(AGENPARL) - Roma, 1 Marzo 2026(AGENPARL) – Sun 01 March 2026 *Giunta regionale adotta la nuova legge per la cultura e l’impresa
creativa: vicepresidente Bori, “una riforma strategica per la crescita
sociale e lo sviluppo del territorio”*
(aun) – Perugia 1 mar.. 026 – La Giunta regionale dell’Umbria ha dato il
via libera definitivo alla nuova legge organica per la cultura e l’impresa
creativa, un provvedimento che segna una svolta per l’Umbria trasformando
il comparto da patrimonio da preservare a leva di sviluppo economico,
crescita sociale e territoriale.
Attraverso un lavoro di riordino che ha portato all’abrogazione di leggi
precedenti, il nuovo testo di legge introduce un modello di programmazione
triennale volto a garantire stabilità e continuità operativa a tutti gli
operatori del sistema.
“Questo non vuole essere un restyling normativo – ha dichiarato il
vicepresidente con delega alla Cultura, Tommaso Bori – ma rappresenta il
nuovo respiro di una Regione che non procede a compartimenti stagni, ma
inizia a muoversi come un unico ecosistema”. “Il testo – aggiunge – è stato
ampiamente partecipato con incontri sul territorio e un evento è stato
inserito nell’ambito di UmbriaLibri. Si sono tenuti anche tavoli tematici
che sono serviti a cogliere tutti gli spunti per arrivare a un testo
realmente condiviso dal basso. Questo perché – sottolinea il vicepresidente
– siamo convinti che l’ascolto sia fondamentale per dare gambe alle grandi
realtà culturali che operano in Umbria, terra naturalmente vocata per la
cultura”.
Per Bori “altro aspetto importante è la distinzione introdotta tra le
grandi manifestazioni di rilievo nazionale e internazionale e le
manifestazioni emergenti. Questa è una distinzione voluta proprio per dare
alle nuove realtà la possibilità di crescere. E non solo. Il provvedimento
nasce per dare da una parte dignità a chi opera nel settore, ma anche per
rendere la cultura un diritto effettivamente fruibile da ogni cittadino,
abbattendo non solo le barriere fisiche, ma anche quelle economiche e
sociali”.
Il cuore finanziario della legge poggia su un’architettura integrata di
risorse regionali, nazionali ed europee che mobilita circa 31 milioni di
euro: pilastro di questo sistema è il nuovo fondo regionale per la cultura
con 9 milioni di euro di risorse già stanziate per il triennio 2026-2028.
Per i beni culturali e gli attrattori, dal Fesr (Fondo europeo di Sviluppo
regionale) arrivano 5,4 milioni di euro per bandi destinati alla
rigenerazione di attrattori culturali, mentre altri 10 milioni di euro per
i beni culturali sono destinati dal Fondo per lo sviluppo e la coesione
(Fsc). Infine, altri 6 milioni di euro andranno a sostenere le imprese
culturali e creative attraverso il Fondo regionale Fondo europeo di
Sviluppo regionale.
La legge però non si limita solo al sostegno economico, ma introduce
strumenti come l’Osservatorio regionale della cultura, il laboratorio
permanente per una regione creativa, il riconoscimento dei live club come
spazi fondamentali per la musica contemporanea e introduce per la prima
volta anche la nona arte (fumetti e manga) riconoscendo pari dignità
artistica rispetto alle forme più tradizionali.
Dalla tutela del patrimonio materiale e immateriale fino al sostegno
all’editoria indipendente e alla rigenerazione urbana, l’Umbria si dota
quindi, di un’infrastruttura strategica capace di generare occupazione
qualificata e inclusione sociale all’insegna della crescita culturale della
popolazione.
ig/g
*Ida Gentile*
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