(AGENPARL) – Wed 11 March 2026 (ACON) Trieste, 11 mar – Ampio anche il confronto politico tra i
consiglieri regionali nel corso dell’audizione in IV Commissione,
presieduta da Giuseppe Ghersinich (Lega), dedicata alle
problematiche del fiume Tagliamento.
“L’analisi sul rischio idrogeologico presentata conferma la
correttezza delle posizioni assunte negli anni scorsi da chi si
era opposto ad alcune opere previste per il fiume, giudicate
troppo impattanti dal punto di vista ambientale” ha detto Rosaria
Capozzi (M5s), chiedendo che “finalmente si proceda a un concreto
cambio di metodo. Meno annunci e meno improvvisazione”.
Maddalena Spagnolo (Lega) non ha nascosto “una forte delusione.
Dopo anni di studi sembra quasi di arrivare a un azzeramento del
lavoro fatto finora. Se l’evento del 1966 non ? pi? un parametro
cautelativo per definire il rischio di piena, allora dobbiamo
dirci con chiarezza che il rischio per quei territori ? ancora
pi? grave di quanto ipotizzato sino ad ora. La priorit? deve
essere la salvaguardia dei cittadini”.
Pi? chiarezza sulle scelte future ? quanto hanno chiesto, invece,
i consiglieri del Pd. Andrea Carli ha sottolineato come “resti il
dubbio sul perch? questa analisi non sia stata svolta prima di
avviare la progettazione delle opere”. Per Francesco Martines.
“sicurezza idraulica, tutela del patrimonio naturale del
Tagliamento e urgenza di intervenire dovranno guidare le scelte
future con l’obiettivo di trovare un equilibrio tra queste
esigenze, accettando eventualmente anche un impatto ambientale
limitato qualora necessario per garantire la sicurezza”.
Manuela Celotti ha invece chiesto “maggiore chiarezza nei
confronti delle comunit? che vivono lungo il Tagliamento”,
sollecitando anche “un confronto con l’Autorit? di bacino per
valutare eventuali revisioni del Piano di gestione del rischio
alluvioni e rafforzare il coordinamento con la Regione Veneto”.
Secondo Nicola Conficoni, “lo studio di Rinaldo rappresenta un
forte stop alle impostazioni seguite finora e dimostra come nelle
valutazioni precedenti non si sia tenuto adeguatamente conto
dell’impatto del cambiamento climatico. Si tratta non solo di uno
smacco politico, ma anche di un danno per i cittadini”
Massimiliano Pozzo (Pd) ha posto l’attenzione sul fattore tempo,
sottolineando come “i ritardi nelle decisioni incidano sia sui
costi delle opere sia sulla sicurezza delle comunit?. La politica
non assume decisioni chiare, mentre i procedimenti amministrativi
continuano ad andare avanti”. “La Giunta deve spiegare come
intende muoversi rispetto agli atti gi? adottati e alle linee di
indirizzo finora seguite”, ha detto il capogruppo Diego Moretti
“? illusorio pensare che opere strutturali possano da sole
compensare gli effetti dei cambiamenti climatici”, ? stato il
commento di Furio Honsell (Open Sinistra Fvg), che ha proposto
“di archiviare l’ipotesi del ponte-traversa e puntare su
interventi di tipo nature-based”.
L’approccio nature-based ? stato richiamato anche da Massimo
Moretuzzo (Patto per l’Autonomia-Civica Fvg), secondo il quale
“l’audizione ? stata utile e significativa perch? ha riportato la
discussione su basi scientifiche”. “Serve chiarezza scientifica e
politica” ha detto il collega di partito Marco Putto, che ha
suggerito di “valutare soluzioni fuori alveo che permettano di
coniugare la protezione dei cittadini con la tutela del sistema
naturale del Tagliamento”.
Di diverso avviso Markus Maurmair (FdI), secondo il quale “il
lavoro portato avanti in questi anni dalla Regione dimostra che
il tema non ? rimasto fermo e che si sta costruendo un processo
trasparente e partecipato. ? un percorso di responsabilit? di cui
dovremmo essere tutti orgogliosi”.
Serena Pellegrino (Avs) ha sottolineato l’importanza di
“coinvolgere i cittadini nel processo decisionale e di ampliare
il confronto tecnico, coinvolgendo non solo la direzione Ambiente
ma anche le strutture regionali competenti sulla biodiversit?, in
modo da integrare maggiormente la tutela degli ecosistemi nelle
decisioni sulle opere idrauliche”.
“La scelta di coinvolgere Rinaldo ? stata voluta per mettere in
discussione il percorso seguito finora e basare le decisioni su
valutazioni scientifiche, non politiche” ha detto in chiusura
l’assessore Scoccimarro, respingendo le accuse di inerzia degli
ultimi anni. “Il vero ritardo riguarda gli ultimi 60 anni,
durante i quali non si ? trovata una soluzione strutturale al
problema del Tagliamento. Non esiste ancora una decisione sulle
opere da realizzare: questo percorso – ha concluso l’esponente
della Giunta Fedriga – serve proprio a valutare diverse
alternative e arrivare, entro la fine della legislatura, alla
scelta della soluzione migliore o del male minore sulla base
delle nuove modellazioni idrologiche”.
2 – fine
ACON/SM-fc
111742 MAR 26
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