(AGENPARL) - Roma, 8 Aprile 2026 - Lo Spazio 5, nel cuore del quartiere Prati, ospiterà venerdì 10 aprile alle 18 un incontro pubblico dedicato al lavoro e allo sguardo di Luciano del Castillo. Una delle firme più autorevoli della fotografia di cronaca e d’inchiesta, del Castillo dialogherà con il giornalista e inviato Alfredo Macchi in un appuntamento nato da un’idea di Maurizio Riccardi, presidente dell’Associazione Identità Fotografiche.
La serata si preannuncia come un viaggio immersivo nella memoria collettiva degli ultimi decenni: non una semplice esposizione, ma un confronto serrato tra immagine e parola, tra realtà e interpretazione critica. A fare da filo conduttore saranno le parole dello stesso del Castillo: «Per guardare bastano gli occhi, per vedere serve anche il cuore».
Il progetto “Nero su bianco”
Durante la serata verrà presentata e proiettata “Nero su bianco”, un’opera monumentale che raccoglie oltre quarant’anni di carriera, dal 1980 fino al 2026. Questa collezione non è solo un archivio visivo, ma un racconto coerente che attraversa le pieghe della storia contemporanea. Attraverso il bianco e nero e il colore, Del Castillo documenta le trasformazioni del mondo, offrendo uno sguardo diretto e partecipato su eventi che hanno cambiato il corso della nostra società.
Il percorso espositivo allestito in sala accompagnerà la proiezione, invitando i visitatori a una riflessione profonda. La fotografia, nella visione di Del Castillo, non è un mezzo per cambiare staticamente la realtà, ma uno strumento per interrogarla, per scuotere le coscienze e spingere chi osserva a prendere una posizione consapevole di fronte ai fatti del mondo.
Un viaggio tra le grandi crisi del Novecento e del nuovo millennio
Il racconto di Luciano del Castillo ripercorrerà tappe fondamentali e spesso drammatiche. Si partirà dagli anni bui della cronaca di mafia a Palermo, vissuti in prima linea per il quotidiano L’Ora, per poi spostarsi verso scenari internazionali:
La caduta del muro e dell’Est Europa: Le trasformazioni epocali seguite alla fine della Cortina di ferro.
Il terremoto di Tangentopoli: Gli scatti che hanno immortalato la fine della Prima Repubblica in Italia.
L’era post-11 settembre: Un’analisi visiva dei conflitti globali e delle aree di crisi più calde del pianeta.
America Latina e Cuba: Uno sguardo finale, intimo e sociale, su una terra ricca di contraddizioni e speranze.
La Mostra e l’Impegno Civile
L’incontro rappresenta un’occasione unica per riflettere sul ruolo del fotogiornalista oggi: un testimone necessario che, con coraggio e sensibilità, trasforma la cronaca in memoria storica e coscienza civile. La mostra, curata da Maurizio Riccardi, resterà aperta al pubblico offrendo a tutti la possibilità di confrontarsi con la complessità di un mondo che sembra ripetere ciclicamente i propri errori.
