(AGENPARL) - Roma, 28 Febbraio 2026(AGENPARL) – Sat 28 February 2026 **Cortina 1956, il sogno realizzato. Giani: “Olimpiadi diffuse, Toscana
scenario ideale”**
/Scritto da Marcello Ferreri, sabato 28 febbraio 2026 alle 16:30/
La vasta documentazione recentemente rinvenuta presso l’Archivio storico
del CONI, il Comitato Olimpico Nazionale Italiano, ha restituito alla
memoria sportiva, a pochi giorni dalla conclusione dei giochi di Milano
Cortina 2026, una testimonianza degli eventi che accompagnarono la
preparazione dell’edizione dei giochi invernali di Cortina 1956 ed il loro
svolgimento.
Nasce da qui il volume “I primi cinque cerchi olimpici” curato da
Gherardo Bonini, Franco Cervellati, Marcello Marchioni e Giuseppe Ocello,
presentato ieri a palazzo Strozzi Sacrati dagli autori assieme al
presidente della Regione Eugenio Giani, che racconta la prima olimpiade
ospitata da una città italiana corredandola con materiale d’archivio,
statistiche, cronache, commenti e foto.
“Cortina 1956 è la prova generale – nelle parole del presidente Giani –
che crea le condizioni organizzative e il clima che porterà lo sport
italiano ad ospitare le Olimpiadi a Roma nel 1960. Le Olimpiadi
trasformarono Cortina, con gli impianti ammodernati e costruiti, in una
delle località invernali di riferimento a livello internazionale. I giochi
olimpici hanno rigenerato allora e rigenerano oggi molte località
sciistiche. All’Abetone riferiscono che il così elevato livello di
presenze registrato quest’anno è stato sicuramente favorito anche
dall’attenzione verso gli sport della neve richiamata dai giochi di Milano
Cortina e dal loro modello organizzativo”.
“Il futuro propone oggi eventi olimpici a livello diffuso, a portata di
treno ad alta velocità. Fra 10 o 14 anni è possibile immaginare un
appuntamento olimpico italiano, proprio in questa dimensione nazionale ed
estesa a tutte le regioni. La Toscana sarebbe lo scenario ideale per molte
discipline sportive, con la sua capacità attrattiva che unisce passato e
presente: il tiro con l’arco sotto le mura di Lucca, ad esempio, la vela
sulle coste di Punta Ala e il windsurf a Porto Santo Stefano, il ciclismo
nei panorami della Val d’Orcia o sulle colline del Chianti e del
Mugello”.
“ Questo libro – conclude Giani – ha il merito di riproporre una
riflessione sul percorso sociale, culturale e sportivo fatto fino ad oggi e
di come i successi, non solo nel numero di medaglie ma anche sotto il
profilo organizzativo, hanno trasformato gli eventi sportivi in un volano
fondamentale di sviluppo dei luoghi che li ospitano”
“Cortina 1956 I primi cinque cerchi olimpici” racconta una storia sportiva
e politica, fatta da atleti e diplomazie, rapporti internazionali e
capacità organizzativa. Il repertorio di immagini contenuto nel volume
documenta gli impianti sportivi che ospitarono le gare, dal nuovo Stadio
del Ghiaccio alla restaurata pista del Ronco, dedicato al Bob, quella di
Misurina per il pattinaggio e scatti dedicati agli atleti partecipanti in
azione sulle piste o nelle strade del paese durante i momenti di riposo.
Contesto e dettagli raccontano un’epoca: le foto, assieme ai servizi Rai,
presente all’evento anche con le sue telecamere esterne ed i brevi filmati
dell’Istituto Luce, proiettati nelle sale cinematografiche, mostrano sci
“ad altezza d’atleta con il braccio alzato”, come si usava allora, con
attacchi a molla e un abbigliamento sportivo che poco ha a che vedere con
quello usato oggi.
“Cortina 1956 è un appuntamento olimpico organizzato e disputato –
spiega Franco Cervellati, uno degli autori del volume e direttore del
Centro studi Assi Giglio Rosso – in un momento storico in cui l’Italia
sentiva il bisogno di riabilitarsi agli occhi del mondo sportivo, ad appena
dieci anni dalla conclusione della Seconda guerra mondiale. Un evento che
aveva anche il compito di rassicurare le autorità sportive e politiche
sulle capacità organizzative italiane in vista delle Olimpiadi di Roma. Ma
è anche una sessione di giochi che avviene in un momento particolarmente
delicato della storia mondiale: Il 1956 è l’anno della rivoluzione
d’Ungheria, della crisi di Suez, di tensioni internazionali non inferiori a
quelle di oggi. È l’anno in cui in Italia, pochi mesi dopo, iniziarono le
sanguinose vicende del terrorismo altoatesino, che mirava
all’autodeterminazione dell’Alto Adige attraverso la secessione dall’Italia
e l’annessione all’Austria al fine di ottenere, sotto la sovranità di
quest’ultima, l’unificazione politica del Tirolo”.
“Nella documentazione raccolta nel volume – conclude Cervellati – questa
atmosfera si avverte in filigrana e sono riportati carteggi importanti che
non potevano allora essere rivelati nel rapporto ufficiale del CONI che
documentò l’evento. Tutto è stato poi confrontato con le carte degli
archivi comunali di Cortina per una migliore visione di tutte le
difficoltà, amministrative, politiche ed economiche legate agli aspetti
organizzativi di Cortina 1956. Come quello del del finanziamento dello
Stato italiano, promesso ma sembra mai arrivato. L’archivio del CONI, per
la sua vastità, resta ancora aperto ad approfondimenti”