(AGENPARL) – Roma, 13 Marzo 2026
“Se vince il No al referendum non si ferma solo una cattiva riforma della giustizia. Si incrina l’intero disegno politico del governo Meloni. Autonomia differenziata, premierato, compressione dei controlli di legalità: non sono riforme isolate. Sono pezzi dello stesso progetto che punta a concentrare il potere, a indebolire i contrappesi, a svuotare la Costituzione dall’interno. È il disegno di una destra che si riconosce nei modelli di Donald Trump e dei leader nazionalisti che stanno mettendo in discussione i pilastri delle democrazie liberali. Il loro obiettivo non è riformare le istituzioni per renderle più giuste o più efficienti. Il loro obiettivo è scardinare l’equilibrio democratico costruito dopo la Seconda guerra mondiale. Quelle democrazie nate dalle macerie del conflitto, fondate sulla separazione dei poteri, sui diritti fondamentali, sul pluralismo e sul ruolo del diritto internazionale. Per questo la battaglia che abbiamo davanti riguarda il modello di democrazia che vogliamo difendere oggi. Il vero obiettivo è politico: il doppio CSM, l’alta corte disciplinare, la possibilità di mettere sotto pressione l’autonomia della magistratura. In altre parole: costruire un sistema in cui il potere esecutivo possa incidere su chi deve controllarlo. Questa è la posta in gioco del referendum sulla separazione delle carriere: è una scelta sul futuro della nostra democrazia. Se vince il No si incrina anche il patto che tiene insieme la maggioranza: autonomia differenziata da una parte, premierato dall’altra”. Così in una nota Sandro Ruotolo componente della segreteria nazionale del Pd ed europarlamentare.