(AGENPARL) – Tue 10 March 2026 COMUNICATO STAMPA
10 MARZO 2026
REFERENDUM, CONFAPI METTE A CONFRONTO
LE RAGIONI DEL SÌ E DEL NO: DIBATTITO
FRA OSTELLARI E MICALIZZI SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA
Un confronto aperto e senza pregiudizi sulle implicazioni legate al voto del 22 e 23 marzo.
Confapi Padova ha messo attorno allo stesso tavolo sostenitori e critici del referendum,
offrendo agli imprenditori un’occasione per orientarsi tra argomenti complessi
e valutare con consapevolezza le possibili ricadute sul sistema produttivo.
Un confronto serio, partecipato e senza pregiudizi tra le diverse posizioni sul tema. Confapi
Padova ha ospitato nella propria sede un confronto dedicato al referendum costituzionale sulla
riforma della giustizia in programma il 22 e 23 marzo. L’iniziativa, la prima svolta in collaborazione
con Usarci Ara Padova e Rovigo del presidente Paolo Garcea, è stata introdotta dal vicepresidente
per le relazioni istituzionali di Confapi Padova Franco Pasqualetti e moderata dal giornalista
Giampiero Beltotto, che con grande equilibrio e competenza, di fronte a un’attenta platea di
imprenditori e rappresentanti del mondo produttivo, ha saputo guidare la discussione mettendo a
fuoco i principali nodi della riforma – dalla separazione delle carriere alla riorganizzazione degli
organi di autogoverno della magistratura – favorendo un confronto sereno, chiaro e trasparente
tra i relatori. A confrontarsi, da una parte il senatore Andrea Ostellari, sottosegretario alla
Giustizia e sostenitore del “sì”, dall’altra Andrea Micalizzi, vicepresidente del Consiglio regionale
del Veneto, schierato per il “no”.
OSTELLARI: «CON LA RIFORMA MAGISTRATI PIÙ LIBERI E STOP AL SISTEMA DELLE CORRENTI»
«Partirei dalla prima questione della riforma, ossia dalla separazione delle carriere. Se ne parla da
quando ero ragazzino, di certo non la inventiamo noi. Questa modifica renderà più equo il nostro
sistema giudiziario, perché finalmente ci sarà un giudice autonomo e indipendente da qualsiasi
parte del processo, anche dall’accusa».
Ostellari ha ricordato anche come il tema sia presente da tempo nel dibattito istituzionale:
«Giuliano Vassalli fu tra i primi a sostenere l’esigenza di modernizzare la Costituzione separando il
pubblico ministero dal giudice. E Vassalli, direi, era tutto tranne che di destra. La riforma
consentirà di rendere più liberi i magistrati, i pubblici ministeri e anche i giudici. È una riforma è
pienamente all’interno della nostra Costituzione e permette finalmente di avere un pubblico
ministero e un giudice autonomi».
Tra i temi centrali della riforma proposta, quello del sorteggio. «Il sorteggio consentirà di eliminare
il fenomeno degenerativo delle correnti e permetterà a tutti i magistrati, soprattutto ai più giovani,
di avere le stesse opportunità senza dover appartenere a una corrente. Non è vero che con questa
riforma il potere giudiziario diventerà subordinato a quello esecutivo. La nostra democrazia si
fonda sull’equilibrio tra i tre poteri dello Stato: il governo deve fare il governo, il Parlamento deve
fare il Parlamento e la magistratura deve rimanere autonoma e indipendente. Chi invita a votare
no lo fa per ragioni ideologiche e politiche che rischiano di danneggiare il Paese. Non è neppure
vero che con il sorteggio possano essere scelti magistrati incapaci: il meccanismo riguarderà
magistrati con esperienza e alta qualità professionale».
MICALIZZI: «IL RISCHIO È QUELLO DI ALTERARE L’EQUILIBRIO TRA I POTERI DELLO STATO»
Di diverso avviso Andrea Micalizzi, che ha espresso una valutazione critica sulla riforma:
«Difendere la Costituzione significa difendere l’equilibrio tra i poteri dello Stato. Le riforme della
giustizia devono servire ai cittadini, ma questa non affronta i problemi reali del sistema giudiziario.
La separazione delle carriere viene presentata come il cuore della riforma, ma nei fatti i passaggi
tra funzione giudicante e requirente riguardano meno di trenta magistrati su migliaia. Il nodo vero
riguarda invece la composizione degli organi di autogoverno della magistratura».
Il vicepresidente del Consiglio regionale ha pertanto richiamato il tema dell’equilibrio tra i poteri:
«Il nostro Stato si basa sulla separazione dei poteri – esecutivo, legislativo e giudiziario – e il
controllo esercitato dalla magistratura è un elemento essenziale della nostra democrazia. Il
sorteggio per la componente togata del Csm rischia di indebolire la magistratura, penalizzando
meritocrazia e rappresentanza. Inoltre la parte laica verrebbe estratta da una lista definita dal
Parlamento: questo crea un’evidente disparità tra le due componenti. Non riduce i tempi dei
processi, non rafforza gli uffici giudiziari, non prevede nuove assunzioni di personale e non migliora
i servizi per chi attende una sentenza. In altre parole, non interviene su ciò che serve davvero ai
cittadini. Quello che invece cambia sono gli equilibri tra politica e magistratura. Il rischio è che
l’obiettivo sia rendere la politica più libera dai controlli della giustizia».
Inevitabile la dichiarazione di voto finale: «Per questo invitiamo a votare no al referendum: per
difendere la Costituzione ed evitare un accentramento dei poteri».
PASQUALETTI: «IL VOTO, ELEMENTO FONDAMENTALE PER LA DEMOCRAZIA»
Presente all’incontro la “squadra” dei vicepresidenti al completo, con Giovanni Manta, Luigi
Bazzolo, Jonathan Morello Ritter e Franco Pasqualetti, assieme alla presidente di ConfapiD
Antonia Perozzo e al direttore dell’Associazione Davide D’Onofrio. A Pasqualetti, delegato ai
rapporti istituzionali, il compito di tirare le file: «Abbiamo organizzato questo incontro in vista
dell’appuntamento referendario sulla modifica della Costituzione perché in queste settimane
assistiamo, sui giornali e nei dibattiti pubblici, a confronti spesso molto accesi e polemici. Il nostro
obiettivo, invece, è ascoltare in modo diretto le ragioni delle diverse posizioni, mettendole a
confronto, così che ciascuno di noi possa farsi un’opinione consapevole anche rispetto agli effetti
che questa riforma della giustizia può avere sul mondo delle imprese. Confapi Padova non assume
una posizione di parte: il nostro ruolo è favorire un dibattito serio, informato e istituzionalmente
corretto, offrendo alle imprese gli strumenti per valutare con attenzione i contenuti della riforma e
le sue possibili ricadute. Ma qualunque sia l’opinione che ognuno maturerà, la cosa davvero
importante è andare a votare. Partecipare agli appuntamenti elettorali, anche referendari, è un
elemento fondamentale della democrazia. Temi come la giustizia, la certezza del diritto e
l’equilibrio tra i poteri dello Stato non riguardano solo il sistema istituzionale, ma hanno effetti
diretti sull’economia, sulle imprese e sullo sviluppo delle nostre comunità. Per questo informarsi,
confrontarsi e partecipare è il modo migliore per esercitare una cittadinanza attiva e
responsabile».
Nelle foto alcuni momenti dell’incontro in Confapi Padova
Diego Zilio
Ufficio Stampa Confapi Padova
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