico e imprese. Ma lo sguardo è già rivolto al futuro: sono infatti due i nuovi progetti già approvati e finanziati, per un valore complessivo di 40 milioni di euro. «La Fondazione Samothrace è capofila di due cordate da 20 milioni di euro, che coinvolgono non solo la Sicilia ma il territorio nazionale, con la collaborazione di hub di Roma e Milano – ha dichiarato il presidente della Fondazione Samothrace Salvatore Baglio – Il primo progetto si chiama “He-lix” e si occuperà di mettere a terra la filiera che, attraverso le micro e nanotecnologie e i dispositivi, va dalla valorizzazione e dalla fruizione dei beni culturali fino al turismo; il secondo è denominato “Quantas” e utilizzerà le tecnologie quantistiche sui dispositivi microelettronici per aumentare sensibilità e selettività nell’ambito dell’agricoltura, dell’ambiente e dell’energia».
Un risultato reso possibile anche dal quadro normativo nazionale, grazie al decreto ministeriale n. 307 del 18 marzo 2025 emanato dal MUR, che prevede azioni di proseguimento per gli HUB PNRR invitandoli a fare squadra, come ha fatto Samothrace, esempio concreto di come la ricerca si trasformi in soluzione, come evidenziato anche da Fabrizio Cobis del ministero dell’Università e della Ricerca, durante l’evento. Per l’Università di Catania, il progetto rappresenta una conferma del ruolo strategico dell’Ateneo. «Samothrace – ha dichiarato il rettore Enrico Foti – ha dimostrato che il nostro Ateneo è già oggi al centro di un ecosistema di innovazione capace di generare ricerca, brevetti e collaborazione tra università, imprese e istituzioni. La sfida, ora, è trasformare questi risultati in un modello stabile e duraturo, capace di produrre lavoro qualificato e nuove opportunità sul territorio. L’Università di Catania intende consolidarsi come un vero polo di ricerca e sviluppo, capace di attrarre tutti gli attori dell’innovazione e di mettere a sistema competenze, investimenti e progettualità». Presente anche il sindaco Enrico Trantino, che ha sottolineato l’impatto sul territorio: «Catania, tra le realtà urbane italiane con la più alta incidenza di auto private, rappresenta un caso emblematico di congestione strutturale e pressione sul sistema della mobilità. In questo contesto, il lavoro sviluppato all’interno del pillar dedicato alla mobilità sostenibile si è rivelato strategico, consentendo di attivare un confronto concreto con l’Università per soluzioni intelligenti, integrate e orientate al futuro».
Momento centrale della mattinata è stata la tavola rotonda “La voce agli Spoke”, moderata dal giornalista Massimo Cerofolini, occasione di confronto tra i protagonisti dei diversi ambiti progettuali.
