(AGENPARL) – Mon 09 March 2026 Politecnico di Bari apre le porte alle Aree Interne: Bovino, al via il dialogo tra università e comunità montane
La prima Conferenza pubblica di PolInternE ha trasformato la sala consiliare di Bovino in un laboratorio di futuro: giovani, istituzioni e accademici insieme per ridisegnare lo sviluppo dei territori marginali dell’Appennino Dauno
Si è tenuta oggi, 9 marzo 2026, presso la sala consiliare del Comune di Bovino, la prima Conferenza pubblica del progetto PolInternE – Orientiamoci insieme verso il futuro delle Aree Interne, promosso dal Politecnico di Bari al quale ha partecipato l’assessora all’Urbanistica della Regione Puglia, Marina Leuzzi. Un appuntamento che ha segnato una tappa significativa nel percorso di costruzione di un dialogo strutturato tra l’ateneo pugliese, le istituzioni locali e le comunità dell’Appennino Dauno.
La conferenza di Bovino rappresenta il punto di arrivo di un lavoro preparatorio avviato dal Politecnico di Bari nei mesi scorsi, che ha già coinvolto la Regione Puglia, le istituzioni del territorio e alcune scuole dell’Appennino Dauno. L’obiettivo non è chiudere un capitolo, ma aprire un confronto permanente: l’incontro di oggi ha posto le fondamenta di un percorso partecipativo destinato a evolversi nel tempo, con nuove tappe e nuovi appuntamenti che prenderanno forma a partire dai risultati raccolti oggi.
Soddisfatta l’assessora, Marina Leuzzi che dichiara: “Come Regione, abbiamo dato un segnale politico chiaro: le aree interne non sono luoghi marginali, ma spazi ricchi di opportunità da porre al centro delle politiche di sviluppo. Vale per i Monti Dauni, vale per le aree interne del Salento, vale per ogni angolo della Puglia meno visibile ma non meno prezioso. Questo si lega anche a urbanistica e casa: dobbiamo favorire il ripopolamento dei borghi per alleggerire la pressione urbana. Servono politiche integrate e investimenti mirati in infrastrutture e mobilità. Le aree interne della Puglia sono una grande ricchezza; il nostro compito è accompagnarle con visione strategica affinché diventino motore di crescita e qualità della vita per l’intera regione. Il tema delle aree interne si intreccia inoltre con le politiche dell’urbanistica e della casa. Oggi assistiamo, da un lato, a una crescente emergenza abitativa nelle città e, dall’altro, all’abbandono di una parte del patrimonio edilizio nei piccoli centri. Sono dinamiche speculari che ci impongono di costruire nuove strategie capaci di mettere in relazione domanda e offerta di abitazione, favorendo il ripopolamento dei borghi e alleggerendo la pressione urbana nelle aree più congestionate, anche a causa dell’overtourism”.
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