(AGENPARL) - Roma, 11 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Wed 11 March 2026 Iran. Terzi (FdI): Guerra ibrida disinformazione sfida per nostra democrazia
“Stiamo vivendo pagine di storia complesse. È vivo l’apprezzamento e il ringraziamento al presidente Meloni per la visione di cui ha dato ancora prova, per la sua determinazione e la sua chiarezza di intenti. È una situazione internazionale preoccupante ma è diffuso, nella maggioranza e anche nel Paese, il senso di fiducia e di orgoglio per quanto il Governo sta facendo, a difesa degli interessi della nostra Nazione, a difesa dei nostri valori, a difesa dei nostri connazionali dentro e fuori le frontiere e dei nostri militari delle donne e uomini in divisa coinvolti nelle numerose missioni di Pace o nelle strade italiane, a tutela della sicurezza dei nostri cittadini. È dal 24 febbraio 2022 che i cardini stessi dell’ordine internazionale esistente sono crollati; penso ai principi di sovranità in confini riconosciuti, protezione delle minoranze, divieto dell’uso della forza. Quanto sta accadendo in Medio Oriente è figlio della criminale aggressione russa all’Ucraina, ed è un conflitto che riguarda tutta l’Europa e tocca svariate dimensioni, tra questi pesantemente il settore energetico. È chiaro che l’obiettivo sia una strategia diplomatica, nazionale ed europea, per prevenire un ulteriore uso della forza e per ristabilire la legalità nei rapporti tra gli Stati, e tale strategia non può che basarsi su deterrenza, aiuto alle vittime dell’aggressione, strumenti diplomatici e sanzionatori che – nel caso dell’Ucraina – facciano pressione sulla Russia per ottenere una pace regolata dal diritto. Tutto questo nel più stretto coordinamento con l’Unione Europea, gli Stati Uniti, la Nato e i partner del G7. L’obiettivo di qualsiasi negoziato deve essere l’affermazione della piena legalità e del diritto internazionale. Sul conflitto in Medio Oriente, inevitabile osservare come in esso Russia, Iran e Cina siano legate a doppio filo: si aiutano reciprocamente con armi, energia, tecnologie e materiali critici. Tale asse si muove per conquistare gli spazi politici, economici e di sicurezza a scapito dell’Occidente. Ma il più grande responsabile della crisi che sta insanguinando il Medio Oriente, ne è fautore e protagonista da ben 47 anni in un crescendo di morte e terrore, è l’Iran. Dall’orrendo pogrom del 7 ottobre, l’aggressività dell’Iran si è moltiplicata, sino a colpire direttamente paesi europei e atlantici, per abbattere con la sua folle ideologia razzista e antisemita la Nazione di Israele. Ma attenzione, per la prima volta nella storia del khomeinismo il regime iraniano è riuscito a unire, invece che contro, in favore di Israele e dell’Occidente intero i Paesi arabi e il mondo musulmano sunnita. Questo ha aperto una realtà nuova nella quale il Governo italiano e il Presidente Meloni si stanno muovendo. Grazie alla fiducia e alla credibilità dei rapporti con gli altri Paesi, l’Italia si sta accreditando. Il Golfo, il Mediterraneo, l’Africa, il Sudest asiatico, il Piano Mattei e IMEC: sono, in questa crisi, le aree geopolitiche e le iniziative che danno corpo e spazio alla nostra efficace azione diplomatica e politica. L’Italia non è parte del conflitto in Medio Oriente, e non intende esserne parte. Oggi il Presidente del Consiglio è stato molto chiaro. L’Italia rafforzerà la presenza a scopo difensivo nei Paesi del Golfo che sono stati attaccati dall’Iran con missili e droni. Con un ingente spiegamento di mezzi e risorse e di lavoro, decine di migliaia di connazionali sono già potuti rientrare, altri portarsi in luoghi sicuri, e ricordo anche il sostegno del Governo italiano garantito agli amici ciprioti, con l’invio della fregata Martinengo. Ora lavorare per la de-escalation è prioritario. Ciò deve avvenire in condizioni di sicurezza e stabilità vere e condivise per tutta la regione del Medio Oriente. Ciò significa che l’Iran deve in ogni modo rinunciare definitivamente a qualsiasi risposta militare, o atti di terrorismo e di guerra contro gli altri Paesi. La risoluzione della maggioranza è precisa, e inoltre condanna la violenta repressione delle proteste civili in Iran e la flagrante violazione dei diritti umani da parte del regime. Non possiamo fingere di non vedere come l’Iran continui a ostentare la continuità di quel regime sanguinario che distrugge il suo intero popolo. Non solo, questa macchina che il regime iraniano da anni ha messo in moto consiste anche nella potente strategia di disinformazione, in stretto e comprovato raccordo con quella della Russia e in molti casi della Cina. Filmati creati con l’intelligenza artificiale generativa, come il video di bombardamenti a tappeto su Tel Aviv, circolano ovunque e hanno milioni di visualizzazioni. La guerra ibrida e la disinformazione, ancora una volta, sono tra le sfide più serie per la nostra democrazia. Nelle periodiche conferenze delle Commissioni Affari europei dei parlamenti nazionali dell’UE emerge con sempre più vigore la necessità di risposte comuni. La IV Commissione ha approvato a larghissima maggioranza una risoluzione su ingerenze e disinformazione, con richiesta di discussione in Aula. La tecnologia che diviene megafono di disinformazione è una pericolosa crepa nel nostro sistema democratico, penso anche all’incitamento all’odio antisemita che dilaga su certe pagine social. Prevedere e rispondere a tali minacce è importante, perché possono pregiudicare le nostre società libere”.
Lo ha detto il senatore di Fratelli d’Italia Giulio Terzi, presidente della commissione Politiche Ue, in discussione generale a seguito delle Comunicazioni del presidente del Consiglio Giorgia Meloni in vista del prossimo Consiglio europeo.
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Ufficio stampa
Fratelli d’Italia
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