(AGENPARL) - Roma, 2 Aprile 2026 - Le banche centrali di tutto il mondo sono tornate ad aumentare le proprie riserve auree nel mese di febbraio 2026, acquistando complessivamente 19 tonnellate d’oro. Lo evidenziano i dati diffusi dal World Gold Council (WGC), che segnalano una ripresa dopo il rallentamento registrato a gennaio.
Nonostante il recupero, il volume degli acquisti resta inferiore rispetto alla media mensile del 2025, pari a 26 tonnellate. Il dato suggerisce un ritorno della domanda istituzionale, ma ancora lontano dai livelli più sostenuti dell’anno precedente.
Nel complesso, nei primi due mesi del 2026 le banche centrali hanno acquistato 25 tonnellate d’oro, esattamente la metà rispetto alle 50 tonnellate accumulate nello stesso periodo del 2025. Un segnale che potrebbe riflettere un approccio più cauto nella gestione delle riserve, in un contesto economico globale ancora incerto.
Tra i principali acquirenti di febbraio spiccano la Polonia, con un incremento di 20 tonnellate, e l’Uzbekistan, con 8 tonnellate. Acquisti più contenuti sono stati registrati anche da Repubblica Ceca e Malesia, entrambe con 2 tonnellate aggiuntive.
Sul fronte opposto, alcune banche centrali hanno ridotto le proprie riserve. Cina e Cambogia hanno venduto 1 tonnellata ciascuna, mentre Turchia e Russia si sono distinte come venditori netti del mese, rispettivamente con 8 e 6 tonnellate.
Il report del WGC conferma come l’oro continui a rappresentare un asset strategico per le banche centrali, utilizzato sia come strumento di diversificazione sia come copertura contro le incertezze finanziarie globali.
