(AGENPARL) - Roma, 23 Marzo 2026 - Agenda 2030: il Centro Italia sopra la media nazionale sugli Obiettivi sociali ed economici.
Il Rapporto Territori dell’ASviS evidenzia progressi non uniformi tra Regioni e la necessità di politiche mirate per ridurre i divari e rafforzare lo sviluppo sostenibile ambientale e istituzionale.
Le Regioni del Centro Italia registrano risultati migliori della media nazionale sugli obiettivi sociali ed economici dell’Agenda 2030, mentre permangono criticità sulle dimensioni ambientale e istituzionale. È quanto emerge dal Rapporto Territori ASviS 2025, “Obiettivi globali, soluzioni locali”, discusso oggi a Roma all’Istituto Luigi Sturzo, con un focus su Toscana, Marche, Lazio, Umbria e le relative Province e Città metropolitane. Si tratta della seconda tappa del ciclo di incontri promosso dall’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e AXA Italia allo scopo di offrire agli attori locali, pubblici e privati, dati, analisi e proposte per rafforzare la capacità dei territori di pianificare e realizzare politiche e azioni più sostenibili.
Pubblicato nel dicembre 2025, nel Rapporto si analizzano posizionamento e andamento dei territori rispetto ai 17 Obiettivi di sviluppo sostenibile (SDGs) dell’Agenda 2030 tra il 2010 e l’ultimo anno disponibile, sulla base di circa 100 indicatori statistici. Decarbonizzazione dei trasporti, dissesto idrogeologico, rigenerazione urbana, qualità dell’aria, infrastrutture verdi, politiche abitative e politiche di coesione, tra gli ambiti trattati.
“Nel Centro Italia emergono segnali contrastanti. Alcune aree mostrano buone performance su economia circolare e parità di genere ma persistono ritardi su imprese e innovazione. Queste differenze indicano uno sviluppo non omogeneo anche all’interno della stessa Regione, per questo è cruciale rafforzare politiche a lungo termine mirate a colmare i divari e accelerare su inclusione, benessere e prosperità nell’interesse delle presenti e future generazioni“, ha sottolineato il direttore scientifico dell’ASviS, Enrico Giovannini.
Nello specifico, in relazione ai Goal dell’Agenda 2030, per il Centro Italia si evidenziano dunque progressi significativi su parità di genere (Goal 5) e produzione e consumo responsabili (Goal 12), miglioramenti più contenuti su salute, istruzione, energia e lavoro, e segnali di peggioramento per obiettivi legati a povertà, acqua, disuguaglianze, ecosistemi terrestri e qualità delle istituzioni. Nel confronto con il dato nazionale, solo l’obiettivo relativo a città e comunità sostenibili (Goal 11) presenta livelli inferiori nelle Regioni del Centro, mentre numerosi Goal sociali ed economici mostrano performance migliori rispetto alla media nazionale.
“Siamo orgogliosi di essere al fianco di ASviS nella seconda tappa di un percorso ideato per condividere dati solidi, analisi comparabili e indicatori territoriali, sui molteplici aspetti dell’agenda 2030 che possano orientare le politiche verso un cambiamento positivo concreto. Crediamo nel potenziale dell’Italia e nel valore di un approccio attivo e costruttivo alla sostenibilità. Come settore, vogliamo contribuire non solo con prodotti, ma anche con analisi, prevenzione, gestione del rischio. Lavoriamo insieme a istituzioni, associazioni, mondo della ricerca e società civile per aumentare la consapevolezza delle sfide da affrontare, ma anche di quelle buone pratiche che siamo sicuri potranno contribuire a rafforzare la resilienza del Paese e promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo”, ha concluso Letizia D’Abbondanza, Direttore Clienti e Comunicazione Esterna di AXA Italia.
GLI OBIETTIVI QUANTITATIVI IN UMBRIA
L’Umbria, tra il 2010 e il 2024, mostra miglioramenti per istruzione (Goal 4), parità di genere (Goal 5), Lavoro e crescita economica (G8), consumo e produzione responsabili (Goal 12). Peggiora la situazione di povertà (Goal 1), agricoltura e alimentazione (Goal 2), acqua pulita e servizi igienico sanitari (Goal 6), disuguaglianze (Goal 10), vita sulla terra (Goal 15) e giustizia e istituzioni (Goal 16). La regione può raggiungere il 41% degli obiettivi quantitativi analizzati, per il 28% di questi invece la situazione è in peggioramento. – FOCUS SULL’UMBRIA
GLI OBIETTIVI QUANTITATIVI NEL LAZIO
Il Lazio, tra il 2010 e il 2024, mostra miglioramenti per salute (Goal 3), istruzione (Goal 4), parità di genere (Goal 5), energia (Goal 7), Lavoro e crescita economica (G8), consumo e produzione responsabili (Goal 12). Peggiora la situazione di povertà (Goal 1), acqua pulita e servizi igienico sanitari (Goal 6), disuguaglianze (Goal 10), vita sulla terra (Goal 15) e giustizia e istituzioni (Goal 16). La regione può raggiungere il 31% degli obiettivi quantitativi analizzati, per il 31% di questi invece la situazione è in peggioramento. – FOCUS SUL LAZIO
GLI OBIETTIVI QUANTITATIVI NELLE MARCHE
Marche, tra il 2010 e il 2024, mostrano miglioramenti per salute (Goal 3), istruzione (Goal 4), parità di genere (Goal 5), Energia (Goal 7), Città e comunità (G11), consumo e produzione responsabili (Goal 12). Peggiora la situazione di povertà (Goal 1), acqua pulita e servizi igienico sanitari (Goal 6), disuguaglianze (Goal 10), vita sulla terra (Goal 15) e giustizia e istituzioni (Goal 16). La regione può raggiungere il 34% degli obiettivi quantitativi analizzati, per il 31% di questi invece la situazione è in peggioramento. – FOCUS SULLE MARCHE
GLI OBIETTIVI QUANTITATIVI NELLA TOSCANA
La Toscana, tra il 2010 e il 2024, mostra miglioramenti per istruzione (Goal 4), parità di genere (Goal 5), energia (Goal 7), lavoro e crescita economica (G8), consumo e produzione responsabili (Goal 12). Peggiora la situazione di povertà (Goal 1), agricoltura e alimentazione (Goal 2), acqua pulita e servizi igienico sanitari (Goal 6), disuguaglianze (Goal 10), vita sulla terra (Goal 15) e giustizia e istituzioni (Goal 16). La regione può raggiungere il 31% degli obiettivi quantitativi analizzati, per il 17% di questi invece la situazione è in peggioramento. – FOCUS SULLA TOSCANA
Per approfondire Scarica il Rapporto integrale
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