(AGENPARL) – Fri 13 March 2026 Comunicato stampa
13 marzo 2026
Carburanti: i prezzi dei carburanti non conoscono rallentamento dallo scoppio del conflitto
in Medio Oriente, ma il MIMIT non ritiene necessario intervenire.
Una narrazione che non condividiamo e che peserà sui consumatori.
I prezzi dei carburanti non frenano la loro corsa e si attestano oggi, secondo Staffetta Quotidiana, mediamente all’incirca a 1,82 la benzina e 2,04 il gasolio per il self e per il servito a 1,96 la benzina e 2,18 il gasolio. Sui mercati internazionali il Brent ha superato i 102 $ e il WTI i 97 $ a barile.
Apprezziamo l’impegno di Mr. Prezzi nell’attività di monitoraggio e analisi degli andamenti del settore in riunioni della Commissione di allerta rapida ravvicinate e settimanali, ma nell’incontro odierno è emersa una descrizione della situazione che non condividiamo.
Mentre i dati dimostrano chiaramente forti aumenti dal 27 febbraio ad oggi (dai +11 ai +16 cent per la benzina e dai +22 ai +34 cent per il gasolio) e mentre gli scenari prospettati dai principali attori del settore lasciano intravedere nuovi rincari a breve, il Ministro Urso ha sostenuto che non è necessario intervenire con urgenza e che basti al momento una inerte osservazione degli sviluppi, poiché gli aumenti non sono (non ancora n.d.r.) arrivati al livello di quelli del 2022 e perché, in ogni caso, nel confronto con altri grandi Paesi europei emergono situazioni peggiori dell’Italia. Aggiunge, il ministro, che l’intervento precedente sull’accisa mobile si era rivelato costoso e inefficace, opinione che contestiamo, a differenza di misure quali, ad esempio, il “carrello tricolore”.
Una visione che non possiamo condividere: siamo convinti che il Paese non possa aspettare che si arrivi ai rincari del 2022, ma che si debbano invece adottare misure per scongiurare aumenti diffusi dei prezzi di carburanti, energia e generi di consumo, che si abbattono sulle famiglie dei consumatori i cui redditi hanno già perso, rispetto a quattro anni fa, circa il 10% del loro potere d’acquisto.
Bastano i rincari registrati dal 27 febbraio ad oggi per far lievitare la spesa delle famiglie per i soli carburanti di oltre 220 euro all’anno in media, secondo i nostri primi calcoli, mentre per effetto di questi rincari, in termini indiretti, i prezzi dei beni di largo consumo crescerebbero di oltre 200 euro in un anno, in aggiunta agli aumenti continui dei prezzi che registriamo continuamente.
Bisogna intervenire ora per evitare che la situazione peggiori e produca pesanti ricadute sul potere di acquisto delle famiglie, sulla domanda interna e sull’intero sistema economico. Perciò chiediamo, almeno temporaneamente:
un taglio immediato delle accise sui carburanti (le più alte d’Europa, n.d.r.) almeno del valore dell’aumento medio settimanale del prezzo alla pompa, che sterilizzerebbe gli effetti dei rincari diretti e indiretti, e il loro scorporo, in quanto doppia tassazione, dalla base di calcolo dell’IVA;
la riduzione all’aliquota inferiore del 10% dell’IVA sull’intero consumo di gas per usi domestici;
la rimodulazione dell’Iva sui generi di largo consumo, con attività di vigilanza e di sanzione delle condotte speculative, sancendo un tetto ai margini di intermediazione sui beni fondamentali.
Sul fronte delle bollette, inoltre, è indispensabile scongiurare aumenti che rischiano di essere insostenibili per molti, adottando immediatamente alcune misure già in sede di Decreto bollette in via di approvazione:
maggiorazione del bonus sociale ed estensione graduale a una platea di beneficiari con Isee fino a € 30.000;
riduzione degli oneri di sistema sull’energia elettrica, con la ripresa del loro trasferimento sulla fiscalità generale, interrotto da questo Governo;
misure per il disaccoppiamento di energia e gas, con l’adozione di un sistema di determinazione del prezzo medio delle forniture ponderato sulle diverse fonti di approvvigionamento.
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