(AGENPARL) - Roma, 4 Marzo 2026(AGENPARL) – Wed 04 March 2026 N U O V E
S C O P E R T E
SETTORE
SCONOSCIUTO
A R C H E O L O G I C H E
DELLA
NECROPOLI
OSTIENSE
COMUNICATO STAMPA
R o ma, 4 ma r z o 2 0 2 6
Nel corso delle indagini di archeologia preventiva condotte dal Ministero della Cultura –
Soprintendenza Speciale di Roma, per la realizzazione di uno studentato sulla via Ostiense, in zona
San Paolo Fuori le Mura, è stata scoperta una vasta area funeraria, con tombe in muratura decorate e
sepolture a fossa, eccezionalmente ben conservata.
«La Necropoli Ostiense, una delle più estese dell’antica Roma – commenta il Ministro della Cultura
Alessandro Giuli – ci regala un’altra importante testimonianza che, grazie alla Soprintendenza Speciale
di Roma del Ministero della Cultura, verrà tutelata, studiata, valorizzata senza impedire il progetto di
un nuovo studentato e anzi con l’auspicio di rendere i ritrovamenti visitabili. Una volta di più le
Soprintendenze si dimostrano il punto di incontro tra le esigenze del territorio e la cittadinanza per
conservare e consegnare alle generazioni future i valori del patrimonio culturale italiano».
«Questo rinvenimento – dichiara la Soprintendente Speciale di Roma, Daniela Porro – conferma la
straordinaria complessità del patrimonio archeologico della città, che continua a emergere anche nei
contesti interessati da trasformazioni urbane. La qualità delle strutture, l’organizzazione degli spazi e
la ricchezza degli apparati decorativi rappresentano un’importante occasione di approfondimento
scientifico. La Soprintendenza garantirà la piena tutela del complesso e avvierà un significativo
progetto di valorizzazione, per restituire alla cittadinanza i risultati della ricerca».
Dallo scavo, diretto da Diletta Menghinello, archeologa della Soprintendenza Speciale di Roma, è
emerso, a circa un metro di profondità, un nucleo di cinque edifici funerari d’età imperiale a pianta
quadrangolare con copertura a volta, allineati da nord-est a sud-ovest e preceduti da due strutture
minori. Un sesto edificio, analogo agli altri ma a essi perpendicolare, suggerisce, insieme ai resti di
ulteriori ambienti, l’organizzazione del complesso attorno a un cortile interno.
«Lo scavo dei sepolcri – spiega Menghinello –molto probabilmente identificabili come colombari,
ambienti dotati di nicchie destinate a ospitare le urne cinerarie, è ancora in una fase preliminare. Nella
limitata porzione attualmente visibile delle camere sepolcrali, è comunque già possibile riconoscere
un elaborato apparato decorativo, costituito da intonaci affrescati a fasce e a motivi vegetali, stucchi,
edicole ornate da figure della simbologia funeraria romana (come Oranti o Vittorie Alate). La
prosecuzione dello scavo potrebbe consentire il rinvenimento di numerosi elementi di corredo,
epigrafi e rivestimenti pavimentali».
Nell’area più prossima alla strada, a profondità via via maggiori, sono stati inoltre rimessi in luce
un’aula absidata e un altro grande ambiente con resti di pavimentazione a mosaico, entrambi in
laterizi, la cui funzione si chiarirà con il procedere dell’indagine. In età tardo-antica, una necropoli assai
più modesta si impianta alle spalle del settore monumentale occupato dalle tombe di età imperiale,
dal quale è separata da un lungo muro in blocchetti di tufo: scarsi oggetti di corredo accompagnano
semplici sepolture a fossa, sovrapposte le une alle altre in fitta successione.
Il contesto, particolarmente ricco e stratificato, va ricondotto alla vasta Necropoli della via Ostiense,
sviluppatasi tra la tarda età repubblicana e il tardo impero, di cui sono attualmente visibili i settori del
Sepolcreto Ostiense e della Rupe di San Paolo.
«Queste scoperte archeologiche – riflette Luigi La Rocca, Capo Dipartimento per la Tutela dei Beni
Culturali – evidenziano come uno strumento normativo, ovvero la verifica preventiva dell’interesse
archeologico, costituisca una opportunità di ricerca e di conoscenza della storia di Roma, che non
finisce di stupire per la sua stratificazione, e fornisca, al tempo stesso, l’occasione per riflettere sul tema
della conservazione del patrimonio ritrovato e della sua possibile integrazione nel tessuto e nei
bisogni della città moderna, in un comparto urbano interessato da profonde trasformazioni».
Le nuove scoperte, articolate in una lunga fase temporale tra la prima età imperiale e la tarda antichità,
costituiscono un rinvenimento di grandissima rilevanza, in grado di fornire informazioni nuove e
preziose sull’impianto topografico, nonché sugli aspetti antropologici, epigrafici e di cultura materiale
della Necropoli Ostiense.
COLOPHON
MINISTERO DELLA CULTURA
SOPRINTENDENZA SPECIALE DI ROMA
COLLABORAZIONI
Alessandro Giuli, Ministro della Cultura
Angela Vecchione, capo archeologa sul
campo
Andrea Monaco, archeologo
Walter Pantano, antropologo
Mariangela Santella, restauratrice
Daniela Porro, Soprintendente Speciale
Diletta Menghinello, archeologa direzione
scientifica dello scavo
Chiara Scioscia Santoro, responsabile
restauro
P R OP R I E T À
Immobil C – Srl
Studio Latini, progetto lavori
BM Studio, coordinamento sicurezza
UFFICIO STAMPA SOPRINTENDENZA SPECIALE DI ROMA
Luca Del Fra e Valentina Catalucci
