(AGENPARL) – Thu 12 March 2026 L’assessore alla Sessione europea in V Commissione: “No
all’accentramento statale dei fondi post-2027. Fvg modello di
efficienza per innovazione e transizione
Trieste, 12 mar – “La partecipazione della Regione alla fase
ascendente della legislazione europea non ? un mero adempimento
formale, ma un atto sostanziale di difesa e promozione degli
interessi della nostra comunit?. Il Friuli Venezia Giulia, per la
sua vocazione geografica e storica e in virt? della propria
autonomia, deve continuare a essere protagonista delle scelte che
orientano lo sviluppo strategico del territorio attraverso le
leve dell’Unione europea”.
? il commento dell’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli
durante l’audizione odierna in V Commissione, dedicata alla
Sessione europea e al programma di lavoro della Commissione Ue
per il 2026. Zilli ha sottolineato come la Conferenza delle
Regioni, attraverso uno specifico documento approvato nel 2025,
punti a definire una posizione condivisa da trasmettere al
Governo.
Secondo l’assessore, la semplificazione normativa e il
coordinamento delle politiche fiscali a livello europeo sono
elementi essenziali per favorire la competitivit? delle imprese.
“Le divergenze fiscali tra gli Stati membri incidono sulla
crescita – ha sostenuto Zilli -. Occorre superare la
frammentazione e la burocrazia per sostenere gli investimenti e
l’innovazione attraverso un sistema moderno e aderente alle
esigenze del sistema produttivo”.
Entrando nel merito delle risorse, Zilli ha ricordato che
l’attuale programmazione della politica di coesione 2021-27 vede
il Friuli Venezia Giulia impegnato con dotazioni significative:
il programma Fesr vale oltre 560 milioni di euro (di cui 195,5
milioni di risorse regionali aggiuntive), mentre il Fse+ ammonta
a 373 milioni di euro. “Siamo tra le prime regioni in Italia per
capacit? di utilizzo di questi fondi, dimostrando che
l’integrazione tra risorse europee e regionali genera effetti
positivi concreti sulla crescita e sulla tenuta socio-economica
dei territori, comprese le aree interne e marginali”.
In vista del negoziato per il quadro finanziario post-2027, Zilli
ha espresso una ferma posizione contro ogni tentativo di
centralizzazione. “Le politiche di coesione dell’Unione europea
devono essere difese non solo come strumento finanziario, ma come
presidio dell’autonomia dei territori – ha dichiarato l’assessore
-. Opporsi a tentativi di accentramento o nazionalizzazione dei
fondi significa tutelare la capacit? delle Regioni di rispondere
efficacemente alle sfide della transizione verde, della
digitalizzazione e della competitivit? delle imprese”.
ARC/PAU/ma
121647 MAR 26
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