(AGENPARL) - Roma, 3 Aprile 2026 - GLI ESPERTI DEL MOHRE: L’EVALUATION REPORT SULLE SIGARETTE METTE A RISCHIO 66 MILIONI DI FUMATORI EUROPEI
(AGENPARL) – Roma, 3 Aprile 2026 –Ricercatori e esperti di salute pubblica lanciano l’allarme: la valutazione della Direttiva Tabacchi ignora decenni di evidenze scientifiche e condanna 66 milioni di europei a restare senza alternative.
Roma, 3 aprile 2026 – C’è un paradosso inquietante al cuore della politica sanitaria europea sul tabacco. La Commissione si era impegnata a fondare le proprie decisioni su prove scientifiche solide, eppure il suo stesso Report di valutazione sulla Direttiva Tabacchi (TPD), il documento appena pubblicato che orienterà le regole su vaporizzatori, bustine di nicotina, prodotti a tabacco riscaldato e aromi, sembra costruito ignorando sistematicamente quella scienza.
Secondo i principali ricercatori di sanità pubblica e gli esperti di riduzione del danno da tabacco, è un fallimento metodologico che rischia di mettere a rischio la vita dei 66 milioni di fumatori europei e 12 milioni italiani. Nonostante il lieve ma costante calo registrato negli ultimi due decenni, in Italia quasi uno su quattro (24%) tra i 18 e i 69 anni è ancora un fumatore.
Eppure le evidenze esistono: la Svezia, dove le alternative senza combustione sono disponibili da decenni, registra un tasso di fumatori quotidiani del 5,3%: quasi cinque volte inferiore alla media europea. Il risultato in termini di salute è misurabile e inequivocabile — il 39,6% in meno di morti per malattie correlate al tabacco e il 41% in meno di casi di cancro rispetto alla media UE. Una differenza così marcata che, nel dicembre 2024, il Parlamento svedese ha formalmente inserito la riduzione del danno da tabacco tra i principi della propria politica sanitaria nazionale.
La critica al rapporto è netta e documentata. Il Report copre appena dieci Paesi membri su ventisette, si appoggia prevalentemente a dati precedenti al 2017 e attinge solo il 26% della letteratura da contesti europei, senza condurre alcuna analisi sostanziale sugli esiti della riduzione del danno. Un impianto così fragile non è all’altezza delle decisioni che dovrà sostenere. La relazione dà il via all’iter legislativo per la revisione delle direttive UE sui prodotti del tabacco e sulla pubblicità del tabacco, che la Commissione si è impegnata a completare entro la fine dell’anno, attesa dal 2022.
“E’ assai riprovevole che in Europa si continuino ad ignorare ricerche pubblicate sulle più autorevoli riviste internazionali. Oramai è certo che i prodotti senza combustione supportino i forti fumatori che non riescono a smettere. Le indicazioni sono costanti e confermate nel tempo. L’ultima revisione Cochrane di pochi mesi fa esamina oltre 30 mila partecipanti ed il contributo di 104 studi di cui 61 randomizzati in trials controllati e conferma con elevata certezza l’efficacia della sigaretta elettronica nella cessazione di fumatori resistenti a smettere. E’ inaccettabile che in questa epoca le decisioni politiche prescindano dalle evidenze scientifiche e restino chiuse in dogmatiche visioni nell’ambito delle quali si confonde la prevenzione dell’inizio con il dovuto aiuto alla popolazione più fragile che fuma, si ammala e muore per effetto della tossicità da combustione. Auspico un cambio di passo ” ha dichiarato il Dottor Fabio Beatrice, Direttore Scientifico del MOHRE.
Sottolinea il Prof. Konstantinos Farsalinos, tra i principali esperti europei di dipendenze e riduzione del danno e membro del board del MOHRE: “Imporre divieti o restrizioni eccessive su questi prodotti potrebbe avere l’effetto opposto a quello desiderato: incoraggiare il traffico illegale e spingere i consumatori verso scelte ancora più dannose. Ne è un esempio il caso della Danimarca, dove il divieto degli aromi per sigarette elettroniche nel 2022 ha avuto risultati opposti a quelli attesi, portando a un aumento del consumo tra i giovani e a un uso predominante di aromi che avrebbero dovuto essere vietati. Tali restrizioni e divieti scoraggiano inoltre i fumatori dal passare a prodotti a minor rischio e potrebbero costringere gli ex fumatori a tornare alle sigarette tradizionali.”
Davanti a dati come questi, ignorare la letteratura scientifica sulla riduzione del danno non è una posizione neutrale: è una scelta con conseguenze dirette sulla salute dei fumatori europei, ai quali un eventuale inasprimento della Direttiva Tabacchi (TPD3) potrebbe sottrarre strumenti che un corpus numeroso di ricerche considera non sicuri ma meno dannosi del fumo tradizionale.
