(AGENPARL) - Roma, 25 Marzo 2026 - “La sfida non è più solo proteggere la fragilità, ma accompagnare ogni persona nella costruzione di un progetto di vita”.
Questo principio, più volte richiamato nei comunicati di Meritocrazia Italia dedicati al tema della disabilità, rappresenta il filo conduttore attraverso il quale l’associazione legge e valuta la riforma della l. n. 104 che entrerà in vigore a partire dal 2026.
Si interviene su una legge storica, nata in un contesto profondamente diverso dall’attuale, con l’obiettivo di adeguarla alle trasformazioni sociali, lavorative e familiari intervenute nel tempo. La riforma introduce un rafforzamento degli strumenti di tutela attraverso l’estensione dei permessi, la rimodulazione dei congedi, una maggiore attenzione alla flessibilità lavorativa e il riconoscimento del ruolo centrale dei caregiver.
Sotto diversi profili, queste scelte intercettano istanze che Meritocrazia Italia ha espresso negli anni nei propri comunicati, in particolare il riconoscimento del valore sociale della cura, la necessità di rendere compatibile la tutela della fragilità con la continuità lavorativa e l’esigenza di preservare la credibilità del sistema attraverso un contrasto efficace agli abusi.
Apprezzabile è il tentativo di superare rigidità organizzative che, nel tempo, hanno finito per penalizzare sia le persone con disabilità sia le loro famiglie. Si tratta di un passo in avanti che va riconosciuto, perché segnala la consapevolezza della necessità di aggiornare il sistema delle tutele.
Allo stesso tempo, però, la riforma evidenzia alcuni limiti strutturali. L’intervento normativo continua a muoversi prevalentemente sul piano dell’ampliamento quantitativo delle misure assistenziali, senza affrontare in modo organico il tema della personalizzazione degli interventi e del collegamento tra sostegno, autonomia e partecipazione attiva alla vita sociale e lavorativa. Il rischio è che l’incremento di permessi, congedi e strumenti compensativi, se non inserito in una visione complessiva, finisca per consolidare situazioni di dipendenza anziché favorire percorsi di crescita e responsabilizzazione. Permane inoltre una forte standardizzazione nei criteri di valutazione, che fatica a cogliere la complessità delle situazioni individuali e dei diversi contesti di vita. Anche il rafforzamento dei controlli, pur condivisibile nelle finalità, rischia di tradursi in un aggravio burocratico se non accompagnato da una reale semplificazione delle procedure e da una maggiore integrazione tra i diversi livelli amministrativi.
Alla luce di queste considerazioni, Meritocrazia Italia si colloca in una posizione di continuità critica rispetto alla riforma del 2026: ne riconosce gli avanzamenti, ma ritiene necessario affiancarvi interventi correttivi e integrativi per rendere il sistema più equo, efficace e orientato al futuro. In questa prospettiva, si propone di rafforzare e, in alcuni casi, superare l’impostazione della nuova legge attraverso alcune linee di intervento chiare e comprensibili:
– passare da un sistema fondato prevalentemente su percentuali e automatismi a una valutazione più attenta alla persona, che tenga conto non solo della condizione sanitaria, ma anche delle capacità, del contesto di vita e delle possibilità concrete di autonomia;
– collegare in modo più diretto i permessi e i congedi previsti dalla l. n. 104 a percorsi volontari di formazione, riqualificazione e accompagnamento al lavoro, affinché le tutele non si traducano in un’uscita definitiva dal mercato del lavoro;
– affiancare alle misure assistenziali strumenti orientati alla costruzione di veri e propri progetti di vita, favorendo il coordinamento tra servizi sociali, sanitari, scolastici e lavorativi;
– semplificare l’accesso ai benefici, riducendo la complessità delle procedure e rendendo più chiari e coerenti i criteri economici e amministrativi richiesti alle persone con disabilità e alle loro famiglie;
– rafforzare i controlli contro gli abusi in modo equo e proporzionato, utilizzando sistemi di verifica mirati e intelligenti, senza trasformare il controllo in un ulteriore fattore di penalizzazione per chi vive condizioni di fragilità reale.
La riforma della l. n. 104 rappresenta un passo avanti, ma necessita di essere completata da un cambio di paradigma più profondo. L’obiettivo non può limitarsi alla protezione della fragilità, deve essere piuttosto quello di creare le condizioni affinché ogni persona, nel rispetto delle proprie difficoltà, possa esprimere il proprio valore e partecipare attivamente alla vita della comunità.
Stop war.
