(AGENPARL) - Roma, 5 Marzo 2026(AGENPARL) – Thu 05 March 2026 **Referendum sulle tre Asl, quesito inammissibile per il Collegio
statutario**
La consultazione puntava a riorganizzare le aziende sanitarie su base
provinciale
/Scritto da Marcello Ferreri, giovedì 5 marzo 2026 alle 16:04/
Il referendum sulle Asl non ci sarà, almeno per adesso: inammissibile il
quesito che puntava a cancellare la riforma del 2005 che ha riorganizzato
l’assetto del servizio sanitario dando vita alle tre grandi Asl attuali al
posto delle dodici precedenti.
Il quesito referendario presentato lo scorso 18 dicembre dal “Comitato
Salute per Tutti”, con la richiesta di abrogazione parziale della legge
regionale del 24 febbraio 2005 e la proposta di una organizzazione delle
aziende sanitarie su base provinciale, è stato dichiarato inammissibile
dal Collegio di garanzia statutaria regionale, organo che ha il compito di
valutare la conformità allo Statuto delle leggi e dei regolamenti
regionali, giudicare dei conflitti di attribuzione fra organi regionali e
pronunciarsi sull’ammissibilità e regolarità delle richieste di
referendum popolari regionali.
“Non posso che prendere atto con favore – dichiara il presidente della
regione Giani – del parere espresso dal Collegio di garanzia statutario,
motivato dall’intento di garantire la necessaria continuità ed
appropriatezza del servizio sanitario offerto ai cittadini. La richiesta di
abrogazione dell’organizzazione in aree vaste delle Asl toscane, se
ritenuta ammissibile, avrebbe vanificato, di fatto, l’intero sforzo di
programmazione messo in atto dalle Regione in questi ultimi anni”.
Il Collegio, con la delibera del 20 febbraio 2026, ha respinto la richiesta
referendaria spiegando come, in caso di esito positivo del referendum, si
sarebbe creato un vuoto normativo colmabile solo con un nuovo intervento
legislativo, dai tempi e dall’esito non conoscibile, “in lesione del
fondamentale diritto alla salute e delle norme costituzionali e statutarie
che la presidiano” indicato, negli articoli 32 della Costituzione e
nell’articolo 4 dello Statuto regionale.
Per il collegio il quesito referendario proposto non avrebbe inoltre
consentito agli elettori “una consapevole espressione del diritto di
voto”.